Racconti, recensioni e altre quotidiane amenità della vita in Lussemburgo!
sabato 21 agosto 2010
LA GITA A TINDARI - A. Camilleri
TUTTO PER UNA RAGAZZA - N. Hornby
LA RIVINCITA DELLE ZITELLE - A. Di Pietro
VITA SESSUALE DI UN FERVENTE MUSSULMANO A PARIGI - L. Marouane
giovedì 24 giugno 2010
MI. MA.
Ma andiamo per gradi. Vediamo uno per uno gli argomenti e le tendenze di rilievo della stagione primavera/estate del 2010, anche se dato il meteo forse dovremmo parlare di autunno/inverno e inforcare i doposci invece delle infradito!
IL COSTUMINO BIANCO ADERENTE
Ecco, uomini, già vi vedo sorridere sornioni e maliziosi. State calmi perc
LA MUSICA DALL’ALTOPARLANTE
“E
TATUAGGIO
Uomini e donne di tutto il mondo: TATUATEVI! Se no, a Milano Marittima non potete entrare. Quando arrivate al confine, dovete esibire il passa tatuaggio: quanti, quali e dove. Vi vorrei elencare alcune tipologie, penso sia importante darvi delle idee per non buttare il vostro tempo e non farvi bucare e colorare inutilmente. Purtroppo non ho delle foto da mostrarvi, non è che proprio possa nascondermi dietro ad una conchiglia o sdraiarmi in un buco come Aldo in Tre uomini e una gamba e uscire di soprassalto con la macchina fotografica in mano senza rischiare di essere presa a mazzate dai malcapitati tatuati. Al terzo posto: due frecce che scendono verso l’inguine, incorniciando la panza e una stella nel centro… si, ok, vi porto il sacchetto per il vomito. Secondo posto: Ali, sì, dalla spalla all’inizio del costume, due splendide, discrete, eleganti e abnormi ALI di circa 50 cm di altezza. Ma chi ti credi di essere? L’arcangelo Gabriele? Sembri più John Travolta in Michael, l’angelo obeso e truzzo! Ma lo sai che in casa di riposo la badante ti troverà con le ali raggrinzite sulla schiena come uno sharpei??? Primo posto: la triglia. Dalla schiena alla pancia, passando per un fianco, un imbecille decide di tatuarsi una triglia. No, ora dico, ma che immagine mi vuoi dare con una triglia sulle maniglie dell’amore? Ma uno squalo ti faceva schifo? Un delfino? Una sirena? No, una triglia con le squame, magari ora gli suggerisco di metterci una fettina di limone e un rametto di rosmarino.
ACCESSORI
Tran
Quando arrivate al porto canale passando da Cervia, c’è un detector: IL TAC DETECTOR. Se ne siete dotate potete entrare, altrimenti out. Riprovate la prossima volta e sarete più fortunate. La vasca in città, il passaggio di fianco al Van Quish va fatto indossando almeno un plateau da tre centimetri associata ad un tacco quindici. Potete comunque farcela a non essere arrestate ed invitate a lasciare il paese se in alternativa portate uno stivale estivo. Capite da sole la contraddizione in essere: stivale ed estivo. 30° C, l’afa che vi attanaglia, provate voi ad immaginare di portare un Camperos con le frange ad agosto … il tocco di classe è la Vuitton, ma deve essere di vernice e di un colore assurdo: verde mela del Trentino, fucsia stile brufolo oppure giallo limone di Capri (che fa molto chic), questo perché sono le uniche che ancora i marocchini non vendono imitate sulla spiaggia! A Milano Marittima una Vuitton non si nega a nessuno.
Zoccoletti. Anche senza questi non potete entrare. Immaginate una ventiquattrore preparata per un week end, il peso medio del bagaglio sale di due chilogrammi, uno per zoccolo stile bella olandesina. Non ve lo devo dire vero che devono essere alti, possibilmente dorati o argentati e con una paio di fiori ad ornamento? Dovete fare rumore camminando. Vi suggerisco anche la sottoscrizione di un’assicurazione perché la probabilità di frattura della caviglia è decisamente elevata, al massimo fate causa al comune. Vedete di non cadere in pubblico perché non sarebbe affatto dignitoso e perdereste punti preziosi. Esiste anche lo zoccoletto moda Dottor Scholl, tacco otto. Prendetemi sul serio, perché se non lo fate con me, lo farete con la commessa che per la versione verde prato, fibbia ottone, plantare scuro, vi presenterà uno scontrino di 135 sonanti euri. Ma non dovevano essere curativi? Si ti curo l’immagine e il portafoglio … L’ultimo dettaglio che vi donerà la perfezione? L’occhiale XXL. Vi deve coprire almeno metà faccia. Dovete sembrare Madonna in incognito a New York, oppure Sandra Mondaini in una delle puntate top.
Per finire, il foulard o la sciarpa, stile orientamento un po’ di sinistra. L’informazione chiave che vi serve, è che la deve portare l’uomo. Sempre da conciliare con la temperatura esterna, il macho marittimese mi sfoggia la sciarpetta intorno al collo, con le punte che mi cadono sul davanti, portata con indifferenza e non chalance, come se fosse la cosa più naturale del mondo vestirsi come Zero o come Malgioglio. Si accorda con bermuda e tennis bianca. Va fine, va su tutto e non impegna. Ora siete pronti! Vi aspetto!
NEL SEGNO DELLA PECORA – M. Haruki
NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI – F. Geda Storia vera di Enaiatollah Akbari
SEX AND THE CITY 2 – Il Film
venerdì 28 maggio 2010
Non ci credo mi si è cancellata Simona!!

giovedì 27 maggio 2010
Dedicato alla cosa in cui credo di più nella vita: l'AMICIZIA!
1) Non ho avuto alcuna autorizzazione da voi a pubblicare queste foto, quindi sono assolutamente denunciabile, da qualcuno in particolar modo (per le girls: sapete che la foto in costume back side di Mauritius è stata distrutta e buttata in Islanda nel vulcano, ecco spiegati gli effetti degli ultimi giorni)
2) Alcune sono immagini di repertorio, come eravamo!
3) Non c'è alcun ordine di elencazione nelle seguenti foto, il criterio applicato è: A SCASAZZA!! Carico da 3 ore e il sistema lavora in assoluta anarchia, non sono stata in grado di metterle come volevo io!
5) Quasi tutte le donne dell'elenco cucinano come il gran visir di tutti gli CHEF e fanno parte dell'associazione: A.A. Anoressiche Anonime.
Patrizia: più caustica della soda, riesce a farmi ridere anche quando ho preso due kili, ho bucato una gomma, litigato con mamma e spaccato un tacco prima dell'appuntamento con Brad Pitt.

Raffaella: donna d'arte cultura e spettacolo! Passa da una mostra di Van Gogh ad una pedalata di tre ore con la scioltezza di Gimondi!

Alessandra: compagna di viaggio, di avventure e di cozze con le frites in Normandia. Alle Mauritius da ordini in tedesco al cane del villaggio.... la cosa strana è che il cane le ubbidisce.
Paola: una donna una fonte! Va in Francia a vivere in un posto che ha meno abitanti di Arizzano: Vuittel e quando prende il treno per tornare a casa incontra il maniaco con l'impermeabile! Esiste: ne ha le prove. Oggi però è tumefatto, lei lo ha ferito!La meilleur copine que une italienne peut dèsirer en arrivant à Paris! Merci Petite!
Romina: detta Mia Moglie, da quando mi accolse in via Piranesi dove abbiamo abitato per 3 anni, con dei bigodini in testa che parevano un portapacchi... Cucina come Massimiliano Alaimo, è sempre di buon umore, riconosce un profumo a 5 km e solo sentendone l'odore assegna ad un vino l'anno di imbottigliamento. Compagna di decine di viaggi geografici e di vita!

Francesca: una donna un cartone animato. Condividiamo una vacanza romantica alle Maldive ma senza fidanzarci, prendiamo un brevetto da sub in 3 giorni, ma poi mi tocca staccarla dalla cassetta dell'attrezzattura dove si è rovesciata e da dove sgambetta come un scarafaggio capovolto perchè la bombola pesa 15 kg e lei ne pesa 9. Oggi cuoca provetta, organizza cene degne della Sotis.

Gabriella: una donna un'immagine! Detta in azienda: Sex and the City, non l'ho mai vista con un colore fuori posto: suscita l'invidia della francese più chic, in fondo: made in Italy è sempre made in Italy!

Giuliana: una donna una guida Michelin e Gambero Rosso in un solo cervello. Degusta, assaggia e fa shopping. Se partite per un viaggio portatela, avrete sempre il meglio! Cucina anche divinamente portate monodose: chic e cool!
Vive in Italia, ma passa in questa nazione solo il 10% del suo tempo, nel restante 90% gira il mondo.

Elda e Maddalena, ovvero mamma e zia dopo una camminata di 56 ore a Parigi! Che tenere! Non mi hanno neanche ucciso!! Fra due settimane saranno in vacanza a Milano Marittima, provate solo a immaginare dove lo porto: PINETAAAAAA fino alle 5 del mattino.

Gino: ho detto persone che mi hanno accompagnato, ma lui ne ha la valenza. Cognome: RANDA Nome: GINO
Simonetta: detta la dottoressa. Perchè è dottore! Basta dirle: "partiamo" e lei ha già la valigia pronta. In spiaggia fate attenzione tra lei e Romina la passeggiata minima lungomare dura 4 ore....
Mirella: donna immagine, esperta di make up, acconciature, spettacolo, fashion, moda e alta finanza. Non parte mai senza il phon, ti acconcia come una diva solo inforcando un pettine. Sarà la responsabile della SPA non appena aprirò un bagno a Cervia.
Gianfranco: compagno di avventure in Italia e a Parigi. La mia prima settimana in terra straniera mi porta in Vespa a Montemartre, che fa tanto Nanni Moretti. Sua moglie cucina come Vissani, e insieme abbiamo fondato l'associazione: P.I.P. Protezione Italiani a Parigi, adotta anche tu un italiano espatriato.
Gianfranco e Andrea nel pieno svolgimento delle loro attività manageriali. Dopo questa pubblicazione non saranno più amici miei.
Manuela: detta "la preferita" o brontosauro dalle sue amiche. Non sono mai riuscita a estorcerle una parola gentile. Forse nel 2000 mi ha detto: vestita così non sembri neanche troppo vecchia. Se viene l'assumo al Bagno Nadia come cane da guardia.
Francesca: compagna di scuola dalle medie? O erano le superiori Franci? Compagna di concerti del Liga, di giornate a Mirabilandia sotto la pioggia (lo rifacciamo?), di viaggi d'Egitto, si, si! Proprio in Egitto eravamo!
Roberta: anima amica parigina! Una piemontese ed una napoletana a Parigi, anche lei iscritta all'associazione di salvaguardia dell'italianità a Parigi, me lei resiste in terra d'oltralpe e tiene alto l'onore patriottico cucinando pizza a Monteparnasse!

IlCesco: amici anche da San Francisco a Cervia, rimane negli annali della storia un nostro duetto nei corridoi di Motorola una domenica mattina di chisura di fine mese in cui io faccio Britney Spears e lui il ballerino di Britney... Manuela ancora viene colta da malore al solo pensiero.
Un grazie davvero di cuore a tutti voi che siete nella mia vita.
martedì 25 maggio 2010
PERSEPOLIS – M. Sartrapi il libro e il film
LA CENA – H. Koch
GLI AMORI FOLLI – A. Resnais
LO SCAMBIO – C. Eastwood
E’ una storia vera, una donna (A. Jolie, Acadamy Award Winner) denuncia la scomparsa del suo bambino e dopo cinque mesi gliene riportano uno ma non è il suo. Siccome la polizia di Los Angeles corrotta e violenta, non vuole ammettere il proprio errore la donna viene perseguitata e addirittura rinchiusa in manicomio per impedirle di parlare. Pratica abbastanza in uso in quegli anni per togliere di mezzo persone fastidiose. Un pastore (J. Malkowich, grandioso, Academy Award Nominee) cerca di aiutarla a chiarire l’equivoco contro lo strapotere della polizia. Ci riuscirà? Avvincente e commovente. Voto 7. Clint Eastwood narra sempre belle storie anche se non è il suo miglior film, sicuramente meglio The million dollar baby e Gran Torino.
martedì 4 maggio 2010
Tributo alla Romagna
Bene, ora che vivo qua, posso certificare con il sangue, anche se preferirei certificarlo con un po’ di brodo di gallina, magari con due cappelletti, che è davvero così. Vorrei quindi portare alcuni esempi a testimonianza delle mie dichiarazioni.
Entro nel suo negozio un paio di volte a bere un caffè, look da Pantani, grembiule tatuato di crema pasticcera e parlantina da commentatore sportivo, mi accoglie con un sorriso radioso, siccome ricambio, dichiara che se avesse avuto una moglie come me non
Porto un bracciale in gioielleria perché mi si è staccato un ciondolo. Centro di Cervia, negozio che definirei “ciccetti” con linguaggio milanese, io arrivo con una bicicletta rossa che fa molto tendenza, peccato che ci siano 9 ° C, ma per partito preso, visto che vivo nella regione del ciclo ho deciso che faccio tutti i miei spostamenti sulle due ruote, che mi da un tocco chic ecologico e una broncopolmonite certa, tra parentesi. Lascio il cimelio in riparazione. La settimana successiva Simonetta e Claudia vengono in pellegrinaggio a casa mia, Va dove ti porta lo strozzaprete, e mi accompagn
ano in gioielleria a ritirare il bracciale. Luisa arriva con il monile scintillante, le pago 15€ per la riparazione e ci chiede se vogliamo un caffè. Simonetta strabuzza gli occhi e in quanto dottore penso stia valutando che farmaco prendere per lo choc mentre Claudia alza la testa alla ricerca delle telecamera della Candid. Tre caffè per una spesa da 15€?? Incredulità e stupore, se compravamo un gioiello ci invitava a cena? Eh si! Questa è la Romagna! Gentili quasi come a Milano, dove la commessa più simpatica assomiglia a Nellie Oleson della Casa nella prateria o a Iriza di Candy Candy e quella più odiosa ti tratta come Crudelia Demon con i dalmata….Il giorno successivo, sabato, sole da Caraibi, forse sono andata un po’ lunga vah, sole da Sicilia, si, si, ho capito, un po’meno… Sole da riviera Romagnola, ma sta bon! Alle 8.45, sveglie e arzille come mia nonna Margherita, siamo in spiaggia, al nostro ormai affezionato bagno 207, pronte per respirare “l’odio” come diceva sempre quella santa donna di mia nonna, che mangiava “sanguisc” a pranzo e che pagava il “tic” per i medicinali, grande saggia, mi scriveva biglietti di auguri magnifici.
All’inizio della spiaggia vediamo approntata una struttura tipo tenda persiana che deve fungere da paravento, deridiamo i pavidi che vi si nascondono dietro e ci avviamo verso i lettini in riva al mare. Dopo aver spalmato la crema ci guardiamo e ci rendiamo conto che un plaid non ci farebbe affatto schifo, perché tira un’aria... che pare di essere a Trieste. Partiamo per la CC, Camminata Confessionale, è durante il chilometro lanciato che di solito condividiamo aggiornamenti, gossip, curiosità, eventi e altre amenità, ad ascoltarci sembriamo una puntata di Verissimo, abbiamo anche l’ospite famoso e il servizio fotografico. Al rientro, ci raggiungono altri due amici e dopo un pranzetto al bar di Checco, passiamo il pomeriggio chiacchierando e sonnecchiando in spiaggia questa volta dietro al famigerato paravento: sappiamo quando è il caso di ammettere di avere torto. Conclusione? Non paghiamo né ombrellone né lettini neanche sabato, nessuno di noi quattro. La coppia di amici ancora giace in rianimazione, non ha retto allo choc, Romina è passata al comune a chiedere la residenza ed io distribuisco per strada biglietti da visita con scritto: CHECCO FOR PRESIDENT, CHECCO FOR SUMMER.
Una donna un mito e una leggenda. Ottengo il suo numero dalla mia agente immobiliare, detto così
Insomma, a partire da domani potete inviare la vostra richiesta di cambio residenza, per intanto: la Pensione da Nadia è aperta: LA STAGIONE E’ COMINCIATA!!!
IL TEMPO CHE VORREI – F. Volo
MATRIMONI E ALTRI DISASTRI – Nina Majo
COSA VOGLIO DI PIU’ – Film di Silvio Soldini
“Avrei voluto conoscerti prima. Anch'io; ora è tardi? No non è tardi. “
Accidenti se è un film vero. Un film incentrato su due persone che hanno una vita normale, lui una moglie e due figli e lei un compagno e conducono una vita senza sbandamenti. Ma ad un certo punto si incontrano e scoppia la passione. Quella che in un primo momento sembra solo una questione di sesso , si trasforma in un sentimento più profondo e intenso che rischia di mandare all’aria le relazioni che loro vivono. Questa relazione è una ribellione, è qualcosa che spetta loro di diritto, ore rubate, telefonate fugaci dal bagno, menzogne, ritardi e finzione possono durare solo fino ad un certo punto. Fino a che…. Voto 8. Ps. Il cameo? La zia della protagonista milanese doc e i suoi meravigliosi interventi in puro ed originale dialetto: puoi solo sorridere di cuore.
RAVENNA
mercoledì 7 aprile 2010
Appena possibile fare inversione a U
Come già sapete la mia vita ha subito dei cambiamenti da quando vivo a Cervia e uno di questi è il tempo che passo in auto nonché i chilometri percorsi. Nei miei due anni e mezzo di vita parigina, se escludo i rientri rocamboleschi da Parigi a Milano fatti sotto tempeste di neve che non si vedevano dal 1932, trainata da renne svizzere chiodate al traforo del Monte Bianco, con prove di montaggio delle catene nel garage dell’ufficio, simulando la neve, sbriciolando un ghiacciolo per terra, e relativa ripresa con telecamera a circuito chiuso dalla guarda giurata (garde juré in Francia) che gira all’infinito negli ascensori di Danone da dicembre, ho totalizzato all’incirca duemilacinquecento chilometri. Direi mille chilometri all’anno (sono brava nei calcoli, si vede che sono finance) per circa tre multe nello stesso periodo. Da quando sono qui invece ho totalizzato qualcosa come milleottocento chilometri in quattro giorni, girando l’Italia in lungo e in largo in ostaggio del navigatore della mamma e penso un migliaio di multe.
Se vi ricordate abbiamo già toccato superficialmente questo argomento, ma dati i miei numerosi viaggi dagli Appennini alle Ande, ritengo sia opportuno parlarne apertamente per condividere con voi l’angoscia di essere vittima di una tecnologia psicopatica e bastarda.
Uno dei primi viaggi è stato a Roma. Viaggio nella capitale. Meraviglioso. Già sento l’odore del cacio e de
Dopo dieci chilometri percorsi in direzione Teramo il navigatore si rianima e mi dichiara di punto in bianco, “Procedere dritto”. Beh guarda, vorrei anche vedere, sono in aut
Chiaramente nel momento in cui finisco di imprecare, sotto gli occhi attoniti di Sara, la persona che mi accompagna e che si da il caso sia anche la persona che lavora con me, che cerca di capire come mai converso con un televisorino, innervosendomi, il suddetto si scollega di nuovo e nel momento in cui si riaccende, sono nel bel mezzo di un cavalcavia e lui esordisce con un: “Fra 80 metri, girare a destra”. MA COME IN PIENO CAVALCAVIA?? MA VUOI CHE MI BUTTI DI SOTTO? MA UN NAVIGATORE CHE ISTIGA AL SUICIDIO? IO VI DENUNCIO! Questa simpatica indicazione ci arriva almeno tre o quattro volte sempre sul cavalcavia, la ignoriamo e proseguiamo fino all’apparizione del Colosseo all’orizzonte…
Vogliamo parlare di Siena invece? Si da il caso che il povero strumento abbia un paio di annetti, durante i quali molte delle strade che portano a Siena sono cambiate. Per fortuna che i due colleghi che sono in macchina con me conoscono la zona e fatto salvo un breve giro nei pescheti di Cesena a vedere i fiori appena sbocciati in un campo, riusciamo ad arrivare in prossimità dell’obiettivo. Ci tengo a citare una breve gita sui colli di circa 5 km a causa dell’interruzione della E45, famigerata quanto la Salerno-Reggio Calabria a quanto pare, che non è chiaramente stata resa nota al gps e che quindi nel preciso istante in cui si rende conto che stiamo uscendo dove lui non è d’accordo comincia ad imprecare:
“Fare inversione a U appena possibile”, “Percorso errato, tornare indietro”, RICALCOLO: prova a vedere che succede, ripensa alla
strada, perché siccome si è accorto che ci siamo incistati e non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro gli abbiamo insediato il tarlo, bastardi dentro! Ma la risposta non cambia, “Fare inversione a U”. Ad un certo punto ci perde di vista e invece di rilevarci su una strada, che è quella che stiamo percorrendo, ma che è nuova e quindi non trova, ci vediamo nello schermo sospesi nel vuoto sopra ad un fiume… “Proseguire dritto”, certo, sembriamo sulla barca di Caronte appesa nel nulla, invece di una quattro ruote a tutto gas! Ripreso il controllo giungiamo a Siena, mancano 12 km a destinazione, ci godiamo le mura di questa splendida città quando ad un certo punto dichiara perentorio: GIRARE A DESTRA Più AVANTI. Ma, magari un’indicazione un filo più precisa? Più avanti dove? Vabbè, in prossimità della via ripete il comando: GIRARE A DESTRA ORA, ah ecco, così va bene. Entriamo in questa stradina dove potrebbe passare comodamente un somaro, mentre noi a momenti dobbiamo ritirare gli specchietti retrovisori, facciamo pelo e contropelo a tutti i cancelli delle case, facciamo un perfetto giro ovale e ci troviamo nella via da cui siamo partiti. Ci guardiamo fra di noi attoniti, cercando conforto morale e supporto psicologico reciproco. Non ha ricalcolato niente, non abbiamo sbagliato niente, non c’erano sensi unici, non c’erano deviazioni… MA PERCHE’ DIAVOLO CI AVRA’ FATTO PASSARE DI QUI? Un giro turistico della città storica forse, una pillola di cultura. Non importa, manca poco, giriamo a destra come da comando e dopo 3 chilometri arriviamo a destinazione. DESTINAZIONE RAGGIUNTA. Scendiamo e baciamo il suolo.Alcune domande furbe:
- Percorso più veloce o percorso più corto? Beh tutti e due non si può fare?
- Evitare le strade a pagamento di pedaggio? Non posso passarci e non pagare?
- Il navigatore non può essere utilizzato durante la guida per ragioni di pericolosità e soglia di attenzione, se disattivate il blocco vi dichiarate responsabili delle conseguenze. Cos’è, me la tiri? Passiamo alle minacce? Neanche mia mamma fa così, ma guarda te.
- Velox Mobile a 110km/h, velocità consentita 130km/h. Eh? Non ho capito, ma il velox è mobile quindi mi corre di fianco alla macchina come Willy in Coyote? E se il limite è a 130km/h perché il velox sta a 110km/h? cos’è una proporzione o il solito fenomeno da sottoporre a Lucarelli?
- Domada d’accensione: Dove si va? No ma senti abbiamo mai mangiato pasta e fagioli insieme? Ma saranno fatti miei? Pure insolente e curioso.
Insomma buon viaggio e buona fortuna a tutti!
DRAGON TRAINER il film
Ebbene si, la vita in Romagna mi avvicina alla cultura infantile! E siccome ho portato mio nipote al cinema la recensione è per le mamme o i papà! Quindi astenersi perditempo e affrettarsi amanti degli eroi. Cartone animato carino e pieno di buoni sentimenti. In un villaggio vichingo da sempre dedito alla caccia dei draghi, il figlio del capo è un ragazzetto mingherlino e pasticcione la cui ultima priorità è quella di cacciare le bestiacce. Peccato che un giorno, convinto di aver colpito il drago più violento e mortale tra tutte le specie, mentre lo cerca nel bosco… lo incontra! Non vi dico altro. Non vorrete che vi rovini la sorpresa no? Voto 7. Penso esista anche la versione in 3D in cinema evoluti, a Verbania la proiezione è andata in onda grazie ad un proiettore a rullo degli anni ’30.


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