Bellissimo. Ma in assoluto il libro più triste che io abbia letto in quarant’anni di vita. E’ una storia d’amore completa, totalizzante, insolita e intensa. La ricerca spasmodica di un figlio che non vuole arrivare e poi un viaggio a Saraievo a incontrare vecchi amici e poi…. E poi la guerra, dove tutto può accadere anche quello che la mente umana non può immaginare. La morte, l’orrore e la vita. Ma quale vita? Gemma torna a Saraievo 16 anni dopo con il figlio per raccontargli tutto quello che ancora non sa, di suo padre, di sua madre e del luogo dove è nato. Voto 8. E’ bellissimo, ma leggetelo solo se siete davvero, davvero profondamente felici! Altrimenti vi buttate dalla finestra. Racconti, recensioni e altre quotidiane amenità della vita in Lussemburgo!
domenica 10 aprile 2011
VENUTO AL MONDO – M. Mazzantini
Bellissimo. Ma in assoluto il libro più triste che io abbia letto in quarant’anni di vita. E’ una storia d’amore completa, totalizzante, insolita e intensa. La ricerca spasmodica di un figlio che non vuole arrivare e poi un viaggio a Saraievo a incontrare vecchi amici e poi…. E poi la guerra, dove tutto può accadere anche quello che la mente umana non può immaginare. La morte, l’orrore e la vita. Ma quale vita? Gemma torna a Saraievo 16 anni dopo con il figlio per raccontargli tutto quello che ancora non sa, di suo padre, di sua madre e del luogo dove è nato. Voto 8. E’ bellissimo, ma leggetelo solo se siete davvero, davvero profondamente felici! Altrimenti vi buttate dalla finestra. MINE VAGANTI – Film di F. Ozpetek
mercoledì 2 marzo 2011
SEMINARIO
No, non ho deciso di prendere i voti. Neppure quelli televisivi di Maria De Filippi. Non mettetevi strane idee in testa. Sono sempre la solita anticristo, con la propensione alla religione di una strega medioevale, solo che per fortuna i roghi li hanno proibiti, e poi oggi vanno di moda le escort!Dunque vado ad un seminario di Bilancio. Vi ho visto, ho visto il “cognato” di vomito che vi ha pervaso, l’occhio sgranato a guardare increduli qualcuno che ha deciso di sua spontanea volontà di fare una cosa che voi neppure sotto tortura vorreste affrontare. Eppure si, Nadia ha detto si al seminario di bilancio, forse con una buona dose di incoscienza, ammetto.
Meravigliosa meta di commercialisti, revisori dei conti, auditors e, nella migliore delle ipotesi, direttori finanza. Per entrare in quella sala come controller ho dovuto indossare davvero teste d’aglio e sfoggiare una croce per tenere lontani i vampiri che mi accusano di invadere il loro territorio lavorativo.
Prima di tutto scopro che non c’è un parcheggio e dopo aver girato venti minuti come un taxista isterico decido di parcheggiare a cavallo dell’immondizia, unico posto disponibile, chissà come mai, direi che l’inizio è ottimo. Q
uindi l’aglio lo recupero in un bidone, e poi visto che devo scavalcare un sacchetto della plastica, basterà l’odore che mi si appiccica a tenere lontane le persone moleste. Solo che mi sento molesta da sola. Tra l’altro mi sono anche messa tacchi altissimi per darmi un tono, tacchi e immondizia sono di sicuro un’accoppiata pubblicizzata su Vogue Febbraio.Entro e mi danno un cartellino di riconoscimento tipo FBI, mi sento molto importante, tra l’altro entro con la convinzione che saremo in cinque a frequentare, non può esserci molta gente interessata alla tematica, e invece vedo una sala con almeno trecento persone sedute. Certo che di sfigati è pieno il mondo.
Mi siedo in testata di fila, meglio essere pronti alla fuga, posto dietro e vicino alla porta, sai mai che serva, anche solo per fare una pausa tecnica alla toilette.
Il seminario comincia con un professore dell’Università di Pisa che parla degli effetti della crisi sui bilanci italiani e tedeschi. Incredibile, il tema è interessante e lui è giovane, non avrà più di quarant’anni, non lo abbiamo preso dal geriatrico dunque. Paletta, voto 7!
La seconda presentazione invece la fa un revisore dei conti. Per chi fosse digiuno di questi lavori, potr
ebbe essere assimilato ad un finanziere, uno della guardia di finanza intendo, il revisore dovrebbe fare in modo che la guardia di finanza non trovi niente da eccepire nei conti, ecco, Totò e Peppino praticamente. Insomma questo revisore è un po’ meno interessante del suo predecessore e come potete notare dalla foto questo è l’effetto che produce. Bolle al naso come se piovesse. Il signore dorme ed io perdo tempo a fotografarlo con atteggiamento indifferente, si vede che ho visto tante puntate di CSI e soprattutto che gli argomenti trattati sono di assoluto interesse.Alla prima pausa siamo invitati ad uscire e a visitare gli stand degli sponsor. In entrambi i casi dobbiamo lasciare il nostro biglietto da visita per poi essere tormentati da newsletter inquietanti che inneggiano alle tasse differite oppure ad un programma informatico che ci permetterà di risolvere il problema degli incassi prima ancora di avere venduto, dove starà il trucco? Bene, in un caso ottengo come contropartita al mio biglietto una guida del Touring sul nord Italia, ecco perché lo stand era preso d’assalto come il buffet di un banchetto di nozze, mentre nel secondo caso, uno sparuto personaggio mi tratta come se fossi la regina d’Inghilterra per avere il mio biglietto da visita e subito dopo mi rifila un libro che userò o per pareggiare le gamb
Eh? Si ? Scusate, mi ero assopita. No bello, lo troverete nelle recensioni. Si, dei prossimi 50 anni…
Poi c’è il pranzo. Contrariamente alla mia indole cerco di non dare confidenza, ma c’è un tavolino ogni trenta persone quindi mi tocca mangiare accompagnata. Si avvicina un signore appena uscito dal dipartimento Scuola Educazione, reparto Mummie e Dinosauri. Ci chiede se siamo tutti revisori dei conti. MA SEI FUORI??? MA MI HAI VISTO NONNO???
Cerco di non manifestare con comunicazione non verbale questa mia sgradevole sensazione, ma forse il mio “Nooooooooooooooooo” prolungato tradisce un certo sgomento. Mi scuso immediatamente e comincio a scavarmi la fossa. Avete presente quando una farebbe meglio a n
on dire più niente e invece comincia a dire esattamente quello che non dovrebbe dire che aggrava la situazione e si vede la pala che scende sempre più a fondo? Ecco quella sono io.“No, non sono un revisore. Non che io abbia niente contro i revisori neh? Però, ecco, bravissime persone eh? Però, no, non sono un revisore, preferirei avere il cimurro piuttosto che incontrarne uno, no ecco, servono in azienda eh? Si, utili come una supposta… no, ecco, professionisti seri, simpatici, spiritosi.. “. Ma qualcuno vuole darmi una mazzata in testa per favore? E mi tramortisce?
I miei vicini ad uno ad uno si presentano e per fortuna nessuno è revisore. Ma poi c’è Cristina. Si, sono Cristina e sono revisore. Brava! Brava! Facciamo outing! Io vado a cercare una cassa da morto con la quale seppellirmi.
Per fortuna il pranzo finisce e rientriamo. Gli argomenti principe sono quelli fiscali e ho seduto di fianco a me un commercialista di Brescia in preda ad un orgasmo perché parleranno del trattamento fiscale delle plusvalenze derivanti dal fair value.
Punto 1) Non mi ha parlato per tutta la mattina, non poteva permanere nel suo stato di mutismo? No, l’entusiasmo gli ha tolto la timidezza. Peccato. E’ pure brutto.
Punto 2) A malapena so cosa è il fair value. Avrà a che fare con Vanity Fair? Vuoi vedere che nella rivista si parla di fisco e non mi sono mai accorta?
Punto 3) Ma la puoi smettere di dire “pota” ogni quattro parole??? Sembra di parlare con il senatur Bossi e non è un complimento, pota.
Ad un certo punto parte con una filippica sulle capacità oratorie di un fiscalista vicino al palco che sta per p
arlare e che ha le sembianze e l’età dell’ex presidente Pertini, oggi però. Dice che è l’unico che gli ha permesso di risolvere un dubbio amletico sulla registrazione dell’IVA in conto sguaragnaus con ipotesi di vendita della cippa, in regime fiscale lippa. Bene, chissà se si vede che sto per piangere.Pertini sale sul palco e incomincia a parlare dell’abuso di diritto in campo fiscale. Beh amici, stavo per piangere davvero. Si è trasfigurato, improvvisamente sembrava Sean Connery, snocciolava sentenze con la memoria di A Beautiful mind ed era interessante da morire. Già vedevo fiorire la mia carriera di evasore fiscale ricercato in mille continenti.
Comunque, il bresciano si è acquietato in preda all’estasi fino alla fine del corso. E a quel punto, liberi tutti dopo la domanda rito: ci sono domande? Ma scherzi? Scappiamo!!
Comunque, a mia discolpa vi comunico che settimana prossima sarò a pranzo con Cristina. Cristina chi? Il revisore naturalmente!!
lunedì 28 febbraio 2011
QUALUNQUEMENTE - Film di A. Albanese
IL CIGNO NERO - Film di D. Aronofsky
VALLANZASCA. GLI ANGELI DEL MALE - Film di M. Placido
BURLESQUE - Film di S. Antin
Cher e la sua magnifica You haven't seen the last of me
http://www.youtube.com/watch?v=cQNnGocNf7Y
Aguileira in Bound to you
http://www.youtube.com/watch?v=pkVfANH5Zrc
Vabbè, lo so, sono di parte. I film musicali mi piacciono molto e se ballano anche ancora di più! A me questo film è piaciuto un bel po’, ma so che non riuscirò a convincere molti di voi… Allora musiche belle, Cher splendida (ma quanti anni ha? E soprattutto chi è il suo chirurgo visto il risultato egregio?) e ha ancora una gran voce, costumi meravigliosi. Il film e le coreografie non sono affatto volgari, non pensate a spogliarelli o a lap dance (uomini scoraggiati), ma solo ad una grande energia e sensualità a fiumi. Cristina Aguileira non è male e comunque canta davvero da ner. Vi metto qua sotto i link delle mie due canzoni preferite, una di Cher e una dell’Aguileira. Voto 8, si mi piaciuto come un film da oscar.. forse anche un attimo di più!
FEMMINE CONTRO MASCHI – Film di F. Brizzi
IL DISCORSO DEL RE – Film di T. Hooper
QUESTA NOTTE MI HA APERTO GLI OCCHI – J. Coe
L’ASSERTIVITA’ – O. Castanyer
Ero interessata personalmente a questo tema, ma qui ne mette in evidenza due estremi in cui non mi immedesimo, ovvero la mancanza di assertività che si manifesta con l’aggressività del soggetto oppure con una sua assoluta mancanza di discussione e reazione, silenzio, timidezza. Penso esista una forma intermedia. Continuerò l’approfondimento su altri testi. Voto 6 ½, alcuni spunti sono comunque interessanti.
martedì 8 febbraio 2011
Povero Italiano....
Quindici anni di lavoro e in questi quindici anni una raccolta di frasi memorabili che distruggono la lingua italiana. Le ho raccolte per tematica. Non ho molto da commentare, si commentano da sole direi! Si dice il peccato, ma non il peccatore, o meglio i peccatori....1. Non si può perdere tempo a queste telefonate
2. Mettere ordine a questo tipo di attività
3. È stata vissuta come qualcosa da mettere ordine
4. Più una persona conosce più gli viene facile a vendere
5. E’ importante a loro sapere come sono organizzati
7. Partiamo di quello che c’è
8. Che cosa stiamo facendo da un punto di vista di essere sereni
9. Non perché io sia un tipo di essere credibile
11. Ai livelli dove abbiamo raggiunto noi
12. Non è un atteggiamento che si fa che la dottoressa è dappertutto
13. Fa parte in un gruppo
a è la prova provata15. Se la mia esposizione al credito ha un valore di x o di iupson
16. Tutte le strade percorrono a qui
17. Se ci sono delle lagune le colmiamo
18. Diciamolo in parole magre
19. Ne vedrai di cotte e di belle
20. Non voglio mettere la mano nella piaga
21. Ti si apre la lampadina
22. Se uno è già competente avrà meno fatica
23. Condizione si qua non
24. L’anagrafica è stata analizzata punto e virgola
25. È come se si è bloccata l’emorragia
27. Le vendite si dividono in due branchie
29. Dobbiamo avere qualcuno che sia bravo nel risolvere il problem solving
30. Tutti i problem solving che ne derivano dovete essere voi a gestirli
32. Ci dobbiamo sviscerare sul tavolo
33. Il trans point
34. Se no ogni colloquio è uno stellicidio
INGLESE
36. Salvare sul Dektop
38. Si coincide che questi fogli
39. Si è coinciso che arrivava la dottoressa
41. Mi sembra molto impossibile che si vanno a ridiscutere
42. Sono molto irremovibile
43. Devo avere un minimo di rendermi conto
45. Può essere un segnale di invitarvi di essere più efficienti
46. Si instaura un rapporto di intesa che questa qui deve essere seguita
47. Prendo spunto che venga visto un po’ da tutti noi
48. Quello che richiamo è quello che ho parlato stamattina
49. Non possiamo scindere dalle responsabilità di ognuno
50. Una squadra già comunque di se è cosi.
51. Diamo adito ad interpretazioni che ognuno hanno
53. La porta non è nata che può assorbire un adesivo.
54. Quote rose
55. Io domani mi farebbe piacere che ci sia Rossi
56. La pasqua è come se non c’è stata
57. Bisogna sciogliere il dubbio
58. Innascare il principio
59. Non puoi sconoscere la parte amministrativa
60. Devo essere comprensivo per essere capito da tutti
61. Prendiamo cavia di un caso come questo
62. Sono stato da aspettare
64. Nell’allegato B posso mettere lì stesso la zona
65. Quali sono le società che lavorano altra alla nostra
66. Perché l’essere umano è fatto che è così
67. Ce la posso rubare un minuto
68. Quello che invito sempre è venire a fare una visita
69. Se non faccio il primo non posso uscire il secondo
70. Dobbiamo imparare di saperci comportare all’interno di tutti noi
71. Significa che le cose sono state fatte in maniera bene
72. Quando dico barra è perché le due cose sono divise
73. In questi cicli ci siamo incominciati a domandare
74. Non riusciamo ad espletare tutto per modo che loro lavorano bene
75. La vuoi comprare a cotone la maglietta
Che ne dite? Mi ha chiamata il Manzoni, era in lacrime, a Leopardi è passata la gobba e Calvino si è ubriacato dal dispiacere….
L’UOMO A ROVESCIO – PARTI IN FRETTA E NON TORNARE – F. Vargas
Magnifico invece e avvincente Parti in fretta e non tornare. Il commissario Adamsberg si trova a dover gestire un assassino che uccide utilizzando la peste come strumento e che annuncia la tragedia attraverso un banditore che raccoglie le comunicazioni della gente e le legge sulla pubblica piazza. Ma c’è qualche legame tra le vittime? E come fa a conoscere così tante cose sulla peste del 1920 in Francia? E i 4 che segnano le porte delle case con l’intento di proteggerne gli abitanti? Voto 8. Alle due del mattino ero ancora sveglia per finirlo!
WORKING IDENTITIES – H. Ibarra
Il punto è che ognuno deve comprendere i proprio desideri, le proprie capacità e agire invece di pensare (act instead of thinking). Uno dei punti chiave del libro è che alcune cose, per capire se ci piacciono davvero, vanno provate. Ovviamente non è necessario lasciare il proprio lavoro, basta fare dell’esperienze collaterali, nel tempo libero, per comprendere quali sono davvero le nostre aspirazioni. Ci sono diversi spunti molto interessanti, oltre a questo, che vale la pena di analizzare. Il libro è in inglese… vi avviso. Non voglio dare un voto, perché mi pare poco utile contrariamente al libro che invece lo è stato molto.
I DOLORI DEL GIOVANE WALTER - L. Littizzetto
Se volete leggere qualcosa di leggero questo è il libro che fa per voi, in pochi giorni lo finite. Voto 7 ½ per il suo genere e vi assicuro che vi migliora l’umore!
CHE BELLA GIORNATA – Film di C. Zalone
PANARIELLO NON ESISTE – Spettacolo teatrale
domenica 23 gennaio 2011
Riflessioni
Sedersi un attimo, incrociare le gambe, guardare indietro e vedere che è successo. Vedere CHI è
Tanti visi passati dal mare, passati a salutare, a spuntare una presenza, un po’ come a Parigi, ma con molto più sole!
Un pensiero dedicato ad ognuno di loro.
Ad un coraggioso ragazzino a cui lo squalo di Ostia ha rapito un pezzo e che è stato il più grande estimatore della piadina della Sangiovesa e alla sua mamma il cui caloroso sorriso ridimensiona il dolore del suo sguardo.
A Paperino e sua moglie Elena, che non ho mai avuto occasione di conoscere di persona a Milano e che ho dovuto vivere al mare per poter bere un bicchiere di vino al porto canale per conoscere le loro storie e il loro cammino, perché a Milano si corre mentre al mare ci si ferma un momento.
All’amica che da tempo non dorme in camera con nessuno che non sia suo marito e si è trovata
Al Rominaus, la prima ospite di Cervia, che mi ha aiutato a scegliere le tende sperimentando in primis la gentilezza dei romagnoli e che mi ha fatto provare le prime meravigliose bettole ristorante.
Alle Girls, che sono passate tutte come sempre a vedere dove sono scappata. Che mi hanno fatto segnare il record di ospitalità alla pensione da Nadia, registrando il tutto esaurito, seminando tacchi, trucchi e trine.
Alla mia amica parigina, che neppure le Alpi l’hanno fermata ed è venuta a salutarmi lo stesso accompagnata da una lucida e brillante tour Eiffel carca di preziosi ricordi.
All’amico macellaio che mi ha sempre detto che non capisco un c…o di carne, con cui ho litigato, fatto pace e che per certi versi mi ha visto seguire il suo stesso cammino.
A Chicca ed Elena che vanno al mare in Romagna da anni e forse sono io che ho raggiunto loro e non l
oro che sono venute a salutare me!A Laura, Bea ed Emiliano che da Bergamo con furore sono venuti a mangiare un gigante cono gelato a due passi dal mio ufficio.
A Stefania che non è passata con il corpo ma di sicuro è passata con la mente e con il cuore e che lotta senza sosta.
Ai vicini di casa che ho conosciuto nel giro di poche settimane e che organizzano cene collettive, mentre a Milano l’unica cosa collettiva che organizzano è l’assemblea condominiale!
Alle corse sulla spiaggia al freddo, perché siccome sono furba, quando ha cominciato a fare caldo non ci sono più andata. Ai piedi bagnati in acqua a febbraio con le scarpe da tennis posate sulla sabbia. E non mi è venuto nemmeno il raffreddore perché il gelo tempra!
Agli aperitivi in spiaggia al tramonto, perché è qualcosa che difficilmente potrò dimenticare anche quando sarò vecchia e decrepita, cioè fra qualche mese.
Al mio b
Ai gerani del mio terrazzo che così belli non li ho mai avuti e al mio fantastico limone, che ha i fiori, ora bisogna solo aspettare i frutti.
Alla vita che ti cambia un po’ alla volta, che ti mette alla prova e l’importante è poter dire sempre: se tornassi indietro rifarei esattamente le stesse cose.
Buon anno…
martedì 18 gennaio 2011
UN ALTRO MONDO – Film di Silvio Muccino
WE WANT SEX – Film di Nigel Cole
LA BELLEZZA DEL SOMARO – Film di Margareth Mazzantini
L’UOMO DEI CERCHI AZZURRI – F. Vargas
THE TOURIST – Film di F.H. Von Donnersmarck
Aggiungo che gli italiani vengono presentati con i peggiori stereotipi apparendo qua e là come camei di cui avremmo volentieri fatto a meno. Qualche esempio? De Sica che prende bustarelle, Nino Frassica che interpreta un carabiniere scemo e Raul Bova che fa l’imprenditore seduttore. Che vergogna. Penso di non aver mai usato questo numero ma qui serve: voto 3.
MEGAMIND – Film di T. Mc Grath
HEIDI NON LO SA – Brignone – Dallapina
domenica 19 dicembre 2010
Pollock, Picasso e Pina
SdFF. Settimana di ferie forzate. Capita a tutti, purtroppo. Da che pulpito viene la predica. Proprio da me che nell’esercizio delle mie funzioni sollecito tutti a farle per ridurre i costi come se fosse una cosa che tocca le mie tasche…. Da me, gran visir del controllo spese, fata Morgana del risparmio, Harry Potter dell’utilizzo fondi in stato patrimoniale, Merlino dello squaraus.Comunque se sono da fare facciamole, diamo il buon esempio, ma per non perdere l’allenamento non si può stare con le mani in mano, quindi, faccio scattare l’operazione pittura. In effetti, per quanto il grigio sia molto di moda quest’anno, quello che caratterizza le mie pareti milanesi, tonalità inquinamento, con striature tendenza color calorifero deve essere eliminato al più presto.
Conscia delle mie capacità, o incapacità, come preferite, opto per il bianco puro, una parete rossa ce l’ho, che sarà impossibile eliminare per tutti i secoli dei secoli, tutto il resto, lo riporterò ad uno splendente bianco Lele Mora, ve lo ricordate il suo appartamento di Videocracy? Ecco uguale: bianco Mora.
Ho a disposizione un secchiellino di pittura speciale per bagni e cucine, decido di cominciare da quelli, che sono anche i due locali più piccoli di casa mia, approccio umile, funziona sempre. Mi armo di pennello e di rullo. Sono però colta da un afflato di ingiustificata presunzione o forse potremmo definirla ignoranza globale e inforco il pennello.
FATAL ERROR. FATAL ERROR. FATAL ERROR. Vero, per fare una parete grande, non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello (chi l’ha detto? Voltaire mi pare), la mia è una parete media, quindi pennello medio. O grande lo stesso? Boh. Comunque mio padre mi disse: comincia dagli angoli, ed è l’unica cosa giusta che faccio.
DOGMA: PER U
SARE IL PENNELLO BISOGNA ESSERE DEI PROFESSIONISTI.Azzo ridete? Non si tratta affatto di una battuta a sfondo sessuale. Aveste visto il mio soffitto dopo la prima mano avreste capito: segni di pennellata ovunque, magnifiche striature bianche su fondo grigio. Se non sei un imbianchino, questo è il risultato. Orrore, due ore buttate via. Disperazione e dolore. Non abbattiamoci. Facciamo un punto della situazione. Possiedo anche un rullo. Facciamo un tentativo con la cucina. Prima però bisogna preparare. Eh si amici. Pitturare è il meno, è tutto quello che ci sta intorno la gran rottura di sgnaus. Passi quattro ore a spostare, scocciare e incartare tutte le suppellettili e quando arriva il momento di pitturare sei già distrutta dalla fatica. Ma ho la risposta. Il rullo. Scendo al Brico, vado a comprare l’apposita vaschetta, e già che ci sono, crepi l’avarizia, compro anche un rullino! No, non un rullino fotografico, un rullo piccolo da pittura, appunto un rullino. Si rivelerà una decisione da vera professionista. Comincio a “rullare” in cucina… perfetto: ho trovato la via, la verità, la fede!!
Veloce, preciso e meravigliosamente bianco. E con il rullino, angoli da paura. Sono il Picasso dei soffitti, il Pollock delle pareti, si, la Pina della cucina. Mi sto un po’ esaltando. Sto cominciando a pensare di far stampare dei volantini pubblicitari di questa mia nuova attività, biglietti da visita, sito internet e salopettes personalizzate, come gadget. Si, si mi calmo.
La seconda mano al bagno, rullata, viene un capolavoro. Tra l’altro realizzo guardandomi allo
specchio che lavorare invecchia: sembro il nonno di Heidi, ma cosa è successo ai miei capelli? Sono bianchi!! Effetto rullo = invecchiamento precoce. Miseria ladra, i capelli imbiancati da milioni di puntini di pittura. Così posso immaginarmi in pensione.Ma ho finito il primo secchiellino di pittura, devo scendere al Brico a comprare un secchione, perché mi mancano ancora corridoio, camera e sala che sono i locali più grandi. Al Brico ormai mi accolgono con la standing ovation, ho incrementato il fatturato del mese, sono già scesa 13 volte perché mi dimentico sempre qualcosa: nastro adesivo di carta? Cellophane per coprire i mobili? Sacchetti dell’aspirapolvere? Ecco appunto. Comprati uno alla volta.
Dunque vado al reparto bricolage e mi metto ad osservare la parete delle pitture con la stessa attenzione con cui guarderei la vetrina di Armani. Cosa ci vorrà per scegliere un secchio? Facile. Un amico mi dice, idropittura lavabile. Perché? Non faccio domande, eseguo. Sembra facile ma ci
sono milioni di idropitture! Traspirante. A cosa serve? Alla parete con l’ascella pezzata? Acrilica. Per chi è allergico al cotone? Boero. Deve essere una pittura al cioccolato, per leccare le pareti nei momenti di tristezza. Al quarzo. E cosa te ne fai? Sintonizzi la sveglia? Antimuffa. Mica sono messa così male! Alla fine scelgo Max Meyer, perché riconosco la marca, riconosco il cane con il pennello in bocca, mi piace questo marchio! Devo averlo visto usare dal babbo. Ora agguanto il secchio da 14 litri. Non vi sto a dire che giro per il punto vendita con la testa bianca e con la tuta mimetica tatuata da macchie di vernice della prima mano vero? Mi sento molto artigiana e vago come una che non ha mai fatto altro nella vita.
Sottovaluto l’articolo però e quando tento di sollevare il secchio resto bloccata con la schiena mentre il secchio non si muove di un millimetro, “Ciao Ernia!”. Un commesso premuroso mi dice: le porto un carrello? MA SEI SCEMO? E come ce lo carico sul carrello? Perché tanto lui non si offre. Trascino il secchio fino alla cassa. Ho già perso 8 anni di vita. Come lo trascino fino a casa? Circa 300 metri.Esco dal negozio e praticamente mi muovo alzando il secchio, spostandolo fino a dove arrivano le braccia e riposandolo a terra. Ogni passo 1 metro. Ogni metro 10 secondi. Quanto ci metterò ad arrivare a casa? 50 minuti. Molto bene. Spunteranno le primule ora che arrivo. Blocco il traffico un quarto d’ora per attraversare la strada. A metà percorso incontro: 1) una vecchina: “oh povera ragazza, chissà come è pesante”. Momento commiserativo. 2) una ragazzina che peserà 20 kg bagnata: “Vuoi che te lo porti io?”, non ce la farebbe neppure ad alzare il coperchio. Momento indulgenza. 3) un ragazzo arabo: “Zignora, pittura? Porto io fino dove?” lo guardo come se avessi visto il santo Graal e accetto. Momento gratitudine. Mi dice che sta pitturando nel palazzo di fronte e mi lascia il suo numero di telefono nel caso avessi bisogno “Brava Zignora!”. Dimmi Zignora ancora una volta che ti pitturo da capo a piedi. Però è stato davvero utile, da sola non ce l’avrei mai fatta.
Intanto finisco di scocciare tutto. No, non tutti, spiritosi, tutto, tutto quello che non può essere spostato e messo sotto ad un telo di plastica va isolato con scotch e giornali. E maledizione il corridoio è pieno di boiseries, mi ci vuole una giornata solo per isolare. Sono più portata per la pittura pura, tutto il corollario mi fa un po’ schifo, si vede che ho l’anima artistica! Nella mia società assumerò qualcuno che faccia questa parte, io mi limito alle pareti e al soffitto! Arte pura, devo specializzarmi anche nel colore. Rispondere alla esigenze del mercato.
Fare il soffit
to però è uno strazio. Ma quanto pesa il rullo intinto con il suo manico? Quanto è lontano? A fine giornata sono distrutta. Mi fa male la schiena e non solo… andare su e giù dalle scale ha rafforzato di sicuro il lato B, però non posso sedermi! E la mattina quando mi sveglio il braccio destro si sveglia 30 minuti dopo di me e mi raggiunge in cucina a bere il caffè con comodo. Ho perso un chilo, non sottovaluterei questo punto.Dopo una settimana ho finito tutto! Capolavoro! Invito gli amici a turno a cena per vedere l’opera conclusa, manco si trattasse della cappella Sistina e li minaccio quando entrano nel caso per errore macchiassero una parete. Non hanno il coraggio di dirmi che fa pena immagino e fanno facce di sbalordita sorpresa: “Oh ma come è venuto bene!!!”! Voglio credere che sia così. Di sicuro è tutto più bianco e pulito, ma il mio occhio ormai esperto vede le magagne che ho generato… In fondo era la prima volta. Momento auto celebrativo.
In ogni caso è stato un processo utilissimo, chilo a parte, nel frattempo ho buttato sacchi di cose inutili, tipo le istruzioni di elettrodomestici che in questa casa non sono mai entrati. Riviste del 1997, interessano? Guide turistiche di città inesistenti, tipo Antartide, qualche camicia con le spalline imbottite che portavo alle superiori e scatole di prodotti tecno che occupano posto. Sono certa che mi serviranno nell’esatto istante in cui saranno entrate nel locale immondizia, erò ho l’accortezza di mettere tutte le istruzioni in una scatola.
Quindi, nel caso aveste bisogno: NADIA RULLO & C. – Specialista in pittura e buttamenti.
venerdì 17 dicembre 2010
IO E TE – N. Ammaniti
DIVORZIO ALL’ISLAMICA A VIALE MARCONI -A. Lakhous
UNA VITA TRANQUILLA – Film di C. Cupellini
Lo so, sono di parte perché amo Tony Servillo, però questo è proprio un bel film. Il messaggio è: al proprio passato non si sfugge. Insomma se siete un po’ giù di morale magari non andate a vederlo perché non ci si piega in due dalle risate ecco. Però è ben fatto. Un ex malavitoso che cerca di ricostruirsi una vita in Germania e dopo 15 anni sembra anche riuscirci, fino al giorno in cui due vecchie conoscenze bussano alla sua porta e allora… Beh non vi posso dire tutto se no vi svelo il finale. Andate a vederlo, voto 7 e mezzo.
INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI – Film di W. Allen
Per non parlare del fatto che i primi quaranta minuti li passi a pregare che succeda qualcosa. Film che non finisce, e non ho niente contro questo genere di film, però in questo caso ti lascia proprio con l’amaro in bocca, con la sensazione di aver buttato via due ore e il ricordo di un film che svanirà dopo pochi minuti. Onestamente lo sconsiglio vivamente, voto 4. Penso che anche le cavolate natalizie possano essere meglio e se pensate che sono una di manica larga …
POTICHE – Film di F. Ozon
Questo invece ci è piaciuto molto! Grandissimi Depardieu e la Deneuve, attempatelli ma sempre pieni di grande fascino. Siamo negli anni ’70 e la Deneuve è la moglie apparentemente stupida e superficiale, un po’ “statuina” (Potiche significa bella statuina in francese) di un imprenditore tiranno. Ma i casi della vita vogliono che il cerbero sia colto da infarto e debba essere lei ad occuparsi della fabbrica, con esiti del tutto inaspettati! Bel messaggio, bei personaggi, risate e allegria e il finale… una sorpresa! Andate a vederlo se volete del buonumore. Mi tocca confermare che i francesi in alcuni generi sono bravi. Voto 7.
GIOVANNI VERNIA – E SIAMO NOI
venerdì 19 novembre 2010
HOT YOGA
Piove in continuazione, non si può andare a correre. Il muscolo si rammollisce, si necessita di intervento d’urgenza. Il corpo decade, bisogna correre ai ripari. Quindi? Guardiamo avanti, cerchiamo un’attività evoluta, qualcosa che ci permetta di uscire dallo stress quotidiano, che ci dia una visione zen della vita, ma che… perbacco, ci permetta anche di consumare delle calorie e di presentarsi in società con un corpo sodo come quello di un delfino! (Delfino Goloso!! Si che si abbuffa di caramelle elargite da una ragazzina scema come un sasso, oppure Moby Dick, che è una balena, ma rende l’idea, non state lì a spaccare il capello in quattro, sempre i soliti pignoli, un pesce vale l’altro).Insomma decido di iscrivermi a questo corso di Hot Yoga. No, Simona, non è un corso di ginnastica che si svolge attaccati ad un palo da lap dance, questa è la domanda che mi ha fatto la mia cara amica. Si tratta di un corso di yoga, che si svolge in una stanza riscaldata la cui temperatura oscilla tra i 38 e i 42 gradi. Bene. Si, molto bene.
Sembra di essere in India in piena estate chiusi in una serra. Ma perché mai uno dovrebbe sottoporsi a tale tortura? Perché il calore rende i muscoli più fluidi ed elastici, facilita lo svolgimento degli esercizi e genera sudorazione che elimina le tossine. Sembro Piero Angela. E’ tutto chiaro?
La titolare della palestra mi invita a venire in pantaloni corti e top. Ma sei fuori? Che se qualcuno ve
de le mie ginocchia si svuota la sala in un battibaleno. Devo anche portare una bottiglietta d’acqua, perché è consentito bere. Beh certo, “mancasse autro” direbbe la mia amica Mirella, cos’è, siamo forse in un regime militare che non posso neppure bere? Mi accorgerò che la risposta a questa domanda è si.A lezione. Entro in sala, mi approprio di un materassino e già percepisco questo calore umido che mi si appiccica addosso. Una delle ragazza dichiara: “Ho portato anche il deodorante perché durante questo corso accadono cose strane.” Eh? Strane? Ci manca solo che con sta temperatura qualcuno emani odori. Bombe chimiche. Inizia la lezione e la professoressa ci informa che si tratta di eseguire 26 posizioni in parte in piedi ed in parte a terra bevendo “Solo quando lo dice lei”. A posto, il regime è cominciato. Non ho fatto ancora niente e già mi suda la fronte. Con grande sorpresa scopro che ci sono più uomini che donne. Uno di loro ha un corpo statuario e sta già incrociato e arrotolato come un budda in breakdance. Deve essere il secchione della classe. Mi metto lontano se no mi deprimo. Ho di fianco un ragazzo che sembra normale, vediamo un po’.
Si comincia, le prime tre posizioni vanno via con un filo di gas, come si dice qui in Romagna, la quarta mi chiede di fare cose improbabili: solleva la gamba destra e porta il piede destro all’inguine sinistro. E va bene. Tenete il piede con la mano sinistra e portate la mano destra al mento. Ok, ok, ci sono. Togliete anche la mano sinistra e unitela alla mano destra sotto al mento. Eh? Ma mi cade giù il piede!!! Allora continuate a tenere il piede. Inchinatevi in avanti e posate la mano destra a terra. MA SEI FUORI???? E COME CI ARRIVO A TERRA? Piegando il ginocchio sinistro e avvicinandomi al suolo. Si certo. E poi Chiamiamo il circo di Moira Orfei e le facciamo avere il mio curriculum se ci riesco. Ma non è finita. Una volta a terra tornate indietro e r
imanete in equilibrio sulla gamba sinistra piegata senza appoggiarvi completamente. MIRACOLOOOO! Ma stai scherzando? Ma lo sai quanto pesa il mio sedere? Secondo te, sul mio piede sinistro ci sta: la gamba sinistra, la destra piegata, il sedere e tutto quello che ci sta sopra? Non ce la farà mai!! Ma non è finita. Staccate la mano destra da terra. Fatto. Non so come. Sembro un fenicottero obeso. Ondeggio. La caviglia sinistra cigola. Staccate anche la mano sinistra. Si “fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu”. Questa è pazza. Mi consola che i tre quarti della sala cadono a terra. Io compresa. Tranne il secchione ed una ragazza sottile che pare una ballerina. Professionisti.Nel frattempo il mio vicino traspira vistosamente. E’ disgustoso, l’acqua (eufemismo) gli cola dal gomito. E’ tutto imperlato di sudore e ha la maglietta che si è scurita di tre toni a macchia di leopardo. Che brutta scena. E comincia ad emanare odore. Ma per favore, lavati! Memorizzo la faccia, la prossima volta mi metto a venti metri di distanza visto che oltretutto ci è proibito respirare con la bocca perché abbasserebbe la temperatura del corpo diminuendo l’effetto benefico di sta sauna che sto facendo. Tutto rema contro. E non posso stare in apnea. Muoio.
E’ venuto al corso anche un tipo che pare la copia di Briatore, è entrato tutto pimpante, facendo un po’ il figo. Bravo, bravo, fai il superiore che ne riparliamo fra 45 minuti visto che il corso dura un’ora e mezza. Dopo i primi quindici minuti si è tolto la tshirt da strizzare. Il capello svolazzate ha perso pimpantezza e sta appiccicato alla fronte. Il fiatone gli impedisce di parlare. Dopo mezzora si toglie anche il bermudino e rimane in costume da bagno che sottolinea impietosamente la pancia prominente. I capelli sembrano quelli di uno appena uscito dal mare. Cerca di nascosto di prendere la bottiglia dell’acqua ma la professoressa lo riprende e glielo impedisce. Sta per soccombere. Dopo la prima ora giace supino sul materassino e piange umiliato. Fuori ci sarà una velina ad aspettarlo per portarlo al suo suv.
Abbiamo anche la donna silicone al corso. E’ perfetta tutta truccata, con un seno che non si sposa con il suo peso e la sua struttura e soprattutto che non cade ai lati quando sta supina, neanche la bocca pa
rla con il suo viso, sembra Nina Morich. Avrà una quinta di reggiseno e di labbra. Sghignazzo. E’ truccata! Non sa che dopo la prima mezzora la sua faccia sembrerà quella di un panda, lo so, perché alla prima lezione mi sono dimenticata di struccarmi e quando sono uscita sembravo la protagonista di un film di Disney o di un documentario sui simpatici orsetti bianchi e neri, avevo il rimmel sul mento quasi. E invece no, dopo 90 minuti lei è uguale a come è entrata, la classe non è acqua, il trucco è tatuato! Non le va via neanche quando siamo sotto la doccia, bisogna guardare e apprendere. Chissà quando si sgonfierà…Guardando i miei compagni di corso mi rendo conto che sono davvero out. Non ho neppure un tatuaggio. Sono l’unica. La ragazza sottile ballerina ha un pierrot sulla spalla. Onestamente mi mette la depressione. Quando la rivedo in doccia scopro che ha anche una rosa in fondo alla schiena e una tigre sulla gamba! Complimenti! Un’altra bionda fisico palestrato ha un drago immenso che parte dal collo e arriva al sedere! Una terza diversi simboli su braccia e gambe e pancia. Ok, domani vado a prendere i trasferelli e mi faccio anche io qualcosa di trasgressivo e grande se no sono ordinaria, devo romagnolizzarmi. Tipo? Un bilancio finanziario sulla schiena? A destra debiti e a sinistra crediti? Un conto economico? Una lista di tassi di interesse? Vabbè ci penso e poi decido. Mancano due giorni alla prossima lezione.
Dopo 1 e 15 minuti la professoressa ci dice che possiamo bere. Grazie. Siamo già morti, non c’è bisogno. Mi accorgo che ho dimenticato l’acqua. Un ragazzino vicino a me mi guarda impietosito e mi dice: “Signora, se vuole può bere insieme a me”. Signora tua nonna. Solo perché ci separano 25 anni di vita, niente ti autorizza a chiamarmi signora. Faccio la superiore e rifiuto. Morirò di sete, dopo, da sola, in auto, ma la soddisfazione non gliela do.
Siamo agli ultimi esercizi, che ovviamente si complicano. Seduti a terra, incrociamo le gambe come un punto all’uncinetto. Sopra, sotto, metti il braccio dietro alla schiena, l’altro sopra all’orecchio, ginocchio tirato, fronte sulla coscia, tira la spalla, collo in alto… MA COME FACCIO CHE E’ INCASTRATO SOTTO AD UN GINOCCHIO? Ponte, posizione del cammello, fate il gatto, serpente, (si siamo proprio al circo, non c’è dubbio) chiudere le gambe, respirate, ok. Rilassamento. Ora siamo tutti annodati e non riusciamo a tornare in una posizione normale in meno di 22 minuti netti. Mette una musica hambient, ci fa sdraiare pancia in su e comincia a dirci che siamo stati bravi, bugiarda, falsa. Metà dei partecipanti giace ad occhi chiusi in stato catatonico. Dopo un po’ ci autorizza a rialzarci e ad andare a casa. Hai detto niente. Zoppicando arrivo alla doccia. Il giorno dopo una tragedia. MA ESISTONO MUSCOLI SUGLI STINCHI?
LE PERFEZIONI PROVVISORIE – G. Carofiglio
Sarà morta la ragazza? Che fine ha fatto? A voi scoprirlo. Buona lettura.
LE GRAND TORUBILLON DE LA VIE – Voutch
MIA SUOCERA BEVE – D. De Silva
Se volete provare qualcosa di diverso leggetelo, premio l’originalità! Voto 7. Un amico mi ha detto che è molto bello anche il primo: Non avevo capito niente. Proverò!
giovedì 30 settembre 2010
Trincherini contro Alaimo
Partiamo dal presupposto che le mie capacità culinarie sono pari a quelle di una capra tibetana, però ho tre piatti forti e posso invitare le stesse persone al massimo tre volte, perché poi mi toccherebbe ripartire con il primo piatto e la gente scoprirebbe li dejà vu, oppure il dejà gouté! Comunque da quando vivo in Romagna mi sono abbastanza sbizzarrita con le ricette e ho tentato nuove strade.
LA STRAGE DI MASSA
Un tranquillo sabato estivo, decido di comprare dalla mia azienda le vongole fresche, per improvvisare una splendido spaghetto. La prima difficoltà è tirare fuori la macchi
LIMONCELLO
Saltiamo di regione in regione e adattiamo la cucina al clima. Siamo al caldo, come non celebrare degnamente la fine di una cena con un buon limoncello? E poi devo bere per dimenticare che ho ucciso le vongole. L’uni
PESTO, TI PESTO, IL PESTO
Questo è uno dei miei cavalli di battaglia. Il pesto mi viene sempre un gran bene, e se riesco a rianimare il basilico che ho sul balcone che dopo un temporale tipo tempesta perfetta ha assunto un colore giallognolo banana, siamo a cavallo. Abbiamo tutti gli ingredienti: pecorino, grana, pignoli, a
IL MIO NOME E’ ZINO, BRAN ZINO
Citiamo il pesce. Chiedo al mitico caporeparto anche un pescetto da fare al forno. Quando vado a ritirarlo devo aprire un finestrino per farlo stare in macchina, mi sembra lungo un metro. Per fortuna se Dio vuole è già estinto e mi sento meno in colpa rispetto alle vongole. Quando lo tolgo dalla carta in ogni caso mi sta guardando e devo dire che la cosa non mi mette tranquilla. Ha un non so che di inquietante. Lo metto sotto il lavandino, è lungo come una baguette! Potevo portarlo sotto ad un’ascella! Lavato e stirato lo adagio sulla stagnola e lo riempio di sapori, compreso l’aglio ovviamente, quando uno comincia, poi è difficile uscire dal tunnel… lo ricopro anche di sale di Cervia, non posso fare altrimenti. Comunque continua a guardarmi, ve lo giuro. Mi scende un brivido, decido quindi di finirlo e lo caccio in forno a 160°. Dopo un’ora lo tiro fuori, perfetto, ma è sempre vigile! Poniamo rimedio: decapitazione, depilazione deliscamento, pronto per lo stomaco! L’occhio lo butto in pattumiera… e magari per sicurezza la pattumiera la porto giù stasera!
LE SCALOPPINE ROSSE, COMUNISTE?
Un altro dei miei piatti forti sono le scaloppine, peraltro uno dei pochi secondi che sono in grado di cucinare se escludiamo le frittate. Bene mi accingo a prepararne un paio e chiamo la massima esperta di cucina per farmi consigliare, la mia amica Romina, che cucina come Massimiliano Alaimo. Mi suggerisce di unire alle scaloppine del succo d’arancia per renderle più morbide e delicate, non specifica però di che tipo. Decido chiaramente di seguire il consiglio, dispongo solo di arance tarocco, quelle rosse avete presente? Ecco appunto. Spremo il succo che è chiaramente rosso. Metto in padella la carne, dolcemente avvolta nella farina e aggiungo il succo di arancia dopo pochi minuti di cottura…. TRAGEDIA! Pare una scena di Dario Argento, le cotolettine si tingono di sangue e diventano meravigliosamente rosse. Non ci posso credere, anche stavolta ho commesso un crimine in cucina. Che ci metto come verdura? Un bel lato di spinaci due righe di mozzarella e ho fatto Verde Bianco e Rosso! La bandiera italiana: come trasformare un crimine in un atto patriottico!
