sabato 14 luglio 2012

THE ARTIST – Film di M. Hazanavicius


Mi sa che questa volta sarò una voce fuori dal coro. Io questo film l’ho trovato normale. Non così straordinario come tutti me lo hanno decantato. Bellino, originale come idea per essere un film del 2011/2012, solo che non penso me lo ricorderò tra 4 mesi. Bella e affascinante la protagonista, normodotato lui. Una nota di merito al cane, ma non si potrà valutare bene un film perchè il cane recita da dio no? Insomma voto 5. Vedete voi se vederlo. E vedete di farmi una controrecensione per cercare di convincermi magari dai!


giovedì 21 giugno 2012

2 Giugno 2012 – Navigando sulla Senna coi tacchi

In realtà il titolo mi da l’idea  di un’aurea cool che non ho affatto. La nuova moda oggi prevede che tu vada dove devi dotata di tacchi ma con un paio di ballerine morbide nascoste nella borsetta da estrarre al momento più opportuno, ovvero prima che ti si formi una bolla sul tallone o che stramazzi al suolo dal tacco 15. Ma partiamo dall’inizio. Il week end prevede una festa di compleanno il venerdì sera a bordo di una penniche che attraversa la Senna, come perdersela? Grazie Matteo, una festa memorabile.
Comunque il programma include uno spostamento in massa delle girls: tre da Milano, un paio da Padova, una già ci aspetta e ci ospiterà a Parigi, insomma un mega raduno. Il bello è che ognuna parte da una città diversa e soprattutto ad un orario diverso, ordine sparso e confuso. La festa è in abito da cocktail cita l’invito, significa che dobbiamo venire vestite da Negroni? O da Pinacolada? Opterò per un look Martini, con un’oliva in testa. Dobbiamo concentrarci e scegliere un abitino che non deluda il festeggiato permettendogli di sfoggiare amiche italiane che abbiano un look in grado di annientare quello delle rivali d’Oltralpe. La competizione con la Francia è sempre aperta. E’ come una finale di coppa del mondo. Alle ore 18.00, Daniela ed io siamo a casa di Roberta ad aspettarla perchè lei sta ancora lavorando e per ingannare il tempo pensiamo bene di fare un gita al Monoprix e di saccheggiare il reparto champagne e chips. Alle 19.00 siamo già in stato di ebbrezza e la festa non è ancora cominciata, a Roberta in realtà lasciamo solo champagne, mentre le patatine spariscono misteriosamente nei nostri esofagi. In effetti quando siamo insieme abbiamo la propensione alla dieta di Adele.
Ci vestiamo da combattimento e alle 20.00 scendiamo in strada tutte armate di tacchi alla ricerca di taxi. Troviamo una taxista fenomeno, che pensa all’incirca 130 kg e che è talmente un tutt’uno col sedile che siamo convinte non riuscirà mai a disincastrarsi né a scendere, sembra sottovuoto tra i braccioli. Il suo vero punto di forza è che sembra anche una che fa la taxista da un giorno. Non conosce nessuno dei posti che le indichiamo, e uno è proprio sotto la Tour Eiffel, che non mi pare proprio sconosciuto, andiamo bene! Comunque grazie a Roberta arriviamo all’indirizzo richiesto ma lei si rifiuta di scendere al molo perchè dice che non sa come fare a ritornare indietro. Un suggerimento: scendere grazie alla normale strada che è sotto ai nostri occhi, poi girare l’auto e reingranare la marcia pare brutto? Visto che in fondo alla discesa al molo c’è un parcheggio enorme... Il tutto non sarebbe un problema se Daniela non avesse un ginocchio danneggiato dal calcio letale di un cavallo, che le ha generato un ematoma e un bozzo di dimensioni ciclopiche. Chiaramente la discesa è una stradina stile pavé, coi tacchi, una meraviglia. Arrivate alla barca è praticamente già ora di sostituire le scarpe fighe con le ballerine che stanno tatticamente nascoste in una pochette delle dimensioni di una sottiletta. Potere femminile.
Saliamo in barca, le ultime pur essendo le più vicine, ma si sa, l’ingresso deve essere trionfale ed in ritardo. Peccato che ancora 5 minuti e la barca sarebbe partita senza di noi, e la festa ha inizio! Il giro è spettacolare, sono le 21.00 il sole comincia a tramontare e la luce che illumina la città fa sognare. La tour Eiffel splende accanto a noi e una piccola morsa di nostalgia mi stringe lo stomaco. Questo ammasso di ferraglia riesce sempre ad emozionarmi accidenti. Une coupe di champagne in mano, all’aperto, caldo, rivedo visi conosciuti e simpatici, si chiacchera e si scorre sul fiume mentre tutti ci guardano e ci salutano dai vari ponti. E’ bello per una volta essere quelli della barca e non quelli sulla terra ferma che guardano con invidia benevola i fortunati. I fortunati siamo noi!
Musica bella, bella gente, cibo ottimo, quando ad un certo punto si defila di fronte a noi una topolona con un vestito splendido. Momento di suspance. Non sarà mica francese??? Non è possibile. Cominciano le manovre di avvicinamento. Dobbiamo capire da dove viene. Ad un certo punto viene a ballare di fianco e noi e...... E’ ITALIANA! Avremmo dovuto scommetterci. Colta da un momento di orgoglio nazionale perchè l’italianità ha indubbiamente vinto, sto per intonare l’Inno di Mameli.  Le dico (anche se non la conosco) che ha un vestito splendido. Deve saperlo, lei non sa che mentalmente ci ha permesso di vincere la sfida di stile della barca. E’ anche simpatica e mi dice che ha comprato il vestito a Capri, con nonchalance, come se l’avesse comprato alla Upim, minimizzando, perfetto, una vera signora. Approccio top. Alla fine della serata mi lascia il suo biglietto da visita. E penso che come al solito ho sbagliato qualcosa, perchè invece di tornare a casa con un figo paura, torno a casa col numero di una figa paura. Vabbè, meglio di niente! J
La festa procede tra balli, champagne, macarons e ...una danza del ventre. Una collega francese del festeggiato: Rashida, ci appare di colpo trasformata, indossando il tipico costume arabo e affrontando i ritmi arabi con grandissima disinvoltura e talento. Complimenti, pareggio della Francia! Ma con questo non possiamo competere, 1 a 1. La festa giunge al termine e quando stiamo per scendere Roberta manifesta apprezzamento per le roselline che ornano la penniche in vasetti laccati. Ogni tuo desiderio è un ordine amica: di che colore la vuoi? Mi guarda come se guardasse Freddy Krueger, poi mi risponde che sono belle tutte. Con nonchalanche mi avvicino ad un vasetto, lo afferro e me lo metto sotto ad un’ascella come se fosse la pochette di Fendi. A causa delle spine rischio di perfomarmi un polmone, ma scendiamo dalla barca come se niente fosse e saliamo in taxi adibito a serra. Il giorno dopo abbiamo la faccia tosta di raccontarlo a Matteo, in effetti è un po’ come se l’avessimo sottratta a lui la rosa visto che la festa era la sua. E con grande orgoglio ci annuncia che ha fatto esattamente la stessa cosa con tutti gli altri vasi che ora troneggiano nel suo salotto. Siamo perdonate dunque.
Da menzionare la visita al Grand Palais della mostra di Elmut Newton. Spettacolare, ve la commento dopo a parte, comunque una compilation di foto di donne meravigliose tendenzialmente nude e decisamente perfette, e la cosa ancora più scocciante è che non sono ritoccate, c’è una didascalia precisa e chiara che ce lo sottolinea. Come ammazzare l’autostima.... per risollevarla usciamo a mangiare una mega omelette al formaggio. Si sa l’autistima va nutrita. Il week end si conclude lunedì mattina. Daniela ed io abbiamo deciso di prendere un “comodo” volo alle 7.15, Roberta deve partire per il Messico (che donna di mondo) e noi tornare all’amara realtà. Quindi alle 5.30 siamo sul bus per Orly. Colazione da Laduree, davanti alla quale stazioniamo dalle 5.50 alle 6.10 aspettando che apra. Sembra che non mangiamo da mesi... ma siate benevoli, l’autostima ha sofferto molto ed ha ancora molta fame. A bientot Paris mon amour!

MOSTRA FOTOGRAFICA di Helmut Newton

Spettacolare. Che lui fosse bravissimo si sapeva, però non avevo mai visto così tante opere sue e così belle. Ci sono fotografie di modelle varie e anche di attori famosi, un paio in particolare di una sensualità esagerata tipo quella con Catherine Deneuve e quelle con la fidanzata. Ci sono foto assolutamente originali, altre provocatorie, altre divertenti. E’ un personaggio ambiguo, strano, controverso e trasgressivo. E quindi ci piace molto! Voto 8, davvero molto bella. E poi il contesto del Grand Palais era proprio perfetto. Andate a vederla se capitate da quelle parti.



mercoledì 20 giugno 2012

COSMOPOLIS film di David Cronenberg

Cosa non si fa per amicizia. Andiamo a vedere Cosmopolis? Boh, cosa è? Guarda ho letto il libro ed ero curioso di vedere il film. Va bene dai andiamo. Guardo su MyMovies ed in effetti la quotazione non è altissima: 2,8... vabbè, sfidiamo la sorte. Insomma il film è interessante (è un po’ come dire che una ragazza è simpatica) perchè è decisamente originale. Mi pare di capire che il protagonista sia l’idolo delle ragazzine, è il l’attore che ha interpretato Twilight, a me peraltro sconosciuto perchè nè ho letto i libri nè mai visto un film. Comunque non è male. E’ la storia di un finanziere miliardario che decide di speculare su una particolare valuta e contro ogni regola e calcolo continua ad apprezzarsi invece di crollare come dovrebbe, e questo gli fa perdere tutto il suo patrimonio. Il film si svolge in questa stratosferica limousine attrezzata di ogni confort sulla quale si alternano personaggi vari che interagiscono con il protagonista, fino al drammatico epilogo. Andare a vederlo? Boh. Forse se piove. Voto 6 ½.

COSI IN TERRA COME IN CIELO di Don Andrea Gallo

Sapete che non è il mio genere... ma questo prete mi piace molto! Non sembra un prete. Per chi non lo conoscesse, Don Gallo è un personaggio noto per le due idee progressiste in ambito ecclesiastico, favorevole all’aborto in determinate circostanze, alle coppie gay, a quelle di fatto. Spesso in polemica aperta con la gerarchia ecclesiastica, amico di artisti decisamente di sinistra o decisamente contro le regole come Vasco Rossi, Paolo Rossi, Guccini, Piero Pelù e molti altri. Genovese di origini, da quelle parti svolge il suo compito di aiuto degli “ultimi” come li definisce lui. Crea una comunità molto nota “San Benedetto al porto” e riesce addirittura ad aprire un ristorante gestito dai suoi ragazzi. Il libro consta di diversi capitoletti che esprimono la sua opinione su divese tematiche o episodi. Non mi è difficile comprendere perchè abbiam rischiato la scomunica. Libro interessante. Voto 7.

MILLE SPLENDIDI SOLI di Kalheid Husseini

E’ da tempo che ho questo volumetto in libreria ho ne ho sempre ritardato la lettura perchè lo avevo comprato a Parigi ed è in francese. E’ splendido. Lo dicevano tutti e avevano ragione, forse ancora più bello del primo, Il cacciatore di aquiloni, ve lo ricordate? Questa volta le protaniste della storia sono due donne, costrette spose bambine di un uomo ripugnante, a vent’anni di distanza. In un primo momento le due donne sono in competizione per l’attenzione del marito, unica cosa rimasta a loro disposizione dopo la distruzione di tutti i sogni dell’infanzia. Il libro è molto duro e molto triste. La storia è raccontata percorrendo gli ultimi trent’anni di vita in Afganistan, con l’avvento dei russi prima e dei talebani dopo, con la speranza che aprissero nuovi orizzonti, e con la consapevolezza che invece sarebbe stato ancora peggio di prima. Proibizione assoluta di lavoro per le donne, di girare da sole e a viso scoperto, trucco vietato, musica bandita e molto altro e che fa rabbrividire. Ma quello che terrifica sul serio, è che non si tratta solo di un libro. Si tratta della realtà. Libro splendido, emozionante e profondo. Voto 9, peccato aver aspettato tanto a leggerlo.

FARDELLI DI ITALIALAND Spettacolo di Maurizio Crozza

Crozza è sempre un grandissimo. Mi sento molto avanti per essere riuscita a prenotare in tempo i biglietti e ne valeva proprio la pena. Fa sempre ridere, se non ci fosse da piangere per la realtà che si nasconde dietro all’ironia. Stavolta ci sono alcuni personaggi nuovi. Apoteosi all’inizio quando interpreta Berlusconi al quirinale. Ho trovato particolarmente esilaranti l’interpretazione di Holland maldestro e impacciato, con tanto di video reali delle sue gaffes e di Montezemolo che fonda il partito dei carini. Morta dal ridere. Voto 9. E’ sempre bello vedere un tale professionista dal vivo. Vi includo un paio di spezzoni, un assaggino, non perdetevelo la prossima volta. Ps. Anche l’architetto Fuffas mi fa venire il buonumore! Manderò il link al mio, si offenderà? J

giovedì 31 maggio 2012

31 maggio 2012 – IL terremoto

Ciao a tutti, mi ricordo di averlo già fatto un pezzo sul terremoto in Giappone e mi sembrava un evento così lontano da noi. Non ho voglia di scrivere molte parole, solo che sono profondamente toccata da quello che è successo ad una regione che non solo mi ha ospitato, ma mi ha dato accoglienza a braccia aperte e dove vivono amici ed ex colleghi. Vedere quelle persone che camminano tra le macerie, vedere la distruzione mi spezza il cuore. Ho provato solo per uttimo ad immaginarmi cosa può vuol dire perdere la tua abitazione, la tua casa, tutte le tue cose, sommerse da polvere e calcinacci e nella peggiore delle ipotesi perdere qualcuno dei tuoi cari. Ed è agghiacciante. Lascia senza fiato. Una morsa allo stomaco. Una botta d’ansia. Terrore puro. Morire mentre si lavora, morire mentre si cerca di salvare l’immagine della Madonna, morire perchè hai sostituito un collega, morire per la paura. Come se ci fossero buone o cattive ragioni per morire. Non si può credere che sia successo davvero e che stia ancora succedendo. E chi resta non sta meglio. Anni investiti in aziende, lavoro, vita. Spariti in pochi secondi. Si scava tra le macerie, scavano uomini, donne, pompieri, cani, uniti alla ricerca di superstiti e cose. E poi la rabbia, di polemiche inutili, di botte e risposte senza senso, di fantascienza sulle cause delle scosse e di un papa che si muove per festeggiare la famiglia, nei giorni in cui famiglie intere vivono il più terribile dei drammi. Spalare invece di parlare. Pale invece di parole, fatti. La gente è stufa marcia delle parole.
Vorrei solo tacere e pensare a cosa sarebbe possibile fare per aiutare queste persone. Anche se niente potrà lenire questo dolore immenso, che è anche un po’ parte di noi.

UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA’ UTILE di Peter Cameron

Bello questo libro, delicato. La storia di un ragazzino un po’ strano, con strane passioni che decide ad un certo punto che al college non ci vuole più andare e scappa via dalla famiglia, o meglio da una madre un po’ assente, per andare a vivere in una casetta in campagna. Per certi versi mi ha ricordato un po’ il ragazzino de La solitudine dei numeri primi e il fratellino piccino del libro di Ammaniti Io e te. Quindi un bel personaggio, però qualcosa di già visto a mio parere. Non mi ha colpito particolarmente, in effetti ho finito di leggerlo da poche settimane faccio fatica a ricordarmi la trama e i particolari. So che hanno tratto un film da questo libro, magari lo guarderò. Voto 6 ½.  Meglio gli altri due sopracitati in effetti.

FRONTE MARE di Ubaldo Stella


E bravo Ubaldo. Chi è? Ubaldo è il guardiano della marina di Porto Venere, o almeno credo! L’uomo che a partire dalla colazione ti mette di buonumore. Arrivi al baretto un po’ intimidito e chi ti fa cominciare meglio la giornata? Ubaldo! Con la sua ironia e il “ahò” accento romano che a Porto Venere non centra proprio niente ma ci sta bene. Comincia a canzonarti e a prospettarti la giornata catastrofica che ti attende in mare, a te, barcarolo neofita che non sai neppure come si chiamano le vele, e invece ti divertirai da morire. La vera sorpresa è che Ubaldo è anche scrittore e Fronte mare è il suo giallo ambientato al porto, forse Venere? Mi sa di sì. Insomma, ho cominciato a leggere e mi sono intrippata anche con un certo divertimento perchè il guardiano del porto del libro parla romano, sarà una coincidenza... Divertente, appassionante, originale grazie ad impensabili colpi di scena e con paesaggi che è bello riconoscere! Voto 8! Grande storia Ubaldo grazie!

LA BAMBINA DI NEVE di Eowyn Ivey

Che bel libro! Sarebbe stato perfetto se fossi certa di avere compreso la fine. O forse l’ho compresa ma avrei preferito una fine diversa! Comunque non partiamo dalla fine, partiamo dall’inizio. Una coppia non più giovane si trasferisce in Alaska a vivere. Non hanno figli, e se ne dispiacciono, non è una scelta, è la conseguenza di un passato doloroso. Una sera, alla caduta della prima neve, colti da insolita allegria i protagonisti escono e fanno un pupazzo di neve, a foggia di bambini a cui mettono un cappellino e dei guantini azzurri. Il mattino successivo il pupazzo non c’è più, ma per la foresta si aggira una meravigliosa bambina bionda che indossa un cappellino e dei guantini azzurri. Staranno forse impazzendo? La bambina esisterà davvero o sarà solo frutto della loro fantasia? Da qui parte il racconto di questa fantastica convivenza di cui non voglio svelarvi niente, perchè sarete attaccati alle pagine per capire come va a finire.... Ecco se lo leggete mi dite che interpretazione date? Grazie mille! Voto 9, uno dei più bei libri che abbia letto nell’ultimo anno.

TAMARRI di Remo Bassini

Ho comprato questo libercolo alla fiera della microeditoria di Chiari e mi ha molto colpito. Sono 7 racconti e chi sono i Tamarri? Come li descrive l’autore: Se trovano una ragazza per bene, o un lavoro per bene, o qualche santo per bene magari non fanno una brutta fine. Io li chiamo Tamarri. Sono personaggi che incontri sul treno, per strada, nel bar zozzo dell’angolo.
Commovente il primo racconto, proprio Tamarri, dedicato dall’autore al fratello morto. E Un ragazzo alto alto... davvero tenero. Voto 7.
Racconti che sono riusciti a sorprendermi pur non essendo io una fan dei racconti normalmente.

STOMP – Spettacolo al Teatro Nazionale

Armonia e ritmo. Queste sono le due parole che mi vengono in mente d’acchito. Visto ieri sera e non posso fare altro che dare un bel voto 10. In effetti è uno spettacolo di cui si parla sempre molto. E’ passato diverse volte da Milano e non ho mai avuto occasione di vederlo, ieri però un’amica deliziosa mi ha invitato per festeggiare il suo compleanno. Sì, un po’ strano in effetti, il compleanno è il suo ed è lei che invita me ed un’altra amica a teatro, e noi per questo bel gesto la ringraziamo davvero di cuore. Anche perchè è stato emozionante., Questo gruppo di ragazzi energetici suona con ritmi pazzeschi strumenti che niente hanno a che vedere con gli strumenti tradizionali: scope, lavandini, coperchi di bidoni, bidoni stessi, fogli di giornale, insomma una vera meraviglia e il tutto condito da mimica ironica che alleggerisce ulteriormente la scena già in ogni caso splendida. Se non lo avete ancora visto, andateci, dubito che abbiate potuto vedere qualcosa di simile! Ribadisco il mio voto 10!


THE HELP – FILM di Tate Taylor

Ma che bel film. Lo dicevano in molti ed ora posso confermarlo con certezza, è davvero un gran bel film. La storia si svolge in Missisipi. Un ragazza, figlia di bianchi, decide di raccontare la vita nelle case attraverso i racconti delle ragazze di colore che lavorano come aiuto presso le famiglie, The Help appunto. Cucinano, puliscono, riordinano e crescono i figli dei bianchi. Scene di ingiustizie, di razzismo, di coraggio e di tenerezza. Un film che rivedrei volentieri perchè ti fa stare bene. Se non sbaglio tratto da una storia vera divenuta un best seller. Voto 8.

sabato 19 maggio 2012

19 Maggio 2012 - Al concerto dei Negramaro


Ciao Milaaaano! Grazie Milaaaaano! Sono andata a questo concerto con un’aspettativa elevata e mi ha un po’ deluso. Musica talmente alta che il rimbombo impediva di avere una buona acustica, non si capivano le parole delle canzoni! Che peccato! Non le conoscevo tutte, quindi mi è dispiaciuto parecchio. Possiamo dire che Giuliano sembrava un po’ demotivato? Sei di fronte a 10.000 persone ce lo vogliamo mettere un po’ di impegno? Cantavano meglio i ragazzini di Amici... il che è tutto dire. Aggiungo anche che ha distribuito sapientemente un bel po’ di demagogia, chiedendo al pubblico cose ne pensava della televisione, parlando di politica e di crisi. Ma canta vah, non fare politica, non sei mica Guccini, ecco la mia vena polemica. Una cosa carina è stata l’apparizione dopo mezz’ora dall’inizio di Ficarra e Picone che hanno recitato un pezzo sulle donne molto conosciuto di Giorgio Gaber. Sono stati bravi, una bella sorpresa. Giuliano comunque si muoveva parecchio sul palco ed in effetti ci ha ricordato un bel po’ Checco Zalone che ne fa l’imitazione. Nei pezzi scatenati si agitava come un tarantolato: ti metteva di buonumore perchè era impossibile non ridere! Memorabile comunque Tre minuti, tutti a cantare, certe canzoni rimangono in effetti. La cosa che mi ha colpito del concerto, e che mi colpisce dei concerti in generale, critiche a parte, è immaginare cosa si deve provare a trovarsi di fronte a 10.000 persone che ti osannano. Si scusate, ho un momento di delirio di onnipontenza. Comunque dire: “Ciao Milanooooo!” e sentire il boato della folla deve essere decisamente emozionante. Ti fa sentire Dio probabilmente per un paio di ore e poi una scarica di adenalina immensa che ti carica come un salmone che risale la corrente, per almeno una settimana! Intendevo dire dio per una settimana non un salmone che nuota in salita per una settimana.... però magari vale per entrambe le situazioni. Mi è capitato una volta di essere davanti ad un pubblico ed era in Francia durante il nostro spettacolo teatrale, sera della prima. Solo che c’erano 50 persone compreso il sindaco del villaggio, non 10.000, ho avuto adrenalina per tutto il week end! ;-)

LE PRENOM – Film di A. De La Patellière & M. Delaporte


Film visto a Parigi che dubito arriverà mai in Italia, ma nel caso ve lo consiglio vivamente. E’ un film a cui do un 10, uno dei più belli che io abbia visto negli ultimi 10 anni. Avete presente Carnage? Ecco, un carnage evoluto e in chiave ironica. E’ tratto da una piéce teatrale e si svolge interamente in un salotto. Una sera a cena si incontrano i seguenti personaggi: marito e moglie, proprietari della casa in cui si svolge la cena appunto, un loro carissimo amico all’apparenza gay e un terzo amico bontempone del quale si attende nella prima parte della serata la moglie incinta, in quanto trattenuta da un impegno di lavoro. Nel momento in cui si comincia a parlare del nome del nascituro, alla risposta del futuro padre che il figlio si chiamerà Adolph, parte una simpatica discussione con un ritmo di battute entusiasmante, che degenera però lentamente in una litigata colossale e nella scoperta dei più reconditi segreti dei partecipanti che rischierà di sfasciare la loro amicizia storica. A parte il fatto che faccia ridere, perchè ci sono dei botta e risposta davvero esilaranti, c’è una bella morale di fondo relativa a senso dell’amicizia, rispetto, cameratismo, visioni politiche e morali che a volte facciamo uscire nei momenti meno opportuni. Come ho già detto voto 10.

RADIOSTAR – Film di Romain Levy



Anche questo è un film francese molto carino ma non allo stesso livello di Le Prenom. Si tratta di un gruppo di ragazzi che lavora per la prima radio di Francia. Ad un certo punto la radio passa al secondo posto in quanto ad audience e i “disperati” sono convocati dal super capo che li minaccia di licenziamento se non torneranno ad essere i primi e c’è un solo modo per farlo: partire in tournée ed incontrare ad uno ad uno i loro ascoltatori nelle varie piccole cittadine di provincia. A loro si aggiunge un nuovo elemento, uno scrittore di testi, geniale nella creazione quanto negato come speaker. Sarà in grado di scrivere per loro le parti più divertenti e di far tornare la radio in prima posizione? Belle musiche e bei personaggi. Devo dire che sono partita con un’aspettativa molto alta avendo in testa I love radio rock, un film che ho amato tantissimo. Non è a quel livello ma è divertente e leggero. Voto 7.

MARIGOLD HOTEL- Film di John Madden



Film inglese davvero carino. Una delle protagoniste è la splendida Judy Dench. Il film affronta il tema dell’impossibilità economica delle persone anziane di affrontare la vecchiaia in patria, ragion per alcuni decidono di trasferirsi in questo splendido hotel in India. L’hotel in realtà non è così meraviglioso come lo dipinge il depliant e le persone che alla partenza non si conoscono si ritrovano in quel luogo e fanno nascere nuove relazioni o ne interrompono di esistenti. Amicizia, amore, ricerca, misteri e simpatia pervadono questa pellicola davvero dolce e delicata. Inglesi e francesi su questi temi sono centanni avanti a noi. Voto 8. Un film che ti fa uscire dal cinema col sorriso sulle labbra.

MOSTRA DI MODIGLIANI - Pinacoteque de Paris


Certo che andare in Francia per vedere una mostra di Modigliani mi rende piuttosto nervosa... comunque il nervo mi è passato in fretta perchè era davvero splendida. Modigliani, Soutine e la leggenda di Monteparnasse. Si tratta dell’esposizione del collezionista Jonas Netter, che si appassionò a Modigliani e che decise di investire i suoi averi in questo pittore in cui credeva profondamente. Ma non fu la sua unica scoperta, dopo Modigliani ci fu Soutine, Utrillo (meraviglioso), Kisling e Valadon, quest’ultima davvero una splendida pittrice. E di tutti ci sono opere emozionanti nelle sale organizzate per autore appunto. La vita di questi artisti è infelice, dura, amara spesso dolorosa e ingiusta. Per fortuna collezionisti come Netter permisero al mondo di scoprire la loro esistenza e le loro maestose opere e di questi artisti riuscirono ad essere anche amici preziosi.

martedì 15 maggio 2012

15 Maggio 2012 - La Svolta

Mi sono resa conto che è da molto che non scrivo. Poco tempo a disposizione forse? O invece è una scusa, di tempo ne ho avuto sempre poco e sono sempre riuscita a scrivere? Blocco dello scrittore? Più probabile. Black out creativo? Anche. Insomma tutta una serie di ragioni personali e non, che hanno fatto in modo che gli intervalli tra un post e l’altro fossero sempre più lunghi. Così facendo inoltre mi si accumulano un sacco di cose da recensire e diventa sempre più difficile tenere il passo e recuperare. E quando lo faccio comunque sono in ritardo!
Ho deciso che da oggi si cambia.
Il blog deve essere è una creatura vivente. Giorno dopo giorno deve respirare, tenere il passo, aggiornare, mantenere vivo l’interesse e i contatti. Non è un archivio da aggiornare è un filo diretto. Questo significa che non avrò sempre e per forza cose da ridere da raccontare. E non avrò sempre cose serie. Saranno cose, varie, vive, diverse. Saranno fatti, anime, persone, opinioni, ricette? Anche. Articoli, rabbia, sogni o racconti. Non cambia la natura di questo blog. Resteranno sempre e comunque anche le recensioni, e come sapete chiunque voglia scrivere e mandarmele è liberissimo di farlo.
Chi continuerà a seguire il blog vedrà e valuterà. Non manderò più la mail di aggiornamento, quindi se volete seguire iscrivetevi qui sotto come lettori, molti di voi lo hanno già fatto e li ringrazio. Basta creare un account google e inserire la mail dove vorrete ricevere gli aggiornamenti e il gioco è fatto.
E per ora buona notte. E come promesso a presto. Qua sotto.

26 Aprile 2012 – Parigi e il cuore

Dal gennaio 2010, mese del mio rientro definitivo in Italia, diverse sono le volte che mi hanno visto tornare a Parigi, questa città che mi ha dato e tolto così tanto. Ogni volta l’emozione è la stessa e le sensazioni davvero intense. Milioni di ricordi si affollano nella mente. La sera, le strade sono pervase da una luce giallognola che ho visto solo qui, che dà ad una strada un calore che mi entra nell’anima, una sensazione di passione che ha qualcosa di erotico, di sensuale. La città più bella del mondo. Sì per me sarà sempre questo. Niente potrà farmi cambiare idea, la amo come si ama un uomo che ti ha fatto arrivare così in alto nel cielo da toccare le galassie con un dito. E la cui mancanza ti fa precipitare nel più profondo dell’oceano dove non esistono creature viventi e il buio è tale da opprimere il petto, perchè il buio è dentro di me non fuori. Un uomo ed una città che rimarranno per sempre nella mia anima, perchè quell’uomo in quella città è venuto pochi mesi prima e le vie che ha percorso insieme a me ancora risuonano del rumore di quei passi e del profumo del suo maglione. Gli angoli più sconosciuti esplorati a piedi ti riportano alla mente risate ed emozioni che mai potranno scomparire e che nell’istante in cui li ripercorri rivivono come gnomi delle fiabe che appaiono al pronunciare della formula magica. I ricordi si fanno vivi quando meno te lo aspetti, ti fanno tremare le gambe, ti stritolano lo stomaco e ti lasciano senza fiato, sopravvissuta fino al prossimo inatteso assalto. Questa è la vita.
Amo entrambi ancora. La città e l’uomo.

mercoledì 4 aprile 2012

TUNE YARDS – Tunnel

Questo concerto è stato proprio carino. La cantante è americana, del Connecticat. Simpatica, una bella voce ed un ritmo originale. Il concerto è stato aperto da un gruppo che faceva musica allucinante e di cui vorrei ricordarmi il nome per permettermi di evitarli, ma purtroppo non me lo ricordo. La musica era tipo di coperchio delle pentole che cade a terra. Armonioso come un rumore insomma... Lei invece è stata bravissima. Le canzoni sono orecchiabili ed originali e vedere qualcuno che canta così da vicino è piacevole ed emozionante. Voto 8. Da ascoltare! Ve la metto!

Ps. Un aneddoto, la sua canzone Gansta è stata usata come colonna sonora della seria tv The good wife (tra le mie preferite) e un’altra canzone è la colonna sonora del Bberry Torch in America!

QUASI AMICI – O. Nakache & E. Toledano


Il più bel film che io abbia visto negli ultimi anni. Mi duole dirlo ma quando i francesi si mettono a fare film su tematiche difficile sono eccezionali. Il film è ispirato ad una storia vera e parla di un paraplegico che assume come badante uno sbandato di strada. Tra i due nasce una strana amicizia. Il film è spettacolare perchè non c’è la benché minima traccia di pietà, è davvero divertente nonostante il tema e c’è l’abilità di trattarlo con leggerezza pur senza nascondere il problema. Voto 10. Poche volte è stato così piacevole essere al cinema, ridendo ed emozionandosi allo stesso tempo senza scene diabetiche.

PARADISO AMARO – G. Clooney


Film molto bello e intenso, ma anche di una tristezza importante. Quindi se siete depressi e avete appena perso qualcuno forse meglio scegliere un altro film. Lui è bravissimo. Impressionante come l’abbigliamento e i capelli possano trasformare un sex symbol di proporzioni mondiali in un cinquantenne sfigato e impacciato. Il tema trattato è importante, il testamento biologico. Ovviamente tematica che in Italia si fa fatica a considerare. Tutto succede nel contesto di una famiglia piena di problemi, di due figlie di cui nessuno si occupa e con la scoperta che la moglie tanto amata (scoperta che avviene solo quando è troppo tardi) forse tutto questo amore non lo corrisponde.... Voto 7. Bel film.

LA TALPA – Film di Thomas Alfredson



Questo film è stato tratto da un famosissimo libro con l’omonimo titolo di John Le Carré. Proprio stamattina sentivo una replica del programma di Linus e ne stava parlando con di un film grandioso. Da come descriveva la sua visione mi sono resa conto che avremmo potuto essere al cinema nello stesso momento: parlava di una domenica pomeriggio, spettacolo delle 17.30, in un cinema old style di Milano (l’Arlecchino appunto) e circondato da persone abbastanza agées. Ecco! Allora eravamo lì la stessa domenica! Domenica scorsa appunto! Comunque, a parte questo dettaglio logistico il film è bello.
E’ bello se riuscite a capire cosa succede durante le due ore e chi è la talpa! Vi dico solo che quella davanti a noi era convinta che le spie del gruppo fossero russe... e pensare che a me erano sembrati davvero inglesi. E infatti avvo ragione. Comunque il capo del servizio segreto inglese viene costretto alle dimissioni per il fallimento di una missione che ha qualcosa di strano a suo parere. Anche il suo fedele secondo viene costretto alle dimissioni, ma quest’ultimo viene poi convocato dal sottosegretario di governo e riassunto il segreto per indagare sulla presenza di un’ipotetica talpa. Come diceva Linus (cito fonte autorevole) non è un film di azione ma un film di suspance e poi non potete perdere un solo secondo se volete capire quello che succede, sapendo che anche in questo caso non capirete che il 90%! Gary Oldman è magistrale. Di norma è un attore che mi piace molto e che di solito intepreta parti da cattivissimo. In questo caso... scopritelo voi, comunque straordinario. Voto al film 7 ½.

PRISCILLA THE QUEEN OF THE DESERT – Musical

Bellissimo e divertente. Voto 10 ai costumi che sono davvero meravigliosi. In termini di qualità delle voci mi è piaciuto più Sister Act, perchè essendo cantato prevalentemente da donne è più toccante. Ma le canzoni di questo musical sono spettacolari in quanto cult degli anni ’70, note a tutti e cantate con l’ausilio di costumi di scena che sono spettacolari e sorprendendi. Il pezzo da novanta è la scarpa gigantesca tempestata di luci e paillettes sulla quale loro si esibiscono. Per passare una serata in leggerezza è perfetto. Voto 8. Mi è piaciuto esattamente come l’altro anche se per ragioni diverse.

SISTER ACT – Musical tratto dall’omonimo film

Bellissimoooo! Ovviamente per me niente sarà mai al livello di Notre Dame de Paris però questo musical è molto molto carino. I costumi sono fantastici, un’esagerazione di paillettes che è perfettamente intonata con il tono del musical e poi una protagonista femminile molto brava.
Il film mi diverte sempre e penso di averlo visto almeno 30 volte, giusto un paio di meno di Pretty Woman. Vedere e ascoltare Woopy Goldberg cantare mi mette sempre di buonumore e questo spettacolo riesce a farmi lo stesso effetto perchè non è solo cantato ma anche recitato con spirito e glamour. Sono entrata scettica e sono uscita sorridente, direi già un bel cambiamento. Le canzoni sono molto original e il pezzo il cui le suore da stonate senza speranza diventano una corale di tutto rispetto è esaltante (nel senso che esalta, sono brava a passare dal minimo al massimo con una carica di simpatia irresistibile). C’è la suora cicciottina che si scatena a sentire un jubox e la suora novizia timida e impacciata ma con una voce grandiosa. Il tutto condito da costumi splendidi che fanno venire voglia di indossarli. Voto 8. Andate a vederlo se non lo avete ancora visto!

QUARTET – Spettacolo teatrale di Heiner Muller regia di Amedeo Romeo

Era da un po’ che non andavo a teatro e questo ritorno in un piccolo teatro d’avanguardia è stato davvero piacevole. 8 donne e 4 uomini che interpretano il Visconte di Valmont e la Marchesa di Merteuil. Come nelle relazioni pericolose, è la fine di una storia d’amore tra un uomo e una donna. I dialoghi tra loro sono di una durezza esasperata, volgari senza l’utilizzo di neanche una paralaccia, eppure riescono a dirsi cose irripetibili, orrende, di una cattiveria inaudita. Il conte ormai pensa ad una nuova vittima, la nipote illibata della marchesa e ancora a dirsi altre cattiverie e altre brutture. Questo prendersi e rilasciarsi è un processo perpetuo, che si ripete oltre la morte, come se nulla finisse all’arrivo della dea con la falce. Grandiosi i protagonisti, sono riusciti a rendere con grande realismo il dolore, l’odio, la cattiveria di una relazione finita. Voto 10. Davvero bellissimo e intenso, peccato abbiamo recitato per sole 3 serate! Quando lo rifate?

TUTTO PER AMORE – C. Dunne

Carino questo libro anche se non io non molto favorevole alle storie d’amore. La protagonista una mattina lascia casa sua e tutti i suoi amici e parenti per recarsi in luoghi lontani dove ha lasciato qualcosa di incompiuto. Lascia anche il suo compagno che stava per chiederle di sposarlo e disperato si mette alla sua ricerca tentando di capire cosa sia successo. Si ritroveranno? E’ perchè è partita così all’improvviso senza spiegazioni? Quale misterioso segreto nasconde? Carino il viaggio. Anche perchè parla dell’India. Voto 6,5.

IL GATTO PARLA – Bash Dibra

Questo libro mi è stato regalato da mia mamma a Natale ed è stata una piacevole lettura. E’ un manualetto su come interpretare il comportamento del gatto e su come provare ad addestrarlo affinché possa fare alcune cose. Onestamente l’ultimo dei miei desideri è quello di addestrare un gatto però, siccome parlava anche di come farlo abituare al guinzaglio mi sono subito interessata! Vi lascio immaginare quale possa essere l’effetto di queste attenzioni sulla Lellina. Tutto inutile al momento, si limita a camminare con il collare a pettorina. Quando le metto il guinzaglio si butta al suolo su un fianco a peso morto ed è impossibile farla muovere se non glielo si toglie. Ma non desisto. Prima o poi magari ci riesco! Il libro è scorrevole e divertente, con aneddoti ed esempi. Voto 8.

NATI DUE VOLTE - G. Pontiggia

Questo libro ha per me un doppio significato. Per prima cosa la persona che me lo ha regalato conosce questo problema molto da vicino e poi me lo ha regalato per aiutarmi a capire meglio i miei sabati mattina al Besta. Nati due volte parla del rapporto di un padre con il suo bambino disabile e di come questi bambini vengano considerati nati due volte: la prima volta che li vede impreparati al mondo e la seconda affidata all’amore e all’intelligenza degli altri. La bellezza di questo romanzo è che è tutto tranne che pernenista. Questo padre, per una buona parte del libro, fa fatica ad accettare i limiti del figlio. Non ce la fa. Litigano spesso. Si sfidano. Poi qualcosa cambia. Qualcosa gli fa capire quanto è speciale questo bambino e quanta forza e coraggio ci vuole ad essere un figlio disabile e non sono il genitore di un disabile. E’ un libro splendido. Non c’è il lieto fine che vi aspettate, un disabile non guarisce. Ma c’è pur sempre un lieto fino. Questo meraviglioso bambino me ne ha ricordati tanti che vedo passare da via Celoria che ammiro, che mi danno tanto e che talvolta mi fanno sentire ancora più smisurato il mio senso di impotenza. Voto 9.

FACCE DA SCHIAFFI – M. Carzaniga

Carino questo libro e divertente. L’autore è un giornalista ventottenne di Milano che si presenta come segue: giornalista e altre cose cialtrone per le quali si meriterebbe molti schiaffi. Ha 28 anni e vive a Milano.
Nel libro sono descritte numerose facce da schiaffi catalogate per categoria! Social life, status symbol, politics, 2.0 (soprattutto zero) e top five! Insomma se volete qualcosa di leggere e volete capire quanti schiaffi dare a seconda della faccia. Carino. Voto 7. Andato via in 2 giorni!

UN LUOGO INCERTO – F. Vargas

In vacanza non ho solo guardato film, perchè come potete immaginare in barca non era possibile. Però ho letto abbastanza. Vargas non mi delude mai chiaramente e soprattutto quando c’è il mio adorato commissario Adamsberg. Questa volta il nostro commissario si trova in Inghilterra per una riunione con i colleghi di 23 paesi diversi ma proprio in quel giorno vengono ritrovati 17 scarpe, che non sembrerebbe una cosa particolarmente grave se non se fosse che all’interno ci sono 17 piedi. 8 paia di pied ed uno scompagnato. Nello stesso momento si trova coinvolto anche in un sospetto ritorno di un vampiro di nome Peter Plogojowitz, la cui tomba è avvolta da terrore e mistero. Due cadaveri fatti a pezzi. Ma non per dire. Fatti a pezzi con un oggetto strano che li ha ridotti letteralemente in briciole. Chi ha potuto ordire un omicidio di così rara violenta? E quale ne è la ragione? Voto 8 come al solito. Mentre leggevo non prendevo lezioni di barca... la cultura ha sempre la priorità per me!

lunedì 13 febbraio 2012

KOH CHANG – E l’allegra brigata.

Quest’anno ho deciso di scampare al dramma delle feste e quindi ho prenotato una vacanza in una località facilmente raggiungibile dall’Italia: ARCIPELAGO DI KOH CHANG, Thailandia.
In questa simpatica avventura ho avuto la fortuna di essere accompagnata da una prode cavaliera nonchè amica: Giuliana. Donna che conoscevo come esempio di gran classe, mondo, cultura e cucina e che ho riscoperto in qualità di mozzo, up and down con l’ancora. La prima volta che il capitano le ha chiesto di occuparsene, ha tirato su una rete piena di mostri di Lockness e immondizia. Ho visto questa donna sventrare dei tonni e ho percepito essere pronta a tutto per l’aperitivo a base di birra delle 7 accompagnato dal platano fritto, compreso inviare sulla terra ferma parte dell’equipaggio per non dover condividere le scorte. Proprio vero che le persone non le conosci se non nei momenti di difficoltà. Comunque siamo più amiche di prima non è da tutti avere in barca Carlo Cracco nella gestione della cambusa.
Abbiamo leggermente sottovalutato il viaggio per arrivare. Volo da Milano Malpensa a Singapore 12 ore, volo da Singapore a Bangkok 2,5 ore, volo da Bangkok a Trat 1 ora circa. I tre voli seguiti da un pulmino, un traghetto, su cui è salito il pulmino e un pulmino di nuovo. Dopo solo 24 ore di viaggio siamo arrivati alla marina di Koh Chang in uno stato di degrado fisico abbastanza elevato e abbiamo affrontato la prima, di innumerevoli cene, a base di pad thai, gli spaghetti locali saltati e cucinati con l’aggiunta di pesce o carne. Direi che abbiamo mangiato pad thai per circa 14 giorni, ormai totalmente assuefatti ci è stato impossibile ordinare altro in seguito.
Prima di cominciare però vorrei descrivervi l’allegra brigata dei compagni di viaggio, che è la cosa che ha reso la vacanza indimenticabile in effetti. Siamo in nove in barca, compreso quello che all’inizio della vacanza chiameremo con grande rispetto Il Capitano e che alla fine si vedrà il titolo storpiato in mille declinazioni. Cominciamo proprio da lui.
Alessandro, il capitano. Si tratta di una vecchia conoscenza. E’ lui che mi ha fatto il corso di primo mare, nonostante questo ha deciso di avermi comunque sul suo catamarano. Talvolta alcune scelte non si spiegano, ma credo che la sola e vera ragione per la quale si fa carico della mia persona è alcolica. No, non ha bevuto, aspetta di bere il limocello 80° che ho stipato nella valigia e che attraverserà il mondo per accompagnarsi a noi. Adotta un comportamento molto liberale nella gestione del mezzo, organizza corsi di formazione con tematiche differenti: Origini e sviluppi dei nodi di bordo, Gestione a coppia dell’ancora elettrica (stile carabinieri, una la butta giù e una la tira su), Evoluzione del parabordo. Non so se notate con quale proprietà di linguaggio nomino le parti della barca, sembro un’altra persona, avrò pure imparato qualcosa no? Ha una visione abbastanza maschilista del mondo, pretende che le donne della barca a turno gli spalmino la crema solare mentre fissa l’orizzonte alla scoperta di nuovi mondi, sembra Capitan Findus. In un momento di delirio di onnipotenza vede trasformarsi il suo titolo da Sua Eminenza (così gli piace farsi chiamare) a Sua Assurdità. A volte gli onori decadono con la convivenza.

Daniela, la scienziata. Dopo pochi giorni ci rendiamo conto di avere in barca una scienziata. Non è da tutti. Stiamo facendo una lezione di navigazione, su paralleli e meridiani e lei improvvisamente domanda: ma quale è la latitudine (o longitudine non so! Io non so neppure dove sta Assago rispetto a Milano) a cui stiamo navigando? Il capitano risponde xxxx...xxx 12 gradi nord. E lei? Solo? No scusa, solo rispetto a cosa? Solo che? Ma che razza di domanda stai facendo? Non contenta aggiunge: pensavo fossimo almeno a 15° o 17°. Tutti ammutoliti. E le chiediamo una spiegazione. Lei serafica risponde: “Ho dato un’occhiata all’atlante prima di partire per scegliere bene il livello di protezione della crema solare, perchè a seconda della latitudine sceglievo una protezione diversa”. Ah sì certo. La spiegazione è ancora più agghiacciante della domanda. Lasciamo perdere, va bene così. Non è pericolosa. Tutti viaggiano con un romanzo o dei racconti o delle riviste, lei si accompagna ad un volume di enciclopedia: Vita nel mare. Al momento opportuno sfodera la pagina che parla di sirene e cetacei. Inquietante.
LA FAMIGLIA. Prima di partire scopro di viaggiare con una famiglia e già ci viene il cimurro: avere in barca una quindicenne svitata o un dodicenne ribelle che combatte contro i brufoli sarà un incubo. Invece i due famigerati figli hanno lei 34 anni e lui 27. Li amiamo subito. Ve li presento.
Ale piccolo. Soprannominato tale data la sua età, non la statura, per distinguerlo dal Capitano, Ale grande appunto. E’ il coccolo della barca. In men che non si dica, alla terza sera, dopo la seconda birra diviene il Maestro. Le sere saranno caratterizzate dalle sue lezioni su come gestire il BDF: Barracuda da Figa (scusate il termine, ma la censura non ha diritto di intervenire). Non come evitarlo, ma come riconoscerlo, usarlo e gestirlo senza conseguenze. Usciremo da questa vacanza con un simpatico vademecum di 10 regole che vi andrò ad indicare in seguito che ci hanno permesso di ridere senza sosta dalle 23 in poi, dalle 7 del mattino in poi. Pause pranzo e momenti meditativi a prua. Ha passato la vacanza a rifiutarsi di mangiare il pesce fresco pescato o comprato a causa di Fukushima. Ci considera ormai radioattivi. L’unico a mangiare il pad thai col prosciutto cotto invece che con sea food. Coerente.
La sorella, Teresa. Dotata di patente nautica è stata la vittima preferita del capitano a cui non pareva vero di avere qualcuno che capisse i suoi discorsi di gradi, latitudini, longitudini e rotte. Anche lei influenzata forse dal suo maschilismo, prima di tutto si riufiuta di spalmargli la crema e in occasione di una discussione sugli uomini che cucinano, originata da una lezione del maestro, dichiara con una certa sicurezza: un uomo che cucina mi sembra gay. Le femmiste dell’isola si sono suicidate strangolandosi con un grembiule da cucina arrotolato.
Giovanni, il babbo. Giovanni è l’uomo gommino o tender o gommone che dir si voglia. Non appena il catamarano si ferma lui parte in quarta all’assalto dei pescherecci nelle vicinanze e torna vittorioso con del pesce fresco, che rifila alle donne della barca per essere cucinato. Una volta l’ho seguito nella negoziazione, è riuscito a scambiare delle seppie deliziose con della fanta thai dal gusto chimico di plastica zuccherata. Un oscar al negoziatore. Lo abbiamo amato di meno quando è tornato con un sacchetto di piccoli pseudo tonni, una trentina. Abbiamo passato 2 ore Giuliana, Emanuela ed io a sventrarli a poppa, sangue a fiumi, interiora, polmoni, fegati.... una scena disgustosa. Ovviamente per due giorni le nostre mani hanno avuto profumo di gelsomino. Da dimenticare. Mai fatto neppure a Milano neppure sotto tortura, confortate dal perfetto pesce pulito dell’Esselunga. Ma si sa, la vacanza è natura. Cotti al forno con aglio e olio. In più rate. Non riuscivamo più a liberarcene. Questo ha reso impossibile per quella sera al capitano di dormire senza incubi marittimi nella dinette puzzolente.
Emanuela. Compagna di Gianni. Santa donna. Sempre di corvée in cucina, con me e Giuliana. Dotata di 23 o 24 creme solari diverse è riuscita a rispondere alle esigenze di tutti in barca: protezione 40 resistente all’acqua gusto caffè, protezione 23,5 con antizanzare e filtro antiparticolato, protezione 17,5 senza profumo con cristalli di quarzo. Al terzo giorno aveva l’eritema! Secondo Ale piccolo causa: Fukushima.


Monica. La dottoressa, nel senso che è medico, ci arriva in barca un po’ acciaccata, si è rotta un costola qualche settimana prima e quindi non può nuotare. Durante la vacanza le si spaccherà anche un’unghia, una vera tragedia. Ma la cosa più tragica è stata riporla nel portafoglio per riportarla a casa. Essendo lei una professionista ballerina di tango, impossibile esibirsi senza. Comunque, nonostante la costola e l’unghia, viene calata regolarmente in acqua e attaccata ad un salvagente trainato dal coraggioso e poderoso capitano, questo le permette di seguirci in tutti gli spostamenti, dove non arriva il capitano arriva Giovanni col gommino. Siamo una squadra fortissimi! E’ l’unica che ha una conoscenza della barca approfondita ed è grazie a lei se Giuliana ed io riceviamo una traduzione per marelesi degli ordini del capitano.
Giuliana. Abbiamo già parlato di lei prima. E’ la capo cuoca della barca. Il Vissani d’oltreoceano. Organizza noi aiuto cuochi permettendoci di sfidare l’altra barca in prove aperitivo degne di masterchef. Ha un solo momento di defaillance: In navigazione, colta da un eccesso di zelo, rischia di essere tirata in acqua da un buiolo disobbediente. Giuliana salvata, bugliolo perso! Se non sapete cosa sia un bugliolo andate a cercarlo. Abbiamo passato il resto della vacanza a lavare il ponte coi bicchieri di carta.
Io. Lo che mi conoscete già, però vorrei aggiungere un dettaglio che mi pare di rilievo. Durante questa vacanza ho manifestato una particolare attitudine alla discesa e salita in gommone. La mia performance migliore si è prodotta al giorno 1 di fronte fortunamente o sfortunamente solo al Capitano. Nella discesa sono caduta rovinosamente all’interno (che botta di c...) del gommone, al rallenty, percorrendo praticamente tutto il bordo con la schiena. Momento indimenticabile. Questo ha reso la mia attività leggendaria al punto da meritare l’attenzione di tutto il gruppo ad ogni riverificarsi dell’arrembaggio del tender: 16 paia di occhi concentrati a fissarmi in attesa di scivolate varie che si sono puntualmente verificate. Rimane ancora nella memoria di tutti la lezione di discesa nel gommino del capitano con la seguente indicazione: “ Devi mettere il peso sulla gamba che sta davanti quando la alzi per scendere”. “Eh?” Un rapida analisi mi fa comprendere che la gamba davanti è quella sospesa in alto nell’atto del passo. Quindi? Se è sospesa come diavolo ci metto il peso sopra? E mi sento molto Karate Kid nella prova del calcio. Tutti lo guardiamo allibiti, ma nessuno osa fare domande, è pur sempre il capitano. Io continuo a cadere non essendo in grado di applicare il suggerimento. Il mistero del peso sulla gamba sospesa verrà affrontato nella puntata di settimana prossima di Kazzenger.
Bene, la vacanza comincia, e tutti siamo un po’ guardinghi cercando di scoprire qualcosa di più dei nostri compagni di barca. Soprattutto del ragazzone alto e timido (mai valutazione fu più errata, ma lo scopriamo presto) che la seconda sera, con un tasso alcolico importante comincia a parlare del barracuda da figa. La sua premessa è la seguente: “Quello che vi sto insegnando, non è come evitare il barracuda, bensì come riconoscerlo e saperlo gestire senza dolore.”.
La prima lezione ci spiega che ci sono due tipi di uomini, il barracuda di cui parleremo fra poco e il modello Cicciandron. Carino, questo nome che si è inventato! E invece no. Non è un’invenzione. E’ il nome del suo amico del cuore che è stato distrutto da una malefica donna. Lui è l’antitesi del barracuda. Un uomo finito, rovinato, una larva di uomo secondo il maestro. Proviamo a rassicurarlo, dicendogli che è giovane e che ci saranno altre cose, ma lui ci zittisce con una metafora illuminante: Ciccia è come una Lamborghini che ha avuto un incidente, non tornerà mai più come prima. Ostia, un filosofo a ventisette anni, sorprendente! Intanto siamo tutti sdraiati a prua a guardare le stelle cadenti nella speranza di vedere esauditi almeno un centinaio di desideri. E proprio sul più bello, quando una magnifica scia nel cielo ci fa sorridere di gioia, interviene Daniela a farci tornare coi piedi per terra: “Il desiderio non vale se non si è espresso nell’esatto instante in cui si è generata la scia della stella cadente”. L’orrore scende sulla barca, nessuno di noi è stato così veloce e non lo saremo mai per tutta la vacanza. Non siamo credenti, eppure questa nuova regola riesce ad insinuarsi in noi, Daniela lo avrà letto sull’enciclopedia, è scientifico. Scopriremo troppo tardi che Daniela e il Capitano passeranno gran parte del loro tempo a inventarsi regole nuove e complicate per ogni cosa che deve accadere o avverarsi! Guastafeste!
Torniamo al barracuda. Innanzi tutto il primo incontro col barracuda non deve durare più di 17 minuti. Un tempo non troppo lungo per non lasciargli spazio, non troppo corto per creare un contatto. La prima lezione chiave è cosa scegliere da bere quando lui decide di offrircelo: sempre qualcosa di più alcolico di lui, perchè dobbiamo dimostrare che non temiamo nulla. Il barracuda deve capire che deve stare al suo posto. Poi non dobbiamo bere tutto, giusto per non finire stese morte sotto al bancone, ma intanto gli abbiamo dato un messaggio preciso. Insomma sembra di leggere un articolo di Men’s health al femminile. Women health. C’è una premessa, una cosa che non dobbiamo dimenticare mai è l’analisi del contesto. Se non faremo un’adeguata analisi del contesto saremo cibo per i vermi. Porca miseria.
Dobbiamo guardare il barracuda negli occhi e sapere bene cosa vogliamo da lui. Da qui la
Regola N. 1) Non devo farmi male. Il barracuda va riconosciuto a distanza, per evitare di cavare sangue da una rapa, di dimagrire da Mc Donalds o di fare una maratona sui tacchi. Noi veniamo prima di tutto, questo non va mai dimenticato. Grande il Maestro, include anche una lezione sull’autostima, ha solide basi. E noi sembriamo i fedeli alle prediche dei santoni negli stadi.
Regola N. 2) Mai limonare la prima sera. Rimandare tutto. Il barracuda deve rimanere a bocca asciutta e non avere capito che ha delle chances. Lasciarlo crogiolare nell’insicurezza.
Regola N. 3) Se non ce n’è non ce n’è. Profetica. Non avevo capito che avessimo in barca un personaggio della levatura di Seneca o Platone. Questa regola è sintentica ma geniale. Insomma, dobbiamo capire se il barracuda non è interessato, anche se questo ferirà la nostra autostima, perchè spesso facciamo finta di non capire, ecco due esempi pratici della regola numero 3.
                      Comma 3.A. Il barracuda dice: “Ci sentiamo domani per un aperitivo” e non chiama. E’ evidentente immediatamente: non ce n’è. Evitare di giustificarlo con un: il cane gli avrà mangiato il telefono, la Vodafone è fallita forse, avrà scritto il numero sbagliato... no, semplicemente NON CE N’E’!
                      Comma 3.B. Il barracuda dice: “Ci sentiamo, ti chiamo io prossimamente”. Se non chiama entro le 24/48 max significa che NON CE N’E’. Fatevene una ragione vale ciò che abbiamo appena scritto sopra relativamente alle autogiustificazioni.
Regola N. 4) Non andare dove ti porta il cuore, va dove ti dice l’Ale piccolo. E qui abbiamo un attimo di dubbio. Cioè? E lui: possibile che il cuore vi porti sempre dove sta il membro (censura) del barracuda??? Dovete proteggervi dal barracuda, quello che vi insegno serve per pilotare il barracuda, non per farvi sbranare da esso che è ghiotto di f..a, appunto! Non fa una grinza.
Regola N. 5) Non trattiamo un sospetto “non barracuda”, un uomo all’apparenza normale, come nostro amico. E perchè mai? Perchè prima di tutto non si può mai escludere che sia un barracuda. E perchè per noi donne è troppo difficile riconoscerlo senza il dovuto allenamento e rischieremmo così di finire nella rete come tonne.
Regola N. 6) per mia madre che sta leggendo, passa direttamente alla regola 7. Scusate ma devo mettere delle censure pur essendo solo l’ambasciatore, lo scrivano, incaricato di diffondere il verbo per salvare delle ignare ed indifese donne. Dunque regola N.6) Impariamo a fare il sesso orale (ovviamente in barca non è stata usata una terminologia prettamente scientifica, bensì linguaggio da porto per dovere di cronaca).
Due domande chiave: Come? Guardare i video di una nota porno star, tale Jenna Jameson, chiaramente sconosciuta a tutte le donne della barca, invece gli uomini hanno ammiccato.
Quando? Sempre, sesso orale a nastro, in ogni momento della giornata!
Regola N. 7) Ad ognuno il suo ruolo. Non bisogna soffocare l’altro. Non si devono perdere le amicizie, se si vuole uscire si esce. Non bisogna perdere autonomia e indipendenza perchè il barracuda in quanto tale è una presenza effimera, oggi c’è e domani quasi sicuramente non ci sarà più. E il fatto di sapere che facciamo lo mette almeno un po’ in apprensione.
Regola N. 8) Non più di 50 parole al giorno. Parlare di meno, praticare di più. Tanto un uomo più di 50 parole non le ascolta quindi tempo sprecato.
Regola N. 9) Se si litiga chi torna da chi? Non ha importanza. Fare sesso invece. Il sesso aggiusta tutto ed è molto meglio quando si è incazzati!
Regola N. 10) Mai smettere di guardarsi in giro. Diverse sono le ragioni ma permettemi una citazione illuminante: “Nothing lasts forever in the cold november rain.” Guns ‘n roses. Abbiamo già detto che il barracuda è effimero e precario, può scomparire da un momento all’altro e poi, molto importante, se si accorge che vi guardate in giro, questo lo mette in tensione e lo tiene allacciato.


Insomma, questo patrimonio scientifico, viene raccolto in circa quattro sere. A pancia in su a prua con cielo sereno o nuvoloso, fino alle 4 del mattino, con un bicchiere di limoncello, quello di cui abbiamo parlato prima e un sigaro profumato. Il maestro conclude dicendo: “Prima di aver parlato con me, andavate in giro come particelle impazzite. “ E’ evidente che è in un momento di delirio di onnipotenza. Quello che abbiamo capito è che alla fine per controllare un uomo l’unica cosa che serve è il sesso. Illuminante. Forse avremmo potuto arrivarci anche da sole!
Insomma un ultimo episodio importante da ricordare: il Capodanno. Come mai? Perchè lo abbiamo festeggiato tre volte. Direte voi: uno thailandese, uno italiano e il terzo? No. Non ci siamo. Ora vi spiego.

A dire il vero lo abbiamo trascorso cenando in un resort molto carino. Una cena di capodanno a base di pad thai. Come al solito. I gestori hanno preparato uno spettacolino, hanno vestito dei camerieri componendo grazie ad una lettera per ogni maglietta il seguente messaggio: HAPPY NEW YEAR 2012! Per un totale di 16 camerieri. Hanno sparato dei fuochi e poi ci hanno venduto delle lampade di carta, che una volta accese, grazie al riscaldamento dell’aria interna volano in aria e portano al cielo i desideri degli uomini. Non vi sto a dire che anche qui il Capitano e la Scienziata hanno cominciato ad enunciare nuove regole sulla validità dei desideri, minacciando anche che se non li avessimo ascoltati, avrebbero fatto volare in cielo un’ultima lampada col desiderio: “Vorrei che i desideri di tutti gli altri non si esaudissero”. Da veri bastardi insomma. Tutto ciò è molto carino, se non fosse stato per il fatto che si è verificato alle 23.40 ora di Koh Chang, dopo i fuochi hanno chiuso tutto, quind ben prima della mezzanotte, straordinario! Quindi Capodanno N. 1. Decidiamo a quel punto di spostarci nel resort di fianco che stranamente ha deciso di festeggiare allo scoccare delle 24, incredibile eh? Arriviamo giusto in tempo per il count dow finale e per comprare tre birre da dividere in nove e brindare al nuovo anno! Mai brindato a birra, però eravamo a piedi nudi sulla sabbia, in copricostume, donne leggermente truccate per la prima volta dopo giorni di vita selvaggia. Tutto ciò ha un valore inestimabile! Capodanno N. 2. All’una decidiamo di tornare in barca. Tiriamo fuori dal frigorifero l’unica bottiglia di champagne che abbiamo trasportato in valigia dall’Italia, ce lo dividiamo in 9 nei bicchieri di carta, davvero trés chic, scatta il terzo brindisi. Ore 01.13. Capodanno N.3. Spettacolare. A quel punto dopo una mezzora di ballo scatenato ci lanciamo in acqua per il bagno di mezzanotte, peccato che siano le 2 e mezza del mattino. Tanto abbiamo capito che in questa vacanza con gli orari non ci prendiamo.
Comunque, resta da dire una cosa. Che al momento del lancio delle lampade dei desideri, ad un certo punto ci siamo messi tutti insieme. Abbiamo acceso la piccola candelina interna, abbiamo retto la carta aspetto che l’aria calda la gonfiasse. Abbiamo accompagnato la sua salita fino a quando non era più possibile trattenerla con le nostre braccia e abbiamo espresso un unico desiderio collettivo: “Fa che si avverino i desideri di tutti...”.