sabato 21 agosto 2010

Capitano ACHAB

Chiamatemi così, la regina dei mari, la Poseidona dell’Adriatico, la Moby Dick della Romagna. Stavolta vi vorrei parlare della mia vacanza in barca perché credo che meriti qualche minuto di attenzione nonché qualche considerazione di carattere tecnico, generale e marittimo.
Aggiungo un ringraziamento a Simonetta che ha messo a rischio il rapporto con la sua famiglia portando me sulla sua barca. Dobbiamo anche descrivere il capitano, ovvero suo fratello, per comprendere il livello di ordine necessario per restare a bordo e trovarmi un minimo di scusanti.
Prima di tutto cerco di farvi capire il mio livello di confidenza con il mezzo condividendo il vocabolario che possiedo appieno: in grassetto come io chiamo le cose, a seguire il loro nome vero.
CORDE = Cime
SALOTTO = Dinette
VERANDA = Pozzetto
TENDA = Vela
VOLANTE = non pervenuto, non ho idea di come si chiami in barca
RIPOSTIGLIO = Gavone
PALLONI DI GOMMA = Parabordi
Che ne dite? Direi che darmi ordini in barca è abbastanza facile in termini interpretativi, ci metto solo 22 o 23 minuti a capire cosa mi stanno chiedendo. Aggiungo che nel pieno di una manovra di atterraggio, si dice così vero? O forse mare, ammaraggio? Mah, insomma ci stavano attaccando ad una palla galleggiante in acqua con una corda attaccata, qualcuno lo chiama CORPO MORTO, ma mi fa impressione e quindi lo chiamerò corpo malato, almeno gli diamo una speranza di sopravvivenza, ecco dicevo, ci stavano attaccando al corpo malato quando qualcuno mi dice: “Nadia prendi il mezzo marinaio”, “Eh? Mezzo che?” ed io solerte mi avvio alla ricerca di un nano in barca. Non l’ho trovato, in effetti non l’avevo visto salire. Forse era in cabina, in cuccetta, insomma giù al piano di sotto, giù da basso direbbe mia nonna, la gente non c’è mai nel momento in cui hai bisogno.
Dovete però avere comprensione di me e di Simonetta, perché il capitano della mia barca è un uomo preciso e ordinato. Ma mooolto ordinato, è il fratello della mia amica appunto, però questo pezzo ha passato la sua censura morale perché anche lei è vittima del suo rigore in alto mare. Vi facciamo alcuni esempi illuminanti.
CODICE COLORE. La barca è bianca e blu, e quindi tutto quello che sale in barca deve essere dello stesso colore. Mi è stato tassativamente proibito di portare il mio asciugamano in quanto viola. Un po’ come a teatro, viola proibito, porta male e fa disordine e poi tutti i teli devono essere uguali. Simonetta è stata profondamente ripresa perché il tubo della sua crema solare è giallo, abbiamo scritto direttamente dalla barca un telegramma a Clarins e a Lancaster chiedendo chi, di quegli incompetenti del marketing, aveva potuto pensare al colore giallo per il packaging di una crema solare. Quindi abbiamo usato solo doposole per una settimana, l’azzurro era validato ma con sopportazione.
Non abbiamo potuto mangiare pomodori, troppo stacco di colore, l’Aperol è stato censurato e rinchiuso in frigo e tirato fuori solo per brevi istanti dalle 19.02 alle 19.05. I limoni non hanno potuto salire. La pasta è stata cucinata solo in bianco con olio e parmigiano, stile minimalista Armani.
IL PARABORDO. I parabordi sono bianchi, ma questo stona, quindi sono stati ricoperti di un delizioso “vestitino” blu, stile Alberta Ferretti, molto chic e poi lo scuro snellisce.
Gli stessi vengono messi e tolti all’incirca 18 o 19 volte al giorno ed ogni volta riposti nella loro vaschetta, ma non basta, vanno infiocchettati, ovvero alla cordicella viene fatto un grazioso nodo ognuna delle 18 volte, che verrà slegato successivamente. Mi rendo conto che metto in discussione i fondamenti della navigazione e della sicurezza in acqua, ma sono anche una agguerrita sostenitrice del minimo sforzo massimo risultato, quindi se fosse per me navigherei con i parabordi fuori per tutta la settimana, così sono già pronti, no? Approccio pratico. Le corde. Vengono slegate e rilegate la stessa quantità di volte dei parabordi, credo di aver capito che viaggino in coppia, poi c’è questo strano rito del lancio della stessa in testa ad un povero marinaio che sta al porto, gliene lanciamo due di solito. La prima cade in acqua senza neanche toccare terra, la seconda, come abbiamo appena specificato in testa. Una volta terminato, si riportano in barca bagnate fradice e si rilegano, reimpacchetano con un nuovo fiocco che farebbe invidia alle commesse delle Galerie Lafayette sotto Natale.
TEMATICA ASCIUGATURA COSTUME. In questo caso abbiamo diritto ad una deroga, va bene anche il multicolore ma non possono essere stesi in giro, non possono essere stesi sul ponte, non possono essere stesi appesi alle cime, non possono essere stesi sul bordo del letto, non possono essere stesi sui sedili, quindi, li tenete in mano e li asciugate con il fiato, vi bastano solo due o tre ore, cosi passerete il tempo che vi manca al tramonto e per vedere qualche stella cadente.
ATTIVITA SPORTIVA ED EMATOMI. In barca le cose non stanno mai dove vi servono. Se siete sopra (in coperta? Plaid? Piumino?) gli occhiali li avete dimenticati sotto coperta. No, non sotto le coperte, ma al piano di sotto. E se siete sotto, non vedete l’ora di salire perché fa un caldo masai e avete appena picchiato il cranio nello sportellino di m… che avete lasciato aperto e dove in 10x10cm avete stivato otto magliette, un vestitino, due pantaloni, la biancheria, le scarpe con il tacco che resteranno nel sottovuoto, e vi state ancora chiedendo perché le portate dopo la decima vacanza in barca in cui non le usate e ci sono anche le All Stars, dodici costumi e il pigiama. Chiaramente quando toccate la molla per abbassare lo sportello, vi chiudete dentro un dito. Lo roba è dentro sottovuoto, per estrarre un reggiseno come minimo dovete tirare fuori sette altre cose.
Un ulteriore problema di base è che in ogni spostamento urterete un ginocchio in qualcosa che è sempre stato lì ma di cui non vi siete mai accorti, oppure un fianco o un braccio. Non siete veri barcaroli (forse barcarolo fa un po’ Venezia? Marinai diciamo?) se non tornate a casa con almeno undici ematomi. Io per andare sul sicuro ho pensato di procurarmeli anche giù dalla barca. Catapultandomi con le infradito giù da una rovina, danneggiando tre cose: il blackberry che è sgusciato fuori dalla borsa, frantumandosi al suolo, il mio osso sacro con un ematoma delle dimensioni dell’Australia però su una pietra medioevale, questo dona rilevante dignità alla ferita e un gomito a cui abbiamo aggiunto anche un graffio che fa molto Rambo.
IGIENE PERSONALE. Acqua, risorsa limitata. Quindi minimo uso e nessuno spreco. Ci si lava in acqua di mare e poi breve risciacquo con acqua dolce. Quindi avete sempre questo splendido sapore di sale in bocca, da più gusto alle vivande. Come ad usare L’Emoform, il dentifricio più disgustoso della farmacia. I capelli si lavano in mare, quindi bisogna essere un incrocio tra la Pellegrini ed Ester Williams per riuscire a stare a galla, insaponare la testa e non morire annegate. Con un buon allenamento nel giro di un paio di mesi ce la potrete fare. Dopo 3 giorni avete i capelli di Bob Marley, ottimo approccio per un look più wild. Sorvolo sul fattore toilette. Chi ha fatto vacanze in barca già sa e chi non le ha fatte è meglio che viva nell’incoscienza. Un solo consiglio, niente bagno in mare al mattino dopo che tutti hanno finito la colazione. Cambiare baia prima.
SVEGLIA. La barca ha un approccio comunista: se si sveglia uno si svegliano tutti. Lo spazio è ristretto e il motore del bagno ha il rumore di una ruspa sull’asfalto ergo, il primo che lo usa sveglia gli abitanti del Perù e probabilmente un paio di persone in Groenlandia.
CIRQUE DU SOLEIL. Così ti senti quando due barche si affiancano per passare la notte e tu cerchi di passare da una parte all’altra. Non sono mai alla stessa altezza, non hai mai un bordo, un pomello, una sbarra a cui attaccarti per passare, quando scavalchi la prima, mentre stai per passare sulla seconda, passa un motoscafo che genera un’onda anomala che allontana in due natanti in modo tale per cui vi trovate con una gamba per barca in versione spaccata come Bolle e non avete alcuna possibilità di recuperare i pezzi di voi stessi. Rimarrete così fino a quando uno dei vostri compagni di viaggio non decida di uscire per fumare una sigaretta sottraendovi da una situazione di imbarazzo e paralisi totale. Questo ovviamente verrà raccontato a tutti al dopo due secondi.
Però la barca mi piace molto. Lo avevate capito?

ONCE – Il film

Splendido dvd di qualche anno fa. Un film irlandese del 2006, un film che vince un oscar per la migliore canzone. Un film delicato e dolce. Due ragazzi si incontrano. Lui suona per strada e si guadagna da vivere aggiustando elettrodomestici e sogna di incidere l’album della vita. Lei, ragazza madre, sogna di possedere un pianoforte tutto suo. Questo incontro cambierà le loro vite, come, a voi scoprirlo, non vi racconto niente. Le musiche e le canzoni, sono davvero spettacolari e i due attori magnifici. Non si tratta di attori veri, bensì di due musicisti professionisti e dato il bassissimo budget con cui è stato girato questo film, è curioso sapere che alcune scene sono state girate a casa del protagonista mentre le scene per le strade di Berlino, girate senza autorizzazione con il teleobbiettivo, per non agitare gli attori e per fare in modo che i passanti non si rendessero conto. Insomma, voto 8/9. Mi è piaciuto davvero un sacco. Guardatelo, perché merita, ma soprattutto ascoltatelo.

LA GITA A TINDARI - A. Camilleri

Camilleri è sempre carino, però ho fatto un po’ fatica ad entrare nella parte avvincente del libro, cosa che è accaduta solo dopo pagina 100 che per un libro di 270, non è proprio sinonimo di splendore. In compenso poi si legge che è un piacere da pagina 101. Scorre via veloce e la storia è bella, avvincente, intricata come al solito. Il commissario Montalbano riesce sempre a strappare sorrisi, i piatti cucinati citati fanno venire l’aquolina in bocca e il mare fa venire voglia di andare in Sicilia. Da leggere? Ma, magari non insisterei... Voto 6 e ½.

TUTTO PER UNA RAGAZZA - N. Hornby

Questo inglese non ci delude mai, i suoi libri sono sempre zeppi di personaggi meravigliosi. Tipo Sam, il protagonista, 16enne appassionato di skateboard e di Tony Hawk, il più grande skater del mondo. Sam fa delle domande a Tony attraverso il suo libro e ottiene delle risposte tendenzialmente soddisfacenti (mi ricorda molto il film Il mio amico Eric, con Eric Cantona, avete presente?) e poi c’è la mamma di Sam, bella e giovane, perché in effetti ha avuto Sam a 16 anni e l’unica cosa che vuole per suo figlio è che non gli accada la stessa cosa. Appunto. Decisamente appassionante. Voto 7 ½. Leggetelo, non ve ne pentirete.

LA RIVINCITA DELLE ZITELLE - A. Di Pietro

Simpatico libricino da spiaggia, infatti lì ero. Sulle stile della Littizzetto, capitoli brevi, divertenti e brillanti e soprattutto molto realistici! Me l’ha rubato anche un’amica, Simonetta, che l’ha finito in due giorni! Insomma, non vince certo il premio Bancarella, ma vince di sicuro il premio Lettino in spiaggia! Quindi, nel suo genere, voto 7.

VITA SESSUALE DI UN FERVENTE MUSSULMANO A PARIGI - L. Marouane

Il titolo mi aveva attirato molto ma il contenuto alla fine non è stato un granché. Punto di forza, la descrizione di alcuni luoghi di Parigi in cui sono stata fino a pochi mesi fa, quindi per me una carica pura di nostalgia per la mia città del cuore. Altro aspetto positivo, l’ironia e la simpatia con le quali l’autrice racconta le vicende di questo personaggio maghrebino che tenta disperatamente di togliersi di dosso il rigore della fede islamica scegliendo di vivere nel cuore della città, in una casa da solo, fuggendo da una madre oppressiva e fervente religiosa che tenta di maritarlo per corrispondenza. Aspetto negativo, una conclusione non all’altezza del contenuto del libro. E poi ti viene spontaneo chiederti: e quindi? Cosa mi volevi comunicare? Cosa mi resta? Cosa mi lascia? Boh, a me poco. Voto 6-.

giovedì 24 giugno 2010

MI. MA.

Vogliamo spendere qualche parola in merito alla località turistica più cool della riviera romagnola? Milano Marittima, abbreviato MI MA! Figo eh? Non ci volevo credere, il Giangi, il Pippi, la Giuni e … MI MA. Ebbene sì amici, perché qui stiamo parlando del cuore pulsante della Milano estiva da bere e magari da ubriacarsi, della meta di VIP, Very Important Pirlas e attricette, di calciatori dell’oratorio e personaggi del grande fratello, del piccolo nonno, della sorella di mezzo. Insomma, la patria del tacco 12, il tripudio del tatuaggio coatto, lo scintillio della paillette di platino, la piantagione delle Louis Vuitton tarocche, come le arance di Sicilia.
Ma andiamo per gradi. Vediamo uno per uno gli argomenti e le tendenze di rilievo della stagione primavera/estate del 2010, anche se dato il meteo forse dovremmo parlare di autunno/inverno e inforcare i doposci invece delle infradito!

IL COSTUMINO BIANCO ADERENTE

Ecco, uomini, già vi vedo sorridere sornioni e maliziosi. State calmi perché c’è poco da ridere, il costumino in questione lo portate voi! Ebbene si. Questo delizioso capo di abbigliamento spopola sulla costa. Deve mettere in evidenza il vostro meglio, ma nella migliore delle ipotesi fa da pence alla pancia! Per fortuna qualcuno che può permetterselo c’è, come vedete dalla foto che ho catturato, nascosta dietro ad un lettino, dotata di grandangolo, e dimostrando una professionalità che farebbe arrossire Corona, però sono rari, gli altri ci provano con tanta buona volontà, ma non sempre ci riescono. Quindi si aggirano coppie di costumo-dotati… fusti e fustini, come dice la mia amica Claudia.

LA MUSICA DALL’ALTOPARLANTE

“E’ stato smarrito un bambino di nome Ridge, indossa un costumino verde, sfoggia una mascella da telenovela, se lo trovate, i suoi genitori lo aspettano al bagno 165.” Seguito da “E’ stato ritrovato un bambino di nome Denis, indossa un costumino rosso e aspetta i suoi genitori al bagno 132”. Ecco, ma in questo caso, cosa succede se non coincidono domanda e offerta? Facciamo un buon prezzo e concludiamo l’affare? Chiaramente si, e ogni famiglia può andare a casa con un figlio nuovo nel caso quello vecchio non sia di gradimento. Angolo della pubblicità, e vi giuro, che è vero, Simonetta può testimoniare: “Siete stanchi di un mondo di m…a? Chiamate gli auto spurghi Roma!! 0541-272856.” No, ma è uno scherzo vero? Non può essere una pubblicità reale, mi state filmando e volete vedere che faccia mi viene. Guardiamo i vicini di ombrellone, dobbiamo capire se abbiamo avuto un’allucinazione audio. Il vicino mi guarda incredulo, leggo nei suoi occhi le stesse perplessità che abbiamo appena vissuto noi e mi domanda: l’ha sentito anche lei vero? Ha proprio detto “mondo di m…a”? Ok, non siamo pazzi oppure siamo vittima dello stesso scherzo. Mal comune mezzo gaudio. Tutto ad un tratto parte la voce di una porno diva che ci invita al Pepe, dove troviamo le Peperine, il vicino di ombrellone si riprende immediatamente dallo choc dell’auto spurgo e nascosto dietro ad un racchettone da spiaggia si segna l’indirizzo del locale…

TATUAGGIO

Uomini e donne di tutto il mondo: TATUATEVI! Se no, a Milano Marittima non potete entrare. Quando arrivate al confine, dovete esibire il passa tatuaggio: quanti, quali e dove. Vi vorrei elencare alcune tipologie, penso sia importante darvi delle idee per non buttare il vostro tempo e non farvi bucare e colorare inutilmente. Purtroppo non ho delle foto da mostrarvi, non è che proprio possa nascondermi dietro ad una conchiglia o sdraiarmi in un buco come Aldo in Tre uomini e una gamba e uscire di soprassalto con la macchina fotografica in mano senza rischiare di essere presa a mazzate dai malcapitati tatuati. Al terzo posto: due frecce che scendono verso l’inguine, incorniciando la panza e una stella nel centro… si, ok, vi porto il sacchetto per il vomito. Secondo posto: Ali, sì, dalla spalla all’inizio del costume, due splendide, discrete, eleganti e abnormi ALI di circa 50 cm di altezza. Ma chi ti credi di essere? L’arcangelo Gabriele? Sembri più John Travolta in Michael, l’angelo obeso e truzzo! Ma lo sai che in casa di riposo la badante ti troverà con le ali raggrinzite sulla schiena come uno sharpei??? Primo posto: la triglia. Dalla schiena alla pancia, passando per un fianco, un imbecille decide di tatuarsi una triglia. No, ora dico, ma che immagine mi vuoi dare con una triglia sulle maniglie dell’amore? Ma uno squalo ti faceva schifo? Un delfino? Una sirena? No, una triglia con le squame, magari ora gli suggerisco di metterci una fettina di limone e un rametto di rosmarino.

ACCESSORI

Tranquilli, non ne ho solo per gli uomini, ne ho anche per le donne! Sapete che sono sempre obiettiva. Un po’ per ciascuno. Allora l’ingresso a Milano Marittima è concesso alle donne solo con tacchi superiori ai 10 cm, altrimenti andate a Cesenatico.
Quando arrivate al porto canale passando da Cervia, c’è un detector: IL TAC DETECTOR. Se ne siete dotate potete entrare, altrimenti out. Riprovate la prossima volta e sarete più fortunate. La vasca in città, il passaggio di fianco al Van Quish va fatto indossando almeno un plateau da tre centimetri associata ad un tacco quindici. Potete comunque farcela a non essere arrestate ed invitate a lasciare il paese se in alternativa portate uno stivale estivo. Capite da sole la contraddizione in essere: stivale ed estivo. 30° C, l’afa che vi attanaglia, provate voi ad immaginare di portare un Camperos con le frange ad agosto … il tocco di classe è la Vuitton, ma deve essere di vernice e di un colore assurdo: verde mela del Trentino, fucsia stile brufolo oppure giallo limone di Capri (che fa molto chic), questo perché sono le uniche che ancora i marocchini non vendono imitate sulla spiaggia! A Milano Marittima una Vuitton non si nega a nessuno.
Zoccoletti. Anche senza questi non potete entrare. Immaginate una ventiquattrore preparata per un week end, il peso medio del bagaglio sale di due chilogrammi, uno per zoccolo stile bella olandesina. Non ve lo devo dire vero che devono essere alti, possibilmente dorati o argentati e con una paio di fiori ad ornamento? Dovete fare rumore camminando. Vi suggerisco anche la sottoscrizione di un’assicurazione perché la probabilità di frattura della caviglia è decisamente elevata, al massimo fate causa al comune. Vedete di non cadere in pubblico perché non sarebbe affatto dignitoso e perdereste punti preziosi. Esiste anche lo zoccoletto moda Dottor Scholl, tacco otto. Prendetemi sul serio, perché se non lo fate con me, lo farete con la commessa che per la versione verde prato, fibbia ottone, plantare scuro, vi presenterà uno scontrino di 135 sonanti euri. Ma non dovevano essere curativi? Si ti curo l’immagine e il portafoglio … L’ultimo dettaglio che vi donerà la perfezione? L’occhiale XXL. Vi deve coprire almeno metà faccia. Dovete sembrare Madonna in incognito a New York, oppure Sandra Mondaini in una delle puntate top.
Per finire, il foulard o la sciarpa, stile orientamento un po’ di sinistra. L’informazione chiave che vi serve, è che la deve portare l’uomo. Sempre da conciliare con la temperatura esterna, il macho marittimese mi sfoggia la sciarpetta intorno al collo, con le punte che mi cadono sul davanti, portata con indifferenza e non chalance, come se fosse la cosa più naturale del mondo vestirsi come Zero o come Malgioglio. Si accorda con bermuda e tennis bianca. Va fine, va su tutto e non impegna. Ora siete pronti! Vi aspetto!

NEL SEGNO DELLA PECORA – M. Haruki

Bizzarro, mooolto! Un libro strano. Mi è stato regalato da un amico che sa che amo Irvin Welsh, ecco, con Irvin non centra niente! Però è molto bello lo stesso. Bisogna leggerlo senza cercare di dargli una razio. Bisogna leggerlo semplicemente cercando di capire dove è finita la pecora e perché è molto importante trovarla. Bisogna crederci, bisogna amare l’assurdo, bisogna aver occhi disincantati, ma bisogna credere alle favole, se no, non cominciate neanche. Voto 7, è bello leggere qualcosa che riesca a sorprenderti, ad essere originale, a farti pensare che c’è qualcuno che ha in testa delle idee strambe e meravigliose! L’autore è giapponese, penso si percepisca un modo diverso di scrivere e di vedere il mondo.

NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI – F. Geda Storia vera di Enaiatollah Akbari

Triste però ironico e con la dolcezza e l’ingenuità del mondo visto con occhi di un bambino che fugge dall’orrore. Non poteva essere diverso, visto che parla di Enaiatollah, che scappa dall’Afganistan e dopo infinite e agghiaccianti peripezie arriva in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un viaggio lungo, doloroso, durante il quale perde degli amici e assiste ad eventi che gli occhi degli uomini dovrebbero non dover vedere mai. “Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute …. Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano lì da chissà quanto tempo. “ Voto 7.

SEX AND THE CITY 2 – Il Film


Orrendo. E sapete quanto amo le girls. E’ un film di una volgarità inaudita, e sapete anche che non sono una bacchettona, ma c’è un limite a tutto. E’ anche abbastanza razzista nei confronti della cultura araba, superficiale oserei dire, maleducato. E’ poco divertente, poco pungente, solo estremamente finto e costruito. Le girls nascono come singles, rappresentare la loro vita coniugale non è una grande idea, davvero poco credibile anche il loro vissuto. E strano a dirsi, a parte qualche accessorio, non c’è neppure quel glamour a cui siamo abituate. Flop clamoroso, lo avevano detto tutti, pur sapendo di non andare a vedere un film di Cannes, non mi aspettavo neppure di vedere tanto orrore, relativamente a tutti gli argomenti! Voto 4. Forse non l’ho mai dato, me è meritato in pieno!

venerdì 28 maggio 2010

Non ci credo mi si è cancellata Simona!!


Simona: la persona più buona del mondo. Ha un solo difetto, è alta 1 m e 83 e porta le zeppe. Ora ditemi quale amica può umanamente uscire con lei senza mettere a dura prova la propria autostima. Quando usciamo insieme le arrivo all'ascella, sembro la donna più piccola del mondo. E' anche magra. E pensate che non la odio neppure! Anzi le voglio un mondo di bene, anche lei assisteva impotente all'interpretazione di Britney in Motorola ed è ancora mia amica. Sono cose che segnano una vita.

giovedì 27 maggio 2010

Dedicato alla cosa in cui credo di più nella vita: l'AMICIZIA!

Prima di cominciare alcune premesse:

1) Non ho avuto alcuna autorizzazione da voi a pubblicare queste foto, quindi sono assolutamente denunciabile, da qualcuno in particolar modo (per le girls: sapete che la foto in costume back side di Mauritius è stata distrutta e buttata in Islanda nel vulcano, ecco spiegati gli effetti degli ultimi giorni)

2) Alcune sono immagini di repertorio, come eravamo!

3) Non c'è alcun ordine di elencazione nelle seguenti foto, il criterio applicato è: A SCASAZZA!! Carico da 3 ore e il sistema lavora in assoluta anarchia, non sono stata in grado di metterle come volevo io!

4) Tutte queste persone hanno o hanno avuto un ruolo importante nella mia vita, hanno fatto un pezzo di strada con me e... hanno delle caratteristiche che le rendono speciali e ineguagliabili!

5) Quasi tutte le donne dell'elenco cucinano come il gran visir di tutti gli CHEF e fanno parte dell'associazione: A.A. Anoressiche Anonime.


Patrizia: più caustica della soda, riesce a farmi ridere anche quando ho preso due kili, ho bucato una gomma, litigato con mamma e spaccato un tacco prima dell'appuntamento con Brad Pitt.





Raffaella: donna d'arte cultura e spettacolo! Passa da una mostra di Van Gogh ad una pedalata di tre ore con la scioltezza di Gimondi!







Alessandra: compagna di viaggio, di avventure e di cozze con le frites in Normandia. Alle Mauritius da ordini in tedesco al cane del villaggio.... la cosa strana è che il cane le ubbidisce.





Paola: una donna una fonte! Va in Francia a vivere in un posto che ha meno abitanti di Arizzano: Vuittel e quando prende il treno per tornare a casa incontra il maniaco con l'impermeabile! Esiste: ne ha le prove. Oggi però è tumefatto, lei lo ha ferito!










Florence: amie et copine merveilleuse, sauf qui me reveille au coer de la nuit pour me faire tuer un kafar!!
La meilleur copine que une italienne peut dèsirer en arrivant à Paris! Merci Petite!




Romina: detta Mia Moglie, da quando mi accolse in via Piranesi dove abbiamo abitato per 3 anni, con dei bigodini in testa che parevano un portapacchi... Cucina come Massimiliano Alaimo, è sempre di buon umore, riconosce un profumo a 5 km e solo sentendone l'odore assegna ad un vino l'anno di imbottigliamento. Compagna di decine di viaggi geografici e di vita!







Francesca: una donna un cartone animato. Condividiamo una vacanza romantica alle Maldive ma senza fidanzarci, prendiamo un brevetto da sub in 3 giorni, ma poi mi tocca staccarla dalla cassetta dell'attrezzattura dove si è rovesciata e da dove sgambetta come un scarafaggio capovolto perchè la bombola pesa 15 kg e lei ne pesa 9. Oggi cuoca provetta, organizza cene degne della Sotis.






Laura: Conosce titolo e autore di tutti i libri editi dopo il 1900 ma anche prima. E' stata amica intima di Leopardi, frequenta nel tempo libero Dante, è stata fidanzata per anni con Foscolo, ma lo tradiva con Manzoni. Vi può recitare la Divina Commedia a memoria, ma dopo averne corretto alcune imprecisioni. A volte va cosi in profondità che trova il magma...




Daniela: Gina e Geppa a New York! Se ho bisogno viene a cercarmi in Burundi, ma deve sentire il telefono che tiene nella borsa più pesante di un sacca da palestra!







Gabriella: una donna un'immagine! Detta in azienda: Sex and the City, non l'ho mai vista con un colore fuori posto: suscita l'invidia della francese più chic, in fondo: made in Italy è sempre made in Italy!







Giuliana: una donna una guida Michelin e Gambero Rosso in un solo cervello. Degusta, assaggia e fa shopping. Se partite per un viaggio portatela, avrete sempre il meglio! Cucina anche divinamente portate monodose: chic e cool!
Vive in Italia, ma passa in questa nazione solo il 10% del suo tempo, nel restante 90% gira il mondo.







Elda e Maddalena, ovvero mamma e zia dopo una camminata di 56 ore a Parigi! Che tenere! Non mi hanno neanche ucciso!! Fra due settimane saranno in vacanza a Milano Marittima, provate solo a immaginare dove lo porto: PINETAAAAAA fino alle 5 del mattino.






Gino: ho detto persone che mi hanno accompagnato, ma lui ne ha la valenza. Cognome: RANDA Nome: GINO



RANDA GINO!! capito il gioco di parole? ahaha! che pirla!



10 anni di compagnia, morsi, coccole e morbidezza ma soprattutto autonomia e sfrontatezza, fantastico!






Simonetta: detta la dottoressa. Perchè è dottore! Basta dirle: "partiamo" e lei ha già la valigia pronta. In spiaggia fate attenzione tra lei e Romina la passeggiata minima lungomare dura 4 ore....







Davide: da 6 anni c'è sempre, da Milano, da Lisbona, da New York, da Stoccolma, da every where! Mi chiama Daffy, come Duck Daffy! Non è normale, ma per essere amico mio non può essere diverso!










Mirella: donna immagine, esperta di make up, acconciature, spettacolo, fashion, moda e alta finanza. Non parte mai senza il phon, ti acconcia come una diva solo inforcando un pettine. Sarà la responsabile della SPA non appena aprirò un bagno a Cervia.








Gianfranco: compagno di avventure in Italia e a Parigi. La mia prima settimana in terra straniera mi porta in Vespa a Montemartre, che fa tanto Nanni Moretti. Sua moglie cucina come Vissani, e insieme abbiamo fondato l'associazione: P.I.P. Protezione Italiani a Parigi, adotta anche tu un italiano espatriato.









Andrea: un uomo una passione: Harry Potter, conosce la fine dell'ottavo libro, ancora prima che venga scritto. Ha visto tutti i film 5 volte e letto i libri 11, li legge in lingue sconosciute purchè sia la prima edizione.



Oltre a questo legge biografie di 200 pagine edite in 4 copie. Riesce a parlare più veloce di me, fate vobis...





Gianfranco e Andrea nel pieno svolgimento delle loro attività manageriali. Dopo questa pubblicazione non saranno più amici miei.







Manuela: detta "la preferita" o brontosauro dalle sue amiche. Non sono mai riuscita a estorcerle una parola gentile. Forse nel 2000 mi ha detto: vestita così non sembri neanche troppo vecchia. Se viene l'assumo al Bagno Nadia come cane da guardia.










Francesca: compagna di scuola dalle medie? O erano le superiori Franci? Compagna di concerti del Liga, di giornate a Mirabilandia sotto la pioggia (lo rifacciamo?), di viaggi d'Egitto, si, si! Proprio in Egitto eravamo!








Roberta: anima amica parigina! Una piemontese ed una napoletana a Parigi, anche lei iscritta all'associazione di salvaguardia dell'italianità a Parigi, me lei resiste in terra d'oltralpe e tiene alto l'onore patriottico cucinando pizza a Monteparnasse!






IlCesco: amici anche da San Francisco a Cervia, rimane negli annali della storia un nostro duetto nei corridoi di Motorola una domenica mattina di chisura di fine mese in cui io faccio Britney Spears e lui il ballerino di Britney... Manuela ancora viene colta da malore al solo pensiero.





Monica: lei non vuole essere mostrata in foto. Direi che ho rispettato il suo desiderio, spero.

Come mi cazzia lei, non mi cazzia nessun altro, neppure mia madre! Ed io vittima della sindrome di Stoccolma ne faccio la mia guida spirituale!







Claudia: insieme sembriamo i Ringo Boys, una bionda, candida e pacata, una mora, colorata e rumorosa! Eppure una coppia che scoppia, la donna che mi segue di più ovunque io sia e che non mi lascia mai passare una domenica da sola!






Un grazie davvero di cuore a tutti voi che siete nella mia vita.

martedì 25 maggio 2010

PERSEPOLIS – M. Sartrapi il libro e il film

http://www.youtube.com/watch?v=pHOIff2SlmM


Bellissimi davvero entrambi. Il libro è una raccolta di cinque volumi a fumetto che raccontano la vita dell’autrice in Iran a partire dagli anni della sua infanzia fino al momento della sua seconda e definitiva uscita dal suo paese per vivere in Francia dove vive tutt’oggi. Molto originale l’idea di questo racconto attraverso il fumetto, ma allo stesso tempo amari e duri i contenuti. Amici di famiglia e famigliari stessi, uccisi in prigione perché oppositori del regime. L’allontanamento di Pahlavita, l’ultimo scià, dovrebbe prevedere una maggiore libertà ed invece si inaspriscono controlli e stili di vita, ritorna il chador, non esiste liberà di manifestazione delle proprie idee e il ruolo della donna invece di evolvere regredisce al medio evo. Eppure ci sono giovani che cercano nonostante tutto di opporsi al potere, che organizzano feste di nascosto perché è proibito, ma perdono anche la vita per una festa, scappando di tetto in tetto per non essere catturati dalla guardie che allertate dai vicini hanno scoperto il party. E poi l’attacco dell’Iraq, e ancora la sua espatriazione in Austria che la porterà a fare la clochard per strada arrivando quasi ad ucciderla e poi in rientro in Iran, dove però non riesce più a concepire lo stile di vita dei suoi coetanei e il regime degli ayatollah, che propagandano il sacrificio umano e il martirio in nome della patria. Insomma, voto 9. Toccante, vero, reale, doloroso, ironico e sincero.

LA CENA – H. Koch

Libro cattivissimo. Due coppie di genitori che si ritrovano a cena per prendere una decisione sul futuro dei loro figli che hanno commesso un crimine orrendo. Fino a dove arriva l’amore di un genitore? Cosa sono disposti a fare e a tacere? Soprattutto quando uno dei due padri è candidato come futuro primo ministro del suo paese? E l’altro è il fratello che lo odia? E questi ragazzi? Sono davvero colpevoli o vittime di un tragico evolversi degli eventi? Non vi svelo niente, però vi assicuro che è un libro davvero avvincente. Pur svolgendosi interamente al tavolo del ristorante, descrive pagina dopo pagina avvenimenti, stati d’animo, rapporti tra i protagonisti e flashback sul crimine che ti tengono incollata alle pagine fino a che non arrivi alla fine. Voto 8. Originale e coinvolgente.

GLI AMORI FOLLI – A. Resnais


Filmografia francese. Da quando ho vissuto a Parigi da me grandemente apprezzata. Ecco fino a questo film. Un orrore. Uno di quelli che dopo 40 minuti di niente cominci ad osservare le facce dei tuoi compagni di serata per comprendere se sei l’unica che lo considera una cazzata colossale e non stai capendo la profondità del messaggio oppure se anche gli altri che sono con te la pensano come te e non sanno se vomitare nel sacchetto del popcorn oppure alzarsi e andare fuori a prendere un birretta. Ultima frase del film, che invece di chiarire un dubbio te ne innesta altri duemila: “Mamma, quando sarò un gatto potrò mangiare anche io i croccantini ?”. Scusate ma che diavolo di frase è? Ma cosa vuol dire? Ma che razza di fine è? Se già il film mi faceva schifo prima cosi è morto stecchito. Voto 3, non andate a vederlo vi prego, è una roba inguardabile e detto da me che do la sufficienza a tutto….

LO SCAMBIO – C. Eastwood

http://www.youtube.com/watch?v=fmlbOlA6cdM

E’ una storia vera, una donna (A. Jolie, Acadamy Award Winner) denuncia la scomparsa del suo bambino e dopo cinque mesi gliene riportano uno ma non è il suo. Siccome la polizia di Los Angeles corrotta e violenta, non vuole ammettere il proprio errore la donna viene perseguitata e addirittura rinchiusa in manicomio per impedirle di parlare. Pratica abbastanza in uso in quegli anni per togliere di mezzo persone fastidiose. Un pastore (J. Malkowich, grandioso, Academy Award Nominee) cerca di aiutarla a chiarire l’equivoco contro lo strapotere della polizia. Ci riuscirà? Avvincente e commovente. Voto 7. Clint Eastwood narra sempre belle storie anche se non è il suo miglior film, sicuramente meglio The million dollar baby e Gran Torino.

martedì 4 maggio 2010

Tributo alla Romagna

Si, si, va bene, ora mi direte che lo sapevate tutti che la Romagna è ospitale, che i romagnoli sono gentili e seduttori, che ne parlano i libri di geografia, che hanno fatto una puntata di Report intitolata “ Dove è finita la gentilezza: giù in Romagna, storia di un fenomeno di suggestione collettiva” e c’è anche uno speciale di Topolino.
Bene, ora che vivo qua, posso certificare con il sangue, anche se preferirei certificarlo con un po’ di brodo di gallina, magari con due cappelletti, che è davvero così. Vorrei quindi portare alcuni esempi a testimonianza delle mie dichiarazioni.

GIUSEPPE, IL PASTICCERE

Entro nel suo negozio un paio di volte a bere un caffè, look da Pantani, grembiule tatuato di crema pasticcera e parlantina da commentatore sportivo, mi accoglie con un sorriso radioso, siccome ricambio, dichiara che se avesse avuto una moglie come me non avrebbe divorziato: sua moglie era sempre incazzata e lui cerca una moglie sorridente come me e con gli occhi belli (!) mi domando se magari qualche buona ragione ce l’ha avuta la santa donna, moglie del tacchino, ma mi astengo dal manifestare il mio pensiero cinico e acido, come tecnica di abbordaggio in effetti, non è male, questo approccio ti aumenta l’autostima, sarà che sono uscita di casa due minuti prima e il trucco non ha ancora avuto il tempo di sciogliersi generando l’effetto panda. Rientro qualche giorno dopo, a comprare un vassoio di paste, è il giorno del mio compleanno. Mentre lo sta preparando mi chiama la mamma per farmi gli auguri e in un momento di assoluta incoscienza e ottimismo totalmente ingiustificato, dato il mio anno di nascita, mi dice: “Buon compleanno amore! Cosa farai di bello oggi per festeggiare?”. Bene, la mamma si è data alla canne… Mamma è venerdì! Vado a lavorare!! Mi stai fomentando a marinare il lavoro, mai termine fu più appropriato data la localizzazione geografica attuale…? Chiamo un collega e scappiamo in spiaggia a pescare le sogliole? Rapisco Sara e andiamo a far shopping al Paradiso delle reti da traino? Mezza giornata nelle saline di Cervia come le mondine a Novara? Si vede che non ha ancora preso il caffè, la perdono e appendo. Giuseppe che nel frattempo ha assistito alla telefonata, esce da dietro al bancone e si precipita ad abbracciarmi e baciarmi: un uomo, una piovra, infila nel vassoio una decina di crostatine alla marmellata di fragole, omaggio della casa per la festeggiata, e mi piazza in mano una frolla gigante tempestata di mandorle come i gioielli della corona di diamanti e mi accompagna alla porta. Una sede Weight Watchers in Romagna non otterrebbe mai la licenza dal comune, evidentemente FUORI LEGGE.


LUISA LA GIOIELLIERA

Porto un bracciale in gioielleria perché mi si è staccato un ciondolo. Centro di Cervia, negozio che definirei “ciccetti” con linguaggio milanese, io arrivo con una bicicletta rossa che fa molto tendenza, peccato che ci siano 9 ° C, ma per partito preso, visto che vivo nella regione del ciclo ho deciso che faccio tutti i miei spostamenti sulle due ruote, che mi da un tocco chic ecologico e una broncopolmonite certa, tra parentesi. Lascio il cimelio in riparazione. La settimana successiva Simonetta e Claudia vengono in pellegrinaggio a casa mia, Va dove ti porta lo strozzaprete, e mi accompagnano in gioielleria a ritirare il bracciale. Luisa arriva con il monile scintillante, le pago 15€ per la riparazione e ci chiede se vogliamo un caffè. Simonetta strabuzza gli occhi e in quanto dottore penso stia valutando che farmaco prendere per lo choc mentre Claudia alza la testa alla ricerca delle telecamera della Candid. Tre caffè per una spesa da 15€?? Incredulità e stupore, se compravamo un gioiello ci invitava a cena? Eh si! Questa è la Romagna! Gentili quasi come a Milano, dove la commessa più simpatica assomiglia a Nellie Oleson della Casa nella prateria o a Iriza di Candy Candy e quella più odiosa ti tratta come Crudelia Demon con i dalmata….

CHECCO, BAGNO 207

Nuovo pellegrinaggio a Cervia, questa volta Romina. Viene a lavorare qui, visto che tanto lei, nota free lance del mondo alimentare, può creare dove meglio preferisce e di sicuro la vista mare le aumenta l’ispirazione. Venerdì, mentre IO soffro in ufficio, mentre fuori ci sono 23° C, mentre le onde s’infrangono ritmicamente a riva, mentre IO cerco di quadrare un ipotetico magazzino, il magazzino non quadra mai, questo è un dogma, non c’è dubbio, ecco, LEI si infila al bagno 207, attirata da questo ragazzone gentile, anche lui look Pantani, alto due metri però. La raggiungo per il pranzo e socializziamo con Checco, cosi si chiama il gigante, devo capire se posso eleggere il bagno 207 mio bagno di fiducia, e per ora ci sono tutti presupposti. Il punteggio sale a dismisura quando dopo la piadina ci porta un caffè shakerato, che gli abbiamo chiesto, ma con una goccia di Bayles, cosi, per farci piacere! +100 punti. A fine giornata non vuole da Romina i soldi di ombrellone e lettino: “ Ma si dai, non è ancora stagione…”. Romina ci mette venti minuti a riprendersi dallo choc ed io per aiutarla la porto a mangiare in un posto chiamato: Il Lurido che dopo un pranzo da Topo, fa sollevare il quesito di come mai sia ancora mia amica. Ma in fin dei conti si sa che gestisco la scelta dei ristoranti con una certa padronanza ormai del luogo.
Il giorno successivo, sabato, sole da Caraibi, forse sono andata un po’ lunga vah, sole da Sicilia, si, si, ho capito, un po’meno… Sole da riviera Romagnola, ma sta bon! Alle 8.45, sveglie e arzille come mia nonna Margherita, siamo in spiaggia, al nostro ormai affezionato bagno 207, pronte per respirare “l’odio” come diceva sempre quella santa donna di mia nonna, che mangiava “sanguisc” a pranzo e che pagava il “tic” per i medicinali, grande saggia, mi scriveva biglietti di auguri magnifici.
All’inizio della spiaggia vediamo approntata una struttura tipo tenda persiana che deve fungere da paravento, deridiamo i pavidi che vi si nascondono dietro e ci avviamo verso i lettini in riva al mare. Dopo aver spalmato la crema ci guardiamo e ci rendiamo conto che un plaid non ci farebbe affatto schifo, perché tira un’aria... che pare di essere a Trieste. Partiamo per la CC, Camminata Confessionale, è durante il chilometro lanciato che di solito condividiamo aggiornamenti, gossip, curiosità, eventi e altre amenità, ad ascoltarci sembriamo una puntata di Verissimo, abbiamo anche l’ospite famoso e il servizio fotografico. Al rientro, ci raggiungono altri due amici e dopo un pranzetto al bar di Checco, passiamo il pomeriggio chiacchierando e sonnecchiando in spiaggia questa volta dietro al famigerato paravento: sappiamo quando è il caso di ammettere di avere torto. Conclusione? Non paghiamo né ombrellone né lettini neanche sabato, nessuno di noi quattro. La coppia di amici ancora giace in rianimazione, non ha retto allo choc, Romina è passata al comune a chiedere la residenza ed io distribuisco per strada biglietti da visita con scritto: CHECCO FOR PRESIDENT, CHECCO FOR SUMMER.

FRANCA, LA PARRUCCHIERA

Una donna un mito e una leggenda. Ottengo il suo numero dalla mia agente immobiliare, detto così sembro Ricucci, in realtà un’anima pia che mi ha aiutato a trovare una dignitosa dimora in questa ridente località turistica e che di fronte a certi appartamenti mi diceva: “No Nadia, guarda, questa qui è proprio orrenda!” Un’agente che si fa pubblicità negativa da sola, che mi fa vedere una casa e mi dice di non prenderla, questo è customer service. Coinvolgo nell’avventura anche Romina, come al solito, e nelle tre ore che passiamo fra le sue mani, e non in senso figurato, dopo aver capito che non sono una turista, ma quasi una concittadina, otteniamo più informazioni per la sopravvivenza che da una Lonely Planet! Indirizzo del miglior fruttivendolo, classifica del miglior macellaio del circondario, tessera sconto per il negozio tendenza dei costumi fatti su misura, pensa te che puoi comprare una 50 di slip e una 40 di reggiseno: praticamente un costume da pera. Tessera fiduciaria del bar di Milano Marittima per portare i colleghi a pranzo perché è di suo cugino e per finire invito al ristorante di suo cognato che sta proprio lì al porto canale di Cervia davanti al mercato del pesce. Insomma dopo ‘sta sessione di scambi e confidenze usciamo tempestate di boccoli che sembriamo due Charlies’ Angels e grazie a questo look da dive, veniamo abbordate al ristorante da due toscani, ma decidiamo di raggiungere altri due amici romagnoli che ci hanno invitato per primi…
Insomma, a partire da domani potete inviare la vostra richiesta di cambio residenza, per intanto: la Pensione da Nadia è aperta: LA STAGIONE E’ COMINCIATA!!!

IL TEMPO CHE VORREI – F. Volo

Più leggo Fabio Volo e più mi piace. E’ un libro bellissimo, molto intenso, diverso dagli altri, permeato da sensazioni tristi e profonde, dal senso di impotenza, dal dolore di non sentirsi amati da un genitore o da una donna. Il protagonista racconta di un difficile rapporto con il padre e della sua ragazza che decide di lasciarlo e solo quando si accorge che non c’è più modo di tornare indietro capisce di amarla sul serio. Ma va? Ma dai, che sorpresa! Scherzi a parte scorre via in un attimo, facile, ma triste. Vi avviso, se siete un po’ giù di morale leggete Topolino… Voto 8.

MATRIMONI E ALTRI DISASTRI – Nina Majo

Carino, leggero e divertente. Cosa succede quando che credi di avere un certo senso morale e cominci ad avere comportamenti che di morale non hanno niente? E se quello che consideri un cretino ad un certo punto tanto cretino non è? E tua sorella? Possibile che lo abbia fatto davvero? Nooo! Un’adorabile Margherita Buy, un milanesissimo Fabio Volo, simpatico e spaccone, un’acidella Luciana Littizzetto… Insomma, ecco, se siete tristi guardate questo film che la tristezza vi passa! Voto 6 e mezzo, beh insomma, non è candidato a Venezia è chiaro!

COSA VOGLIO DI PIU’ – Film di Silvio Soldini


“Avrei voluto conoscerti prima. Anch'io; ora è tardi? No non è tardi. “
Accidenti se è un film vero. Un film incentrato su due persone che hanno una vita normale, lui una moglie e due figli e lei un compagno e conducono una vita senza sbandamenti. Ma ad un certo punto si incontrano e scoppia la passione. Quella che in un primo momento sembra solo una questione di sesso , si trasforma in un sentimento più profondo e intenso che rischia di mandare all’aria le relazioni che loro vivono. Questa relazione è una ribellione, è qualcosa che spetta loro di diritto, ore rubate, telefonate fugaci dal bagno, menzogne, ritardi e finzione possono durare solo fino ad un certo punto. Fino a che…. Voto 8. Ps. Il cameo? La zia della protagonista milanese doc e i suoi meravigliosi interventi in puro ed originale dialetto: puoi solo sorridere di cuore.

RAVENNA

Città meravigliosa che vi consiglio di visitare se vi capita! Cominciamo da S. Apollinare in Classe e S. Apollinare nuovo, risalente al VI secolo come la maggior parte delle splendide costruzioni che abbiamo visto! Ma le nostre preferite sono state la basilica di San Vitale e il mausoleo di Galla Placidia entrambe con mosaici da mozzare il fiato. Giro veloce anche al Battistero Neoniano, al Duomo (che onestamente non ci è piaciuto molto dopo aver visto tutto il resto! Non era all’altezza!), cappella arcivescovile all’interno del museo e non ci siamo fatte mancare neppure la tomba di Dante: “I diritti della monarchia, i cieli e le acque di Flegetonte visitando cantai, finché volse il mio destino mortale. Ma poiché la mia anima andò ospite in luoghi migliori e più beata raggiunse fra gli astri il suo Creatore, qui sono racchiuso io, Dante, esule dalla patria terra, cui generò Firenze, madre di poco amore. “. Abbiamo chiuso con la Domus dei tappeti di pietra che è uno spettacolo di pavimenti mosaicati, mai visto in vita mia. Mancava un po’ di cultura cittadina ultimamente eh? Non temete! Sono tornata, anche nella versione “intellectual”! ahaha! Voto 9!