lunedì 22 giugno 2009

LA FESTA DELLA MUSICA – PARIGI

Devo direi che questa festa é davvero qualcosa di meraviglioso! Credo sia nata per celebrare il giorno più lungo dell’anno e l’inizio dell’estate ma già so che questa dichiarazione vi farà scatenare e quindi se avete indicazioni più precise non esitate ad inviarle o a commentare. In ogni caso per le vie di Parigi, il giorno 21 giugno si festeggia la musica di tutti i generi, quindi in ogni dove, per strada, nelle chiese, nei teatri, c’é qualcuno che suona o che canta e vi assicuro che é davvero spendida l’atmosfera.
Le strade sono invase dalla gente che si ferma ad applaudire i gruppi migliori. Non necessariamente ci si trova di fronte a gruppi della levatura dei Depeche Mode ma in realtà si apprezza la spontaneità, il coraggio, la buona volontà e l’entusiasmo. Con questo non voglio dire che ci sono in giro solo ciofeche, tutt’altro. Raffaella ed io abbiamo assistito, per esempio, all’interno dell’Eglise de la Madeleine, ad un concerto spettacolare, accompagnato dall’organo della chiesa e da un coro costituito da più di cento persone ed é stato emozionante.

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Poi percorrendo a piedi tutto il pezzo di Faubourg de Saint Honore abbiamo incontrato diversi gruppetti di suonatori, più o meno bravi e più o meno strani.
Per esempio un gruppo molto bravo di suonatori di tango, accompagnati da artisti di strada, geni delle microbiciclettine che maneggiano con un'abilità straordinaria!

Che dire del gruppo dark che balla in mezzo alla strada abbigliato in pieno stile film horror, noir che più noir non si puo'? Un bel 10 e lode al tacco 12, anzi al plateau 12, certo che pero' anche i capelli avevano il loro perché..., si infatti, perché te li sei fatti cosi?

Per esempio un gruppo di cantori di operetta di fronte alla Comedie Francaise, divertenti ma non proprio da strapparsi i capelli!

Poi un gruppo gospel! Decisamente stile Sister Act, neanche a dirlo che Raffaella ha dovuto trattenermi perché volevo buttarmi nel gruppo e mettermi a cantare!

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Ma di sicuro i nostri preferiti sono stati questo gruppo di ragazzi, che suonano un tipo di musica che qui in strada é molto diffuso e non so in realtà come si chiami, quindi se lo sapete ditemelo per favore! Loro sono stati davvero bravi, in una piccola viuzza parallela a Rue des Arts, hanno divertito e rallegrato un centinaio di noi, che siamo rimasti a guardarli incantati dalla loro verve, dalla loro fantasia, dalla loro semplicità e ma soprattutto dalla loro capacità di fare musica cosi piacevole! Bravissimi! Mi spiace che avevo scaricato la macchina fotografica e purtroppo la qualità del video del telefono non rende merito a questi genietti!


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COME DIO COMANDA – G. Salvatores tratto dall’omonimo libro


Se avete letto le precedenti recensioni sapete che ho letto il libro! L’avete fatto? Devo cominciare con le domande di controllo? Ehehe! Scherzo ovviamente, comunque dopo aver giudicato il libro uno dei migliori che abbia letto negli ultimi anni, non potevo fare a meno di vedere il film anche perché Salvatores che fa Ammaniti funziona, vedi Io non ho paura, che era veramente una rappresentazione magistrale del libro. Beh in realtà invece questo un pochino mi ha deluso. Innanzi tutto manca un personaggio e un pezzo della storia: ovvero il ragioniere che vuole organizzare il colpo al bancomat e tutta la pianificazione della rapina. Seconda cosa il personaggio di Quattroformaggi é interpretato da Elio Giordano che é per memoria cinematografica qualcuno di simpatico e piacevole e quindi fa strano vederlo interpretare il mostro, sebbene in modo eccellente. In ogni caso grandiosi sono padre e figlio, che rendono davvero l’idea di questo rapporto speciale tra i due. Che dire alla fine? Mah, mi sa 6 e ½, mancava qualcosa che non ho ben identificato. Non é tra le sue cose migliori, comunque interessante. Insomma non sconsiglio di vederlo anzi, pero’ con la giusta aspettativa!

sabato 13 giugno 2009

I LOVE SHOPPING ma per i francesi: CONFESSIONS D’UNE ACCRO DU SHOPPING!


Come ho specificato anche prima, non possiamo vedere solo film candidati all’oscar o ospiti a Cannes, quindi queste commedie leggere sono di sicuro le benvenute quando si cerca solamente del buonumore! E poi come perdersi un film che parla di una ragazza ossessionata dallo shopping? Questa adorabile spendacciona é perseguitata dal funzionario della banca che rivuole indietro il suo denaro e vorrebbe lavorare per la più prestigiosa rivista di moda della città, invece viene assunta da un quotidiano finanziario, decisamente molto meno interessante ma con un caporedattore molto, ma molto affascinante, solo che lei ha raccontato una quantità spaventosa di menzogne e quindi... Uomini lasciate perdere, donne prendete la vostra migliore amica e andate a vederlo divertente, romantico e coloratissimo! Voto 7.

GRAN TORINO - Clint Eastwood


Tutti parlano di questo film, che continua ad essere in sala, grazie evidentemente all’affluenza del pubblico ed io che non riuscivo a trovare nessuno che mi accompagnasse! Le mie amichette non volevano venire, robe da uomini, dicevano, ma possibile? Alla fine con uno sgamuffo ce l’ho fatta a vederlo ed ora eccoci qui a commentarlo perché ne vale davvero la pena. Bello, bello, bello. Mi chiedo sempre come riesca Clint Eastwood, l’uomo dotato di monoespressione, a creare cose cosi’ toccanti, dato il suo passato cinematografico. E’ una storia di amicizia tra un anziano burbero e insopportabile e i suoi vicini di casa cinesi, quanto mai attuale. Nel trailer pare violento, in realtà le uniche scene di violenza sono proprio quelle. E’ una bella storia, delicata, in cui il vecchio si trova suo malgrado costretto ad aiutare due ragazzini presi di mira da gang. Voto 9. Non é mai facile trovare qualcuno in grado di raccontare qualcosa di nuovo in un modo inatteso. Devo dire che ultimamente sono fortunata con i film!

STAR TREK – Film tratto dall’omonima serie


Divertentissimo! Si dai, non prendetemi in giro, non si possono vedere sempre e solo Oscar, no? E la leggerezza dove la mettiamo? Tra l’altro il remake é ben fatto e i personaggi scelti bene, ti accorgi immediatamente di chi si tratta! Si, lo so, lo fanno apposta é il loro lavoro! E che dire del cameo? L’apparizione del primo, unico, vero Spock? Commovente! Un po’ vecchierello ma pur sempre un mito intramontabile. La storia oscilla tra il futuro e il passato, comunque nel futuro, che guarda indietro, tutto chiaro? Con un cattivo vero che si chiama Nero (che nome originale per un cattivo!) e un’iniziale inimicizia tra il capitano Kirk che insomma, per il momento capitano non é e Spock, che... é capitano! Ma siamo proprio sicuri che sia il film giusto? Beh a voi scoprirlo! Voto 8, per il divertimento e i bellissimi effetti speciali.

UOMINI CHE ODIANO LE DONNE – Film tratto dal libro di S. Larson


Non ho ancora letto il libro, ma l’ho appena cominciato, proprio perché il film mi ha fatto venire una gran voglia di farlo. In fin dei conti se 600 mila persone solo in Italia lo hanno trovato geniale una ragione ci sarà pure no? Il film é ben fatto. Attori tendenzialmente sconosciuti, personaggi ambigui, climi svedesi surreali e fin da subito sarete completamente coinvolti dalla storia. L’attrice protagonista é meravigliosa, un ruolo eccellente recitato alla perfezione, di dura vera. Non vi svelo niente perché non vi posso rovinare la sorpresa, pero’ merita di essere visto perché é suspance fino alla fine senza niente di scontato. Voto 9.

LE ALI DELL’ANGELO – R. Lozzio


Bello recensire il libro di un’amica! E’ una bella storia d'amore, romantica e sognatrice e mi é piaciuta molto perché racconta delle mie zone e quindi mi potevo immaginare dove accadeva tutto cio’ che leggevo. Il protagonista é un cantante che ha appena perso la fidanzata. Poi ci sono degli angeli, una ragazza che lo adora da una vita, dei concerti... la mia innata curiosità di donna mi fa domandare quanto ci sia di autobiografico in questo racconto! Ma qui siamo un blog serio mica una Novella 2000 quindi indaghero’ in gran segreto con Rossana ma a voi non diro’ niente! E non diro’ neanche chi, ma alla presentazione di questo libro c’era anche un famoso cantante italiano! Non lo posso proprio dire Rossana??

MARATONA PER TUTTI – S. Baldini

Puo’, qualcuno che inizia ad andare a correre, non leggere un libro di Baldini? Certo che no! E vi assicuro che é proprio carino. Avevo già letto il primo, Quelli che corrono e devo ammettere che questo é un po’ più tecnico, pero’ é pieno di cose interessanti e di dettagli che ti fanno amare il personaggio ancora di più. Sapete qual’é il suo battito a riposo? 38 al minuto! Come si fa a stancarlo? Bisogna prenderlo a legnate! E la sua massa grassa sotto gara? 4,5%! Cosi presa dalla curiosità sono andata a leggere la mia in uno degli innumerevoli documenti che mi rilasciava la palestra e....aaaaaahhhhhh! io ho 21,9%! Pero’ dice che ingrassa quando non é in allenamento, ovvero prende 2 o 3 kg in 4 mesi! Glielo dite voi che io prendo 2 o 3 kg dopo una cena tra amici? Insomma, a parte questi aneddoti ci sono anche un sacco di buoni consigli tecnici e utili. Voto 8! Dai che proviamo a fare una maratona!

mercoledì 3 giugno 2009

Donne Avventura

Vi siete mai chiesti come mai una vostra amica é vostra amica? Cosa vi accomuna nella vita? Cosa vi ha reso cosi indissolubilmente amiche? Chi si somiglia si piglia, diceva mio nonno, filosofo della levatura di Confucio, pace all’anima sua, insomma loro, di entrambi voglio dire, che corrono felici sugli Champs Elisées, ma no! Non a fare shopping intendevo dire sui campi Alisei, si infatti, quelli dei venti, volano da una vetrina all’altra alla ricerca del saldo, mio nonno e Confucio, un salto al Lido’ e la giornata é belle che finita. Mi pare di comprendere che ho un po’ divagato. Torno nei fanghi, si e ci metto anche un massaggio e una maschera rigenerante. Ma bastaaaaa! Devo smettere di usare sostanze stupefacenti (mamma intendo che stupiscono non fraintendere, é seccante avere una mamma tecnologica, mi devo censurare da sola).
Dicevo, la tua amica é quella che ti segue sempre e valida anche le tue decisioni più cretine, perché é tua amica appunto. Insomma Daniela ed io, come al solito la shining couple, nel senso di Shining come il film con Jack Nicholson, non nel senso di shining, come brillante coppia di gine, partiamo per la Sardegna invitate da Antonio, un amico di Daniela, che sono certa ci consideri fidanzate, ma convinto che non vogliamo dichiararlo perché non ancora pronte per l’outing: Antonio, non siamo fidanzate, siamo solo amiche, per il momento, rivedremo i programmi più avanti.
Ma allora vuoi continuare a raccontare si o no che ti fermi ogni cinque minuti? Dunque partiamo per Cagliari un venerdi pomeriggio di un lungo fine settimana francese e incautamente prenotiamo un volo Ryan Air, la compagnia più mentecatta del mondo, ma ce ne accorgiamo troppo tardi. Subito dopo aver riservato il volo alla modica cifra di 130€, valore che muta misteriosamente ad ogni F5 digitato sulla tastiera, ci arriva un messaggio minatorio che ci specifica a caratteri cubitali che abbiamo diritto ad un solo bagaglio a mano, UNO SOLO AVETE CAPITO SCIAGURATE? Quindi non fate le furbe perché uno solo vuol dire uno solo, dimenticatevi di tenere fuori la macchina fotografica, la borsetta micro modello cocktail, il kway attaccato alla vita anni ’70, la bustina in plastica con la carta di imbarco o il rossetto in tasca perché volete fare le fighe: TUTTO CIO’ DEVE RIGOROSAMENTE STARE NELL’UNICO BAGAGLIO A MANO CHE SIETE AUTORIZZATE A FAR SALIRE IN CABINA E’ CHIARO BIFOLCHE? Mamma mia, mi é già venuta l’ansia. Ovviamente le dimensioni del bagaglio a mano sono minimalist e noi dobbiamo portare lenzuola e asciugamani, oltre al necessaire per tre giorni e tenere un minimo di spazio per l’importazione di cibo locale.
Mi sopraggiunge anche un inizio di tachicardia quando pochi istanti dopo arriva un’email che pare scritta dalla mano di Bin Laden e dettata da Hitler che dichiara che SE NON FARE IL CHECK IN ON LINE DOVERE PAGARE UN COSTO ADDIZIONALE DI 40€ IN AEROPORTO. Ma stai scherzando? Ma cos’é mi ricatti? Ma miseria ladra, lo faccio sempre il check in on line, io che vivo a Roissy, solo che se me lo dici cosi mi fai innervosire e mi fai venir voglia di venire a farlo li solo per farti un dispetto e ingaggiare una polemica, bastarda di una compagnia, che oltretutto mi fai partire il volo dalle campagne della Piccardia in un posto dimenticato da dio, dagli uomini e dai mezzi pubblici. Infatti, Beauvais, ridente località turistica della regione Isola Che Non C’é, dista circa un’ora e dieci di bus da Porte Maillot in condizioni normotipiche, zona che da dove lavoriamo noi ci vogliono circa trenta minuti di metro per raggiungere come minimo. Essendo l’unico volo ad orari tali da permetterci di non perdere il lavoro per scarsa produttività, non abbiamo altra scelta. B&B, ovvero Bus&Beauvais. La prima avventura é rappresentata dalla durata del viaggio: due ore invece di un’ora e dieci, si tratta di un fine settimana lungo, si vi confermo che in Francia a maggio ce ne sono almeno quindici, quindi circa cinquantaquattro milioni di francesi sono in auto in uscita da Parigi, quelli che non ci abitano sono venuti il giorno prima per riuscirne il venerdi, non vogliamo metterci anche un paio di cantieri stradali? E perché no un incidentino rimosso ma che i curiosi si mettono a guardare? Bene. Bene un corno, pero’ dopo due ore con la calma e il relax di Crudelia Demon quando scopre che le hanno portato via i dalmata, arriviamo a destinazione e capisco perché Daniela non ha palesato la benché minima protesta da quando siamo partite e non é da lei, semplicemente é congelata. Dalla sua postazione finestrino, temperatura 4° la stacco come un findus (vedi taxista artico per ulteriori dettagli), la metto sotto l’ascella e aspetto che si scongeli mentre entriamo in aeroporto. NO. NO. NO. In aeroporto non si entra. E perché mai? Ci sarà da pagare una fatturina suppongo, quando voli con Ryan Air é nelle procedure, uso questa parola perché piace tanto al mio capo e se la uso almeno cento volte in un anno mi alza il bonus, quindi vi prego di tenere il conto. Va bene, dove ritiriamo lo scontrino? NO. NO.NO. Bagaglio sospetto da far brillare. NOOOOO. Ma ti faccio brillare io come una cometa se non la smettete con sta storia di far saltare per aria le mutande dei manager sbadati. Niente da fare. Non si puo’ entrare in aeroporto, ma il dramma é che non si puo’ neanche uscire perché hanno bloccato il parcheggio per non si sa quale misteriosa ragione, quindi anche quelli che, nel caso di una bomba vera, potrebbero allontanarsi con la Scenic a cercare la salvezza, sono costretti nel cortile. Tempo di attesa stimato un’ora. E la folla si accumula. Ma non felici, per non farci esplodere come l’estate a Milano in maggio, ad un certo punto si scatenano con la procedura (siamo a due, mi raccomando non distraetevi e contate) e decidono che il cortile é troppo vicino, probabilmente si tratta di un’arma chimica, il bagaglio era di un manager al ritorno da un viaggio, quindi contiene calzini sporchi, arma letale ad ampio raggio, quindi ci fanno camminare in direzione campi per un centinaio di metri.
Una sola ora e mezza all’esterno e Daniela che mi si era appena scongelata mi si ricongela di nuovo a causa di una bora che prepotente sferza i poveri aspiranti passeggeri, quindi mi tocca portarla dentro sulle ruotine ed estraendo il manico dalla camicia.
L’onda umana ci trascina dopo trenta minuti, una croque monsier mummificata come la cugina Lucy, il furto del blackberry di Daniela e il controllo di una Hogan in cui temono sia nascosto un pacco bomba, arriviamo all’aereo a piedi. Si perché esiste sempre il piano C, non c’é il finger, non c’é il bus, basta andare dritto, prima a destra poi seconda a sinistra e il vostro aereo é quello bianco, blu e giallo parcheggiato in seconda fila. Guarda, se possibile sta compagnia mi rende più nervosa del caso Alitalia e le hostess sono ancora più maleducate. Si avete ragione, più maleducate é impossibile, diciamo che lo sono allo stesso livello, per par condicio. Ma ti pare che per centotrenta euro debba rischiare di imbarcarmi sul volo per Sofia? Zen, zen, zen. Daniela ed io ormai discepole di questa filosofia avendo un nonno che consuma happy hour con Confucio, pensiamo solo al blu del mare e alla montagna di bottarga che ci aspetta all’arrivo.
E per fortuna a Cagliari tutto perfetto, fatto salvo una breve visita alla Polizia di Stato dove tentiamo di fare una denucia di smarrimento cellulare. Impossibile, manca il sottoufficiale. Con il sopraufficiale non é lecito, certo, sono li in otto, seduti sul nastro trasportatore che commentano l’alternarsi delle stagioni, il buco nell’ozono e il calcio mercato, ma non hanno tempo. Poi se é stato rubato in Francia mica vorremo fare una denucia in Italia, no? Ma la sa una cosa? Ma lo sa che farebbe meglio ad andare dalla Polizia Postale che si occupa di queste cose in genere? Ma certo, ma anche alla Polizia Cellulare, perché no? Oppure faccia una dichiarazione di smarrimento, pero’ con quella non si avviano le indagini, si certo perché se faccio una denuncia invece parte un distaccamento dell’FBI di NY per aiutarci. Oppure vada dai carabinieri di Cagliari, si certo guardate, mentre stiamo qui a parlare Daniela ha chiamato Chi l’ha visto e siamo invitate per la prossima settimana, fanno un special sui Blackberry: é stato rapito o si é allontanato stufo di essere trattato come un oggetto? Zen, zen, zen.
Recuperiamo Antonio e Stefania e via, verso Porto Corallo! Non scendero’ nel dettaglio di ogni giornata, ma un episodio merita di essere raccontato. In fase di preparazione bagaglio il suddetto Antonio ci raccomanda di portare le scarpe da tennis, perché faremo attività sportiva. Daniela obbediente ne porta un paio, ancora oggi mi chiedo dove le abbia stivate, perché a me nel bagaglio sono state solo le infradito di gomma e ho ovviato infilandomi ai piedi le Hogan a suola alta, dicendomi che tanto, sono più o meno delle scarpe sportive (ingenua, superficiale, credulona) solo che ho sottovalutato il livello sportivo dei nostri due amici che ci propongono un avventuroso giro in mountain bike.
“Dany non ho troppa voglia. No dai perché? Tu che sei cosi sportiva! Ecco Dany, io ho la bici da corsa proprio perché non amo troppo gli sforzi e temo che saranno un paio di ore abbastanza dure. Vuoi dire che non so cosa ci aspetta? Ecco, insomma, é proprio cosi, pero’ magari mi sbaglio.” Non mi sbagliavo purtroppo. Arriviamo alla partenza del percorso e il sellino della mia bici é cosi alto che mi devono caricare con un Caterpillar. Se perdo l’equilibrio sono fregata, sarà impossibile risalire restero’ abbandonata sul ciglio di una rupe come una capra tibetana. Fiduciose e timorose, partiamo in compagnia di Bartali e Coppi e ci avviamo verso una montagna, pendenza 70% cosparsa di ciottoli della dimensione di un uovo di Pasqua che rendono i nostri tentativi di equilibrio equivalenti alle performance del Cirque du Soleil. Essendo io donna chic, come sono sulla bicicletta? In hogan e calzoncini corti e biancheria di pizzo, quando necessiterei di una mimetica e di scarponi perché il pizzo mi si sta tatuando non vi dico dove. Dopo un quarto d’ora io sono prossima all’infarto e Daniela ha un colore violaceo che denota la sua totale incapacità di pronunciare anche solo una sillaba, fiduciosa nel suo supporto dichiaro forfait e abbandono la risalita, il mio unico obiettivo é dirigermi verso il mare e giacere con la bicicletta sulla sabbia mentre wonderwomen e superman finiscono il giro.
Daniela mi guarda come se fossi la madonna di Czestochowa e dichiara la sua volontà di seguirmi per non lasciarmi da sola. Grazie amica. Amiche per sempre.
Sarebbe carino se l’avventura finisse qui. Ma non é cosi. Perché impavide decidiamo di affrontare percorsi più a misura di gine, non di abbandondare la lotta. Quindi via, verso il mare, che onestamente, non abbiamo ben chiaro dove sia, ma non importa, lo troveremo. Ed infatti vediamo le onde da lontano, basta attraversare quella piccolissima pozza. Nadia sei sicura di voler passare di li? Ma certo Daniela, non si vede il fondo ma deve essere bassa. Come si dice qui in Francia? Les dernieres mots connus? Le ultime parole famose? Temeraria come Billy the Kid mi getto nella pozza senza considerare il fondo chiaramente scomposto e irregolare quindi perdo l’equilibrio e per non cadere appoggio le mie chicchissime hogan a terra, sbagliato, non a terra, ma in trenta centimetri di acqua, mentre quella che dovrebbe essere una mia amica del cuore si butta a terra dal ridere facendo scacciapensieri. Insomma alla fine al mare ci arriviamo, levo le scarpe grondanti e infilo i piedi bagnati tra le onde di acqua decisamente più dignitosa. Alla fine ci portiamo a casa un bel giretto di un’ora e mezza e siamo molto felici, possiamo mangiare bavette con i ricci a cuor leggero innaffiate da un buon vinello. E ci stanno pure un paio di seadas meritate a pieno titolo e seguendo le procedure (siamo a tre).
Arriva presto il lunedi ed é già ora di rientrare a Parigi. Onestamente un po’ temiamo il volo del ritorno e le due successive ore di bus, invece stranamente, le cose vanno per il verso giusto il volo arriva con mezz’ora di anticipo e il bus in soli 55 minuti ci porta lontano dalla Piccardia verso la civiltà della città di Ratatouille. Una breve nota conclusiva. Chiaramente, nonostante la già citata saturazione del bagaglio siamo riuscite a procedere all’importazione di rilevanti quantità di bottarga che hanno permesso la diffusione di un certo aroma di pesce sugli indumenti circostanti. Il mirto purtroppo non ha ricevuto il permesso di estradizione, ma contiamo di raccogliere firme per presentare una richiesta di scarcerazione a breve. E per concludere un enorme grazie ad Antonio e Stefania che ci hanno regalato un we meraviglioso e che ci hanno permesso di vivere queste nuove ed entusiasmanti avventure!

MEGLIO UN UOMO OGGI – G. Cucciari

C’é chi sceglie un libro in base alla copertina, all’articolo su un giornale, al titolo, alla foto dell’autore, alle recensioni di questo scintillante blog o alla destinazione geografica di un viaggio! Bene, ci troviamo di fronte a quest’ultimo caso: decido di trascorrere il fine settimana in Sardegna e quindi “raccatto” (mi piace migliorare il mio vocabolario leggendo molto...) il libro della mia amica Geppi dalla pigna di libri ammonticchiati sul caminetto finto della mia sala. Geppi é originaria di Macomer, allieta in sardo le puntate di Zelig e il suo primo libro mi ha già fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere qualche mese fa, quindi credo proprio che non potrei leggere niente di diverso a Cagliari! Si tratta sempre di qualcosa di molto più divertente della media dei libri comici senza alcun dubbio, ma devo ammettere che il primo mi é piaciuto di più. Geppi continua la sua relazione a distanza con l’uomo perfetto, ma si insinua in questa storia la figlia del datore di lavoro del fidanzato, giovane, bella e magra, ma soprattutto arrogante e trafficona che decide che quell’uomo, quello di Geppi per intenderci deve essere suo, ad ogni costo. Non vi racconto come va a finire ovviamente, ci mancherebbe, ma vi suggerisco di leggere prima l’altro se volete leggere qualcosa di suo! Più leggero, più ironico e meno diabetico! Voto 6,5.