Un altro incontro interessante fatto durante le interminabili passeggiate è quello con un ragazzetto Masai che gioca a pallone.
Abbigliato da guerriero, lunga tunica rossa e nera, capelli lunghi intrecciati in modo molto complicato, scarpe fatte con il copertone delle auto, strette da un laccio e lancia. Insomma una visione veramente poetica, un guerriero vero (si insomma quasi, un guerrierino dato la giovane età) che gioca con gli amichetti al tramonto. Lancia la palla verso di noi ma nessuna risponde,
Durante la vacanza abbiamo avuto anche un momento ecologico. Su uno degli alberi vicino all’ingresso notiamo un sacco di nidi, da cui vanno e vengono dei canarini gialli bellissimi, ci avviciniamo per fotografarli e Romina esclama: “Guarda che bello!" È uscito dal nido e sta appeso a testa giù, fotografiamolo!”, facciamo un reportage degno della Reuter quando ci accorgiamo con l’astuzia di Piero Angela che il povero volatile si è incastrato e non riesce a staccarsi. Ma sarai scemo che rimani impigliato a casa tua? Per fortuna dopo due minuti di volo isterico e di nostri tentativi di salvataggio vola via libero. Ci rendiamo conto che forse non abbiamo l’animo del tutto verde, perché passiamo i successivi cinque minuti a ridere.
Un’altra esperienza memorabile della vacanza sono le immersioni. Non ne faccio da quasi due anni e quindi ne approfitto per fare un pomeriggio di ripasso teorico e pratico. Mi sottopongono un questionario di trenta domande e comincio a sudare. Se sbaglio muoio circondata da aragoste? E vado nel paradiso delle mante, nel purgatorio del pesce pietra o nell’inferno degli squali? Concentrazione, concentrazione. Sintomi della narcosi da azoto: eh? Ma me lo date in italiano per favore? Ah, è già in italiano, bene. Che cosa fate se vedete uno squalo? Probabilmente gli sorrido e gli stringo una pinna, no? Meglio essere educate. Se siete scesi a 22 metri per 47 minuti dato il tempo di compensazione nello spazio infinito, la seconda discesa a 18 metri per 38 minuti quanto tempo di decompressione necessita? Direi sale e pepe quanto basta e ed è certo che mi partirà un embolo. Poco male, una morte abbastanza gloriosa direi.
Insomma passo alla pratica e mi danno una muta, pinne e maschera. Tempo di vestizione 2h e 40. La muta è facile da indossare come per un cammello passare per la cruna di un ago. Dopo la prima ora e mezza sono riuscita a infilare le gambe, mentre il sedere sta ingloriosamente fuori e cerco di inserirlo come quando infili la camicia nei pantaloni, il tutto su un pavimento scivoloso dove sto prendendo di sicuro un fungo esotico. Allo scadere delle 2 ore sto infilando il torace e alle 2 ore e 15, le braccia ma non riesco a far uscire le mani, quindi sembro subnormale, un strano incrocio fra una donna e una lontra. Alla fine del processo però enorme soddisfazione, sotto talmente sottovuoto che sembro un giunco, peso stimato 40 chili a occhio, potrei usare questa combinaison per andare in ufficio, un figurone farei.
Pensate che sia finita vero? Invece no, perché ora mi tocca infilare le pinne, e poi il giubbotto con
Testo il respiratore in cui avranno sbavato almeno un altro migliaio di sconosciuti e poi il tipo mi dice: fai un salto a sforbiciata ed entra il più lontano possibile dal bordo. No, ora dico, ma per chi mi hai preso per la Comaneci? Ma non posso buttarmi di faccia punto e basta? Insomma sforbicio e mi butto, dopodiché cominciamo gli esercizi furbi: togli e metti la maschera sott’acqua, cosi se tutto va bene soffochi cieca in piscina invece che in alto mare, scambia il respiratore con il vicino per raccogliere l’ultima coltura di microbi, fai esercizi di stabilità sdraiata come una sogliola e per finire ripasso dei segni di comunicazione con le mani. Vi dico solo che per un italiano è immensamente più difficile visto quanto gesticoliamo e vi dico solo che il gesto comune di “va tutto bene” che noi usiamo, in altre parole il pugno con pollice alzato, in mare significa voglio risalire in superficie perché c’è qualcosa che non va, fate un po’ voi… pure sott’acqua ci tocca approfondire il tema dell’incomunicabilità.
Insomma riemergo e vedo le mie amiche che mi guardano con ammirazione mista a compatimento. Da notare che se fossi abbordato in tenuta da sub sarebbe amore vero, perché si tratta della combinazione di abbigliamento sportivo meno seduttiva del mondo e non sembri certo Eva Kant quanto ti togli la maschera e un otto di silicone ti rimane tatuato intorno agli occhi.
L’uscita prevede due immersioni la stessa mattina e dopo un percorso di quaranta minuti con un motoscafo che fa i 140 nodi e che farebbe vomitare anche il capitano Achab, arriviamo a destinazione. Il mio compagno d’immersione è John, inglese di Cambridge, che pare esperto e che invece, mi accorgerò a mie spese alla seconda immersione, non ha capito che non devi mai perdere di vista il tuo compagno e se non lo vedi per un minuto intero, devi risalire a cercarlo. Infatti, io dopo trenta minuti trascinata dalla corrente riemergo a 100 metri di distanza e l’eroe risalito dopo cinquanta in tutta tranquillità mi dice: “Oh ma sai che ad un certo punto non ti ho più visto? Ma dove sei sparita?”. MA BRUTTO DEMENTE E SE ERO MORTA AZZANNATA DA UNA MURENA, IN NARCOSI DA AZOTO (non so cosa sia ma fa molto grave direi) O RAPITA DA JACK SPARROW (nel caso poteva lasciarmi li)? Insomma per fortuna che tra la prima e la seconda immersione ho avuto incontri ravvicinati con tartarughe marine, murene, aragoste, stelle marine ciccione e pesci napoleone enormi. Questo ha compensato la sensazione di abbandono provata alla risalita imprevista della seconda in mare aperto a 500 metri dalla barca più vicina suonando
Per riprendermi dallo choc al rientro vado con le ragazze a farmi il solito aperitivo molto cool a base di zenzero, ginger insomma, solo che qui pizzica di brutto e la musica che ci accoglie è: Ne me quittes pas, che per una che vuole disintossicarsi dalla Francia non è di certo il massimo!
La vacanza volge al termine ed è quasi ora di tornare, come negarci però il piacere del solito set di foto all’arcobaleno?
Questa volta totalizzati ventidue arcobaleni in quattro, niente male come risultato e neanche un palo della luce. Si può ancora migliorare. Alla prossima!