Ore 7.15, con Rosa e Nat, partenza direzione
Torino per il Talent Pink Day!! La gita comincia con Nat che fuori dal portone,
e noi parcheggiate in strada, ci parla al telefono e ci dice che non ci vede.
Ma come, se sento la tua voce dal finestrino… in effetti ci rendiamo conto che
siamo nascoste da un enorme Suv bianco, di sicuro molto trendy ma altrettanto
sicuramente inutile e ingombrante, non siamo nemmeno nelle praterie americane!
Carichiamo Nat e partiamo, ci serve un caffè al più presto, non siamo
lucidissime.
Il viaggio si sviluppa come al solito attorno ad
una montagna di chiacchiere, per quello abbiamo sempre sufficiente energia.
Pausa caffè all’autogrill, nel quale ci avventuriamo in un veloce contromano,
dopo aver perso l’ingresso del bar per un soffio. Un energico caffè, un
pacchetto di biscotti al cioccolato perché siamo a dieta e qualche commento ai
best seller dell’angolo della cultura: Le 50 sfumature di Grigio, Le 50
sfumature di GIGIO (queste le dovrei proprio comprare) e le ricette delle
sorelle Parodi. Non c’è dubbio, la cultura estrema spopola in Italia, e noi ci
stupiamo delle elezioni!

Arriviamo a Torino e cominciamo a preparare la
sala per il corso, intanto cominciano ad arrivare i partecipanti. La giornata è
in collaborazione con il Gomitolo Rosa, un’iniziativa nazionale di
sensibilizzazione e di raccolta fondi per il supporto alle donne ammalate di
cancro al seno, attraverso il recupero e l’utilizzo della lana di Biella, ormai
non più competitiva con le lane che arrivano dal resto del mondo. Che bello
maneggiare i morbidi gomitoli e allinearli ordinatamente sul tavolo.
Quest’attività mi rilassa automaticamente e mi mette il buonumore.
Il corso inizia e dopo una veloce presentazione
dei partecipanti che sono molto numerosi, saremo una trentina. Prima di andare
a pranzo dobbiamo cominciare l’attività esterna: prendere un gomitolo, che
rappresenterà il nostro sogno, attaccare un capo in un punto del terrazzo,
srotolare il filo interamente toccando diversi punti e incrociando non solo
tutti gli altri, ma sedie, gazebo, piante, tavoli e colonne. L’attività è
decisamente divertente e rilassante. Ognuno di noi medita sul proprio sogno, ma
nel giro di pochi minuti ci troviamo tutti avvolti dai fili, come in una specie
di enorme ragnatela, eppure non siamo preoccupati! I sogni degli altri s’incrociano
con i nostri, è evidente. Arriviamo alla fine del gomitolo e siamo pronti per
il pranzo. Dobbiamo legare il capo da qualche parte, perché dopo pranzo
probabilmente è da lì che dovremo ripartire e riprenderci il nostro sogno.

Il ristoratore ci accoglie piuttosto disperato,
una tavolata da 25 persone non è il massimo della vita in termini di
organizzazione, soprattutto perché insieme a noi c’è una bellissima stylist che
dovrà truccare le donne, nel pomeriggio arriverà un fotografo di Donna Moderna
ad immortalarci. Il giornale vuole fare un servizio sulla giornata, partecipa
infatti anche una giornalista, Valentina, che ascolta incuriosita le nostre
strane esternazioni da artisti un po’ strampalati. Rientrerà poi a Milano
insieme a me e Nat e da questo avrà la certezza che siamo strampalati.

La stylist in pochi minuti allestisce una sala
trucco nel bagno della pizzeria, siamo troppo avanti! Si comincia con Rosa, tra
una pizza e un’insalata usciamo da lì stile dive, io sembro più una Charlie’s
Angels passata di moda! Rosa chicchissima e Natascia una diva! Che trio…
Tornati in sede è il momento di recuperare il
proprio sogno, riavvolgendo il nostro gomitolo, peccato che almeno la metà di
noi non si ricordi dove ha lasciato il capo terminante. Andiamo bene…! È il
nostro sogno, ma non sappiamo dove lo abbiamo messo, eppure questa è la prima
metafora della vita.
A volte ci dimentichiamo dei nostri sogni.
Lo recuperiamo e cominciamo a raggomitolare. Siamo
quasi alla fine quando arriva il fotografo.
Noi donne a bocca aperta, occhio azzurro
penetrante, capello scompigliato, aria da adorabile farabutto: l’uomo ideale
insomma. Ci fa avvicinare a lui e ci rendiamo conto che abbiamo tutte cambiato sogno
improvvisamente. Seconda metafora della vita: a volte basta uomo belloccio per
buttare in un angolo i propri sogni!
Ad ogni modo, a questo punto, il nostro sogno è lo
stesso, e ha un nome e gli occhi azzurri! Quando Christian, così si chiama il
sogno, ci chiede di lanciargli i gomitoli durante lo scatto, nessuna si oppone
preoccupata di perderlo: tanto è uguale per tutte! J
Gli uomini del gruppo ormai sono tra l’attonito e
il rassegnato, mentre noi ci stiamo divertendo un sacco.
Intanto i sogni si sono ingarbugliati, come nella
vita, e come nella vita, si sono mescolati a quelli degli altri,
qualcuno ci ha aiutato a disfare i nodi,
qualcuno ci ha un po’ ostacolato,
qualcuno si è fermato a cercare di capire come
sbrogliare la matassa,
qualcuno ha spezzato il filo,
qualcuno ha rinunciato,
qualcuno ha raccolto il sogno di qualcun altro,
qualcuno ha terminato il gomitolo e tiene fra le
mani il suo sogno con tenerezza.